“Il patto del Nazareno non puo’ essere fermato e rallentato perche’ qualcuno ha paura di fare le riforme”. Matteo Renzi lo aveva mandato a dire gia’ nel corso della cena di finanziamento del Pd ieri sera a Milano. “Sono convinta che siamo ad un passo dall’accordo. Purtroppo, non possiamo aspettare i tempi di Forza Italia. Spero che si chiariscano al loro interno e superino i loro dissidi”, ribadisce oggi Maria Elena Boschi. Lo stallo sulla legge elettorale, dopo le ‘prove tecniche’ di accordo tra Pd e M5S su Consulta e Csm, continua a provocare strascichi. Pd e governo pungolano Berlusconi e FI replica a tono: “Se per qualche altra ragione il Pd ha deciso di interrompere il percorso condiviso delle riforme – mette in chiaro Giovanni Toti – lo dica apertamente e se ne assuma le responsabilita’”. Vero e’ che, sempre da FI, Paolo Romani garantisce che “il Patto del Nazareno tiene, sicuramente. Come tutti gli accordi ha bisogno di approfondimenti e successivi assestamenti”, e ‘blinda’ Denis Verdini come “insostituibile, visti – sottolinea – i suoi rapporti personali con il presidente del Consiglio”. E allora, torniamo a Renzi. “Se qualcuno pensa di fare il temporeggiatore, noi diciamo che andiamo avanti anche da soli”, aveva avvertito ieri. “Noi dalla prossima settimana saremo in Parlamento a incardinare il testo” della riforma elettorale “in Senato dopo la prima lettura alla Camera”, ha garantito il presidente del Consiglio. Anche se la presidente, Pd, della Affari Costituzionali a Palazzo Madama, Anna Finocchiaro, si trincera dietro un diplomatico “mi auguro e spero che la prossima settimana si possa incardinare la riforma della legge elettorale se ci sono le condizioni e la volonta’”. Intanto, il presidente del Consiglio non allenta la pressione sull’Ue e chiarisce che “non e’ la battaglia di Matteo Renzi contro un commissario o un presidente della Commissione, tutt’altro: e’ l’idea dell’Italia che porta l’orgoglio di una grande storia ai tavoli che contano”. “Dobbiamo anche dire a qualche nostro dirigente che pensa di far carriera a Bruxelles soltanto parlando male dell’Italia – ha proseguito – che e’ finito il tempo in cui l’Italia viene rappresentata come quel Paese che va a Bruxelles col cappello in mano a fare l’elemosina”. L’Europa unita “non e’ qualcosa di esterno o ostile” a noi italiani e bisogna “reagire alle tante rappresentazioni meschine, malevoli e riduttive della costruzione europea”, dice anche Giorgio Napolitano. La questione, dice ancora Renzi tornando a guardare alle cose casalinghe, “in Italia viviamo con il freno a mano tirato. Nonostante la crisi il risparmio aumenta. C’e’ crisi e cresce la paura questo perche’ il futuro incute timore”, ammonisce. E invece, “il Paese deve togliersi di dosso la paura, la muffa”. Invece, esorta anche oggi, “bisogna avere la capacita’ di non mettere gli uni contro gli altri. Si possono avere idee diverse ma mai fare del mondo del lavoro un terreno di scontro”.
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