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Cronache

 

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha presieduto una riunione del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza alla quale hanno partecipato i vertici nazionali delle forze di polizia e dei Servizi di intelligence e il capo di Stato Maggiore della Difesa. "Dopo un'approfondita analisi delle manifestazioni di protesta e dei recenti episodi di danneggiamento a carico di alcune imprese, legati alla realizzazione della Tav Torino-Lione - rende noto il Viminale - il Comitato, nell'evidenziare la necessita' di tenere alto il livello di attenzione e vigilanza, ha deliberato, attraverso una rimodulazione del Piano di impiego dei militari nel controllo degli obiettivi a rischio, l'invio di ulteriori 200 unita' per le esigenze di sicurezza del cantiere Tav in Val di Susa".

 

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Il Comitato ha inoltre deciso di inviare a Torino, come nuovo prefetto della città, Paola Basilone, ex vicecapo della Polizia (attuale commissario per le persone scomparse), per garantire la presenza di un rappresentante del governo esperto di ordine pubblico. L'annuncio della nomina è stato anticipato dallo stesso Alfano con un tweet in cui il ministro non fa cenno alle vicende della Val Susa ma sottolinea come un'altra donna sia approdata al ruolo di prefetto in una grande città. Conosciuta per la sua determinazione in passato Paola Basilone si è occupata delle infiltrazioni mafiosi sulla Tav Roma-Napoli, in qualità di coordinatrice del gruppo ispettivo della Prefettura di Napoli.

Ad alzare la tensione è stato un messaggio delle Nuove Br inviato dal carcere. Le "ultime misure sono drastiche: militarizzazione aggravata con conseguenti minacce penali, e fino a quella (per ora solo agitata) di imputazione terroristico-eversiva. Ci si trova appunto stretti in quel bivio: compiere un altro salto in avanti, politico- organizzativo, assumendone anche le conseguenze, o arretrare", si legge in un passaggio dedicato al movimento no-tav nel documento di Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi, delle cosiddette 'Nuove Br', detenuti a Torino.

Il Movimento No Tav prende immediatamente le distanze dalle parole che Davanzo e Sisi hanno fatto arrivare al movimento stesso dal carcere. Alberto Perino, tra i leader storici del movimento valsusino che lotta contro l'alta velocita' Torino-Lione, e' categorico e non lascia spazio ad apparentamenti di alcun tipo: "Respingiamo al mittente ogni parola. Non abbiamo nulla da condividere con questa gente".

Intanto Alfano non molla: "Lo Stato fa lo Stato. La Tav si fara'. Delinquenti e bombaroli si rassegnino". "Mentre vengono arrestati esponenti di un noto partito di maggioranza per gli appalti legati alla Tav fiorentina, mentre cresce il dissenso in Italia e in Francia sull'anacronistica Torino-Lione , il governo Letta/Alfano non trova di meglio che spedire altri 200 militari in Val di Susa. E' una scelta insensata, un uso anomalo delle nostre Forze Armate che se rassicura i signori delle tangenti da un lato rischia di esasperare gli animi dei cittadini dall'altro". Lo affermano, in una nota del gruppo, i deputati della commissione Difesa del M5S alla Camera. "La decisione odierna del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza - proseguono i parlamentari - avvilisce i compiti che la Costituzione affida alle nostre Forze Armate. Tra quei compiti infatti non c'e' quello di arginare il dissenso e le manifestazioni popolari contro una inutile grande opera che devasta l'ambiente. Mettere i militari contro i cittadini e' un fatto gravissimo, che approfondisce ancora di piu' il solco crescente con le istituzioni. La Val di Susa non e' l'Afghanistan per questo chiediamo con forza l'immediata revoca del provvedimento".

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