I docenti dovranno assegnare i compiti entro la fine dell’orario delle lezioni, evitando di caricarli sul registro elettronico nel tardo pomeriggio, la sera o durante il fine settimana. È quanto prevede la nuova nota inviata dal Ministero dell’Istruzione alle scuole il 28 settembre. Il Ministero chiede anche di evitare la concentrazione di più verifiche e interrogazioni nella stessa giornata e di utilizzare il diario cartaceo insieme al registro elettronico, per ridurre la necessità di controllare continuamente smartphone e piattaforme.
Scuola, compiti a casa: cosa non dovrebbero più fare i professori
La nota nasce anche dalle segnalazioni arrivate dalle famiglie sull’abitudine di comunicare compiti e attività attraverso il registro elettronico quando gli studenti sono già a casa. Il Ministero stabilisce che i compiti a casa devono essere assegnati entro il termine dell’orario delle lezioni.
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Il docente dovrà quindi evitare, per esempio, di pubblicare alle 20 un esercizio da svolgere per la mattina successiva.
La stessa indicazione riguarda gli aggiornamenti nel tardo pomeriggio, in serata e durante il fine settimana quando obbligano alunni e genitori a controllare continuamente il registro elettronico. Non viene invece abolito il registro digitale.
Scuola, torna il diario cartaceo
Il Ministero chiede alle scuole di garantire l’utilizzo del diario cartaceo insieme al registro elettronico. L’obiettivo dichiarato è responsabilizzare gli studenti nella gestione autonoma degli impegni e favorire la disconnessione dai dispositivi digitali.
I dirigenti scolastici sono invitati a vigilare sull’applicazione delle indicazioni e possono promuovere modifiche al Regolamento d’istituto e al Patto educativo di corresponsabilità.
Il diario non sostituisce quindi completamente la piattaforma online: diventa lo strumento da utilizzare per rendere noto il lavoro assegnato durante le lezioni.
Scuola, stop anche alle troppe verifiche nello stesso giorno
La nota riguarda anche interrogazioni e compiti in classe. Il Ministero chiede una programmazione collegiale delle prove per evitare che più verifiche importanti si concentrino nella stessa giornata e per distribuire il carico nell’arco della settimana. Resta l’autonomia didattica degli insegnanti, ma i dirigenti sono invitati a favorire un coordinamento maggiore tra i docenti.
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Giuseppe Valditara aveva già anticipato a metà settembre l’intenzione di rendere più stringenti le precedenti indicazioni, spiegando che non si dovrebbero assegnare alle 20 i compiti destinati alla mattina successiva.
La novità del 28 settembre è che quella linea è stata formalizzata in una nuova nota alle scuole: meno comunicazioni dell’ultimo minuto, compiti segnati durante la giornata scolastica e maggiore coordinamento sulle verifiche.


