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Cronache
Zaki, il volo rifiutato non va giù al governo e al Sisi. "Pressioni Amnesty"

Zaki, rinvio per il ritorno. Crosetto: "Niente volo di Stato? Ci ha fatto risparmiare"

“C'è un leggero cambiamento nei piani poiché è venuto alla nostra attenzione che i documenti ufficiali per revocare il divieto di viaggio saranno finalizzati domenica a mezzogiorno. Quindi, dopo dovremo viaggiare per assicurarci che la mia situazione legale sia chiara al 100%. Stai tranquillo Bologna, arrivo tra un paio di giorni, dobbiamo solo aspettare altri due giorni”. Così in un tweet di Patrick Zaki che è costretto a cambiare programma e rimanda il suo arrivo a Bologna alla settimana prossima.

La decisione di Patrick Zaki di non accettare il volo di Stato per rientrare in Italia dall’Egitto ha creato una polemica politica. Si tratta di “una scelta personale” che “ci ha fatto anche risparmiare dei soldi. Di conseguenza, va bene così”. A dirlo il ministro della Difesa, Guido Crosetto, parlando a margine della rassegna "Gli incontri del Principe" a Viareggio.

Che cosa c'è dietro la scelta di Zaki

Secondo Repubblica, "la decisione ha sorpreso entrambi i governi coinvolti nella trattativa". Secondo Repubblica, "quella scelta non sarebbe stata coerente con quello in cui ha sempre creduto, con il suo ruolo cioè «di difensore dei diritti umani, che per natura è indipendente dai governi»". Secondo il quotidiano, la scelta di Zaki ha creato problemi con l'Egitto, "perché il governo di Sisi credeva un di aver graziato un amico dell’Italia e invece ha trovato davanti a sé prima di tutto un «difensore dei diritti umani». Creando così un precedente che – spiegano fonti della nostri intelligence – mette in grande imbarazzo il Cairo sul fronte interno, data la linea dure che il presidente Sisi ha sempre avuto con tutte le Ong che lavorano nel Paese".

Secondo Repubblica, "resta il fatto che l’esecutivo non ha certo apprezzato la scelta dell’attivista. Questo lo sanno anche gli “amici” di Zaki che infatti ci tengono a dire che «Patrick è assai grato all’Italia e a questo governo. Non c’è nessun problema, il suo non è un gesto contro. Ma per: per la sua coerenza, per rispetto a quello in cui crede. Nessun problema con la premier Meloni. La stessa scelta l’avrebbe fatta anche se il presidente del consiglio fosse stato, Giuseppe Conte, per dire». 

Come spiega invece la Stampa, "il sospetto che circola in ambienti di governo è che Zaki abbia rifiutato il volo di Stato ed evitato le foto con le autorità italiane all’aeroporto perché sarebbe stato convinto dagli avvocati e dai rappresentanti dei movimenti per i diritti umani che gli sono stati più vicini, tra cui Amnesty International. «Abbiamo solo dato alcuni consigli», viene fatto sapere a La Stampa da ambienti vicini all’ex ricercatore, «ma Zaki ha deciso in autonomia. Non c’è stata alcuna pressione»".

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