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Cronache
Segreti italiani alla Russia: la spia Walter Biot resta in carcere
Dalla pagina Twitter Global Impact Intelligence
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L'ufficiale di Marina Walter Biot arrestato il 30 marzo scorso mentre consegnava, in cambio di cinquemila euro, documenti classificati ad un funzionario dell'ambasciata russa resterà in carcere.
La decisione è stata presa dal Tribunale del Riesame di Roma che ha quindi cassato la richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Biot.
Dunque, la spia 'fai da te' che ha suscitato tanto clamore nelle scorse settimane resterà all'interno di una cella nella casa circondariale di Regina Coeli a Roma. Giovedì scorso la Procura Militare della capitale gli ha recapitato in carcere anche la sua notifica di custodia cautelare: la giustizia ordinaria e quella militare seguono procedimenti autonomi.

Certo non tira una buona aria per Biot considerando che la procura militare gli ha contestato il reato di rivelazione di segreti militari ai fini di spionaggio, il procacciamento di notizie segrete e la rivelazione di notizie di carattere riservato. Reati molto gravi per la giustizia militare che prevedono condanne pesantissime, come l'ergastolo. Questo oltre ai reati di cui è accusato dalla giustizia ordinaria.

La vicenda, in ogni caso, sembra districarsi fra la farsa, l'alto tradimento e la presenza occulta di altri attori.
Di sicuro ci sono punti che andrebbero, e forse lo saranno, analizzati in profondità, come ad esempio il perché della presenza nelle disponibilità del Biot di diversi passaporti, tessere sanitarie, tessere di club privati, intestati ad altre persone. Documenti che sembrano a tutti gli effetti far parte del kit del piccolo spione che vediamo nei film di produzione americana. Ovviamente, ci sono anche molti smatphone a fare da corollario al kit. Ma questi documenti a disposizione solo solo uno dei tanti nodi da sciogliere. Un altro è il ritrovamento di alcuni biglietti aerei per Israele intestati ad un uomo già ritrovato nei passaporti sequestrati. Perché? E soprattutto, a questo punto ci si chiede: a quale servizio di intelligence faceva riferimento Biot?

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Tutte le ipotesi sono aperte. La tesi della sua difesa punterà sul suo essere un battitore libero, slegato dai Servizi Segreti di qualsivoglia Paese. Un uomo dalle grandi difficoltà economiche che rischia in prima persona per dare un contributo alla famiglia e a cui è andata male. Possibile? Forse, ma poco credibile. Più facile che Biot fosse alle dipendenze di qualche intelligence straniera e che quest'ultima volesse 'bruciarlo' per mettere in guardia il nostro Paese. Va ricordato che da sempre i Servizi giocano sporco senza farsi troppi problemi. Ma a chi potrebbe fare riferimento? Secondo i ben informati che si stanno interrogando sulla vicenda, Cia e Mossad potrebbero essere pedine fondamentali di questa partita a scacchi. Sappiamo con ragionevole certezza che le due agenzie in questione non vedono di buon occhio l'atteggiamento italiano, ritenuto troppo accondiscendente, con Cina e Russia.

Quindi perché non organizzare un bel fallimento delle operazioni del Biot e dei due russi prendere due piccioni con una fava? Da un lato si sarebbe potuto far passare l'aiuto ai servizi italiani come una cortesia fra alleati, dall'altro però potrebbe essere considerato come un avvertimento. D'altronde sappiamo che i rapporti fra i politici spesso sono solo di facciata e che i servizi, poi, fanno il vero lavoro. Inoltre, con tutto il rispetto del caso che va riposto al nostro Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, non sembra essere preparatissimo su argomenti come il posizionamento delle agenzie di intelligence nei confronti delle azioni politiche degli alleati. Forse qualcuno ha approfittato proprio di questa impreparazione per far capire al Paese da che parte stare o magari riportarlo nei ranghi.
E con la Cina, probabilmente, gli alleati non vogliono che l'Italia abbia troppi rapporti. Non vedono bene ad esempio l'adesione al Belt and Road Initiative, il grande progetto di sviluppo economico cinese nel mondo occidentale: fa paura la loro mano lunga in Europa, soprattutto adesso che si parla di tecnologie 5G, a loro avviso una minaccia per la sicurezza delle nazioni.

Quindi, la vicenda Biot potrebbe essere molto più grossa di quella di una semplice spia che è stata scoperta e arrestata grazie al lavoro meticoloso dei Servizi interni. Ma appunto, quando ci sono di mezzo le agenzie di intelligence, le notizie che arrivano sono quelle che loro decidono di far uscire. Sapremo mai davvero cosa è successo? E sapremo mai se Biot è solo stato sacrificato per interessi superiori?

 

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