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Cronache
Via libera agli Ogm, ecco cosa nascondono tre decreti all'esame del governo

All’interno di tre decreti legge in via di approvazione in questi giorni da parte del governo si potrebbero nascondere il via libera agli Ogm. Se approvati potrebbero aprire il varco per una loro scriteriata  introduzione nei campi, contaminando mari e monti. E’ quanto denuncia la campagna #ItaliaNoOgm (https://www.egalite.org/italianoogm-no-agli-ogm-in.../) che prevede l’attivazione di una importante diffida da inviare tramite Pec ai responsabili amministrativi di questo “disastro organizzato alle spalle della popolazione”, come sostiene “Cambia la Terra”, coalizione che raccoglie Altragricoltura Bio e Associazione consumatori utenti (Acu) insieme con  FederBio, Legambiente, Lipu, Wwf e Medici per l’ambiente.

L’intento è quello a far sentire la voce di tutta l’opposizione che si sta levando ovunque e di fermare la strategia di svendita del patrimonio agricolo italiano, del paesaggio e della biodiversità

Secondo Maurizio Mazzariol (AgricolturaBio) e Gianni Cavinato (Acu) tra i promotori dell’iniziativa, i “decreti -già approvati il 30 ottobre scorso dal governo ed in attesa dei pareri delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato e della Conferenza Stato Regioni- procureranno incalcolabili ed irreversibili danni all’intera nazione, non solo per la scriteriata esaltazione degli organismi geneticamente modificati e dei nuovi progetti sperimentali di editing genomico in agricoltura, che gli schemi in oggetto propongono, ma anche per i disastrosi riflessi sull’intera immagine della nostra agricoltura di qualità; per l’ignobile assoggettamento ai brevetti su semi e varietà di ortaggi, alberi da frutta e varietà di vitigni che arricchiranno le solite quattro multinazionali; per la chiusura di tante piccole e medie imprese, spesso a conduzione famigliare, che mantengono viva la biodiversità dei territori collinari e montani. Infine, per l’attacco a tutto il comparto dell’agricoltura biologica italiana, in costante crescita sia quantitativa che qualitativa, indice di una importante presa di coscienza culturale da parte dei consumatori e degli stessi agricoltori”.

In tutto questo -rilevano ancora- “la legge delega per adeguarsi a due specifici regolamenti europei non prevede assolutamente di normare gli Ogm”.

I provvedimenti sarebbero dunque delle vere “illegalità” in quanto nasconderebbero il divieto per le aziende agricole di riseminare le produzioni aziendali (con obbligo quindi di acquistare i semi dalle industri sementiere); di creare un ostacolo economico e burocratrico per i piccoli vivai territoriali,  che riproducono la biodiversità agraria locale, inerente la tradizionale produzione e vendita di piantine di ortaggi e piante da frutto, la reclusione in riserve e musei all’aperto di tutte le riproduzioni inerenti la ricchissima biodiversità agraria italiana, che vanta centinaia di varietà antiche di cereali e migliaia di ortaggi e frutiferi autoctoni, il cui materiale di propagazione, in aperto contrasto con le norme internazionali, potrà essere commercializzato in modiche quantità su limitatissime superfici.

“Il tutto per consentire infine l’utilizzazione di norme definite incostituzionali dalla Corte  Costituzionale già dal 2006 che l’Ufficio di coordinamento legislativo del ministero preposto ha completamente ignorato”.

 

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