Telejato, l’emittente di Pino Maniaci chiude.
Lo ha annunciato lo stesso fondatore adducendo come motivo le troppe querele che ora non arriverebbero più solo da cittadini più o meno comuni ma anche da alti esponenti istituzionali.
Pino Maniaci è indagato per estorsione e la storia particolareggiata è narrata in questo mio articolo:
http://www.affaritaliani.it/politica/maniaci-420715.html
Tuttavia qualche considerazione ulteriore è d’obbligo.
Pino Maniaci è una figura controversa che risulta condannato per furto, emissioni di assegni a vuoto, omissione di atti d’ufficio, truffa e quindi non particolarmente indicato per ricoprire il ruolo di “eroe” antimafia ma si sa che l’Italia è terra strana e la Sicilia ancor di più; terra strana, dicevamo, dove tutto è possibile e i confini tra il bene e il male sono spesso indecifrabili, avvolti in un velo di nebbia.
Le nuove accuse (aprile 2016) per estorsione nei confronti dei sindaci di Borgetto e Partinico non illuminano la vicenda di luce particolarmente positiva anche se occorrerà giungere a sentenza definitiva come Costituzione comanda.
In ogni caso ora la chiusura avviene ufficialmente perché Maniaci e la redazione sono “stanchi” di strascichi giudiziari e l’idea che vuol far passare è quella di non meglio identificati “poteri forti” (sì, sempre loro) -in Italia ormai sono additati come responsabili di ogni cosa contrasti la volontà del singolo, compresa la signora che non riesce a comprare il latte perché è finito- che vogliono mettere il bavaglio alla libera informazione.
In concreto per maniaci i “Poteri forti” sono i mafiosi (o supposti tali) e anche i carabinieri locali che vogliono screditarlo insieme ai giudici di Palermo.
Ma il tempo in cui Maniaci faceva sventolare il vessillo della verità e della purezza se mai c’è mai stato (date le condanne che aveva già riportato) è ora passato e resta solo una grande amarezza per i tanti giovani -soprattutto nel sud– che credevano in un sogno che si è rivelato l’ennesima delusione.


