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Tragedia Crans-Montana, l'ammissione choc del Comune svizzero: "Nessun controllo antincendio negli ultimi cinque anni"
Le indagini sull’incendio che ha sconvolto la comunità locale sono tuttora in corso per accertare le responsabilità

Svizzera, sindaco Crans-Montana: "Giudici decideranno su nostra responsabilità"
Cinque giorni dopo il tragico incendio del bar Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, che ha provocato 40 morti e 116 feriti, il sindaco Nicolas Féraud e le autorità comunali hanno tenuto una conferenza stampa per fare il punto sulla sicurezza e sulle responsabilità. Féraud ha affermato che "la giustizia dirà l’influenza che ha avuto un tale mancanza nella catena di causalità che ha portato al dramma" e che il Comune si assumerà "tutta la responsabilità che la giustizia determinerà".
Il Consiglio comunale ha annunciato misure immediate per prevenire altri incidenti, tra cui il "divieto totale di artifici pirotecnici di qualsiasi tipo nei luoghi chiusi, su tutto il territorio comunale" e l’incarico a un ufficio esterno specializzato per effettuare "senza ritardo un controllo di tutti gli esercizi pubblici del Comune". Commentando un video precedente all’incendio che mostrava fuochi accesi sopra bottiglie di alcol, Féraud ha denunciato "la negligenza dell’esercente nella gestione dell’attività" e "una cultura del rischio inconsiderato".
Riguardo alla "gravi mancanze" rilevate nei controlli periodici del bar per cinque anni, il sindaco ha dichiarato di non avere "una risposta per voi oggi. Siamo profondamente dispiaciuti per questo e so quanto sarà difficile per le famiglie". Sulla possibilità che il Comune venga coinvolto nell’inchiesta penale aperta dai procuratori svizzeri contro i gestori del locale, Féraud ha precisato che "spetterà ai giudici stabilire se faremo parte di questo caso o no", aggiungendo che il Comune si considera "anch’esso una vittima in questo caso".
Svizzera, Comune Crans-Montana: "Rilevate carenze in controlli periodici"
Cinque giorni dopo il tragico incendio del bar Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, che ha causato 40 morti e 116 feriti, la municipalità ha rilevato "gravi mancanze" nei controlli di sicurezza periodici. Lo si apprende da un comunicato in cui il Comune ha ammesso che, nonostante siano stati effettuati oltre 14.000 controlli antincendio nel solo 2025, è stato riscontrato un mancato controllo periodico dell’esercizio per il periodo 2020-2025. Le indagini sull’incendio, che hanno sconvolto la comunità locale, sono tuttora in corso per accertare le responsabilità.
Svizzera, ex pm a Lugano: "Quei due vanno arrestati, errore affidare a Comuni controlli"
"Quando penso che nel cantone Vallese la responsabilità delle ispezioni antincendio nei locali pubblici è dei Comuni, mi preoccupo un po'. Mi chiedo come può un piccolo Comune di montagna come Crans-Montana avere strumenti e personale per controlli così specifici. In questa tragedia si apre anche un altro problema. Chi ha concorso a questo concatenamento di fatti che ha portato a questa disgrazia evitabile. Per poter operare, un esercizio pubblico deve ottenere una autorizzazione dal Comune dopo la verifica del locale e degli impianti di sicurezza, poi ci sono controlli periodici per verificare se i requisiti sono ancora rispettati. Con quale serietà sono state fatte le ispezioni se in un sotterraneo privo di finestre sono state messe cento persone? Il paese è piccolo, tutti si conoscono, non vorrei che qualcuno abbia chiuso un occhio".
Lo ha affermato in un'intervista al quotidiano 'Il Corriere della Sera' Paolo Bernasconi, 82 anni, pubblico ministero a Lugano (Svizzera) dal 1968 al 1995, che ora insegna Diritto penale dell’economia in diverse università elvetiche.
"Bisogna verificare anche la polizza assicurativa obbligatoria. Una compagnia non assicura un ambiente che non è in regola, perché se succede qualcosa deve pagare. Quando è stata stipulata la polizza, - continua Bernasconi - immagino che fosse tutto in ordine, bisogna vedere se dopo ci sono stati interventi che hanno trasformato l’immobile. Dai controlli se ne sarebbero dovuti accorgere. Se qualcuno non ha operato correttamente rischia di concorrere nei reati di omicidio, lesioni e incendio dolosi di cui sono accusati i titolari".
"In questa vicenda la giustizia mi pare si stia muovendo troppo lentamente. È vero che sono reati colposi, ma di fronte a un disastro di proporzioni colossali e a omissioni evidenti, avrei preso provvedimenti straordinari, come l’arresto in carcere o i domiciliari. Mi sembra il minimo nei confronti delle vittime e delle loro famiglie. - conclude Bernasconi - C’è un rischio di fuga, perché si tratta di due cittadini francesi che teoricamente potrebbero lasciare la Svizzera, e c’è un rischio di inquinamento probatorio in una cittadina piccola. Sarebbe anche nella prassi giudiziaria svizzera".
