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Culture
Giornata internazionale della Donna: ecco i libri che la omaggiano

L’8 marzo è la data che coloriamo di rosa nel calendario: mimose, fiori, piccoli pensierini arrivano in dono alle donne di tutta Italia per festeggiare il sesso femminile. In realtà, però, sarebbe più corretto chiamarla Giornata internazionale dei diritti della donna e guardare a questa ricorrenza per quello che realmente è: un ricordo delle conquiste sociali, economiche, politiche ottenute in questi anni e al contempo un monito contro le discriminazioni, nonché le violenze, di cui le donne sono state – e purtroppo sono ancora – vittime in molte parti del mondo.

La letteratura ci viene in soccorso raccontandoci storie di eroine di grande coraggio che hanno compiuto gesta memorabili, talvolta dimenticate, oppure scavando nella psicologia femminile e tirandone fuori tutta la bellezza, ma anche la fragilità. Le autrici italiane e straniere ci dimostrano che sanno regalare emozioni, riflessioni, punti di vista non meno interessanti di quelli maschili, pertanto sarà un piacere leggerle. Infine, le icone che ancora oggi amiamo si svelano attraverso le biografie e le autobiografie, mostrandoci lati inediti di sé.

Della lunga lista di titoli che le case editrici ci stanno proponendo in questi giorni, menzioniamone alcuni: Einaudi pubblica Queenie di Candice Carty-Williams, libro dell’anno e debutto dell’anno ai British Book Awards, nonché fenomeno editoriale nel Regno Unito e finalista al Women’s Prize For Fiction e al Costa First Novel Award. Protagonista è appunto Queenie, l’unica ragazza di colore in un giornale londinese zeppo di gente con la puzza sotto il naso. Una commedia divertente e sagace, che fa riflettere con il sorriso sul concetto di discriminazione.

Piemme porta invece in libreria Brivido, il romanzo d’esordio di una donna vincente da molte presa a modello: Allie Reynolds, campionessa di snowboard dalla personalità carismatica e grintosa. È invece a cura di Garzanti la traduzione di The Hill We Climb. Parole di coraggio, speranza e futuro di Amanda Gorman, la poetessa afroamericana salita alla ribalta delle cronache dopo il suo discorso durante la cerimonia di insediamento di Joe Biden. Infine suggeriamo La lista delle cose semplici di Lucia Renati, edito da Sperling & Kupfer e ispirato alle vicende autobiografiche dell’autrice, che è riuscita a reagire e a rinascere dopo una terribile tragedia.

Cinque sono però i titoli che abbiamo letto per voi e che qui di seguito vi illustriamo uno ad uno, frutto di una selezione dettata anche dal gusto personale. Storie bellissime da leggere e assaporare, che ci ricordano quanto “dolcemente complicato” sia essere donna.

 

  1. “Le sorelle Chanel” di Judithe Little (Tre60)

Le sorelle Chanel[1125]
 

Coco Chanel è l’icona per eccellenza delle donne impavide, determinate, creative, rivoluzionarie al punto tale da cambiare i gusti della società intera, il loro modo di vestire, di muoversi e in parte anche di pensare. Non solo: è il simbolo della donna che si è fatta da sola, raggiungendo il successo dal nulla, grazie al proprio genio artistico.

Tuttavia, se è vero che dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna, talvolta è anche vero che dietro una grande donna c’è un’altra grande donna. È proprio il caso delle sorelle Chanel, unite sin da bambine nel sogno di riscattarsi e di conquistare la propria libertà, specialmente durante il duro periodo trascorso insieme in orfanotrofio. Di giorno sono costrette a indossare una divisa, ma la sera, sfogliando di nascosto romanzi e riviste di moda, si lasciano andare all’immaginazione, fantasticando su abiti eleganti e ambienti raffinati; gli stessi a cui avranno accesso qualche anno dopo, quando a Parigi apriranno un apprezzato negozio di cappelli in rue Cambon. È solo l’inizio di un’incredibile ascesa…

Le sorelle Chanel è un romanzo che ci racconta la storia di due donne fuori dal comune unite non soltanto dal legame di sangue, ma anche dai sogni, dalle passioni, dall’entusiasmo e da un amore reciproco che non svanirà mai, neppure quando si ritroveranno lontane. Merito dell’autrice Judithe Little è allora quello di raccontare non solo gli aspetti meno noti della vita di Gabrielle (meglio conosciuta come Coco), ma anche di far emergere dall’ombra la figura di Antoniette, non celebre come la sorella maggiore eppure fondamentale per la sua ascesa nell’Olimpo degli dei.

Pubblicato a gennaio dalla casa editrice Tre60 in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Chanel, il libro è stato accolto con immenso piacere sia da parte del pubblico che della stampa ed è attualmente in corso di pubblicazione in oltre dieci Paesi.

“L’irrequietezza ci scorreva nelle vene. Venivamo da una lunga dinastia di sognatori che percorrevano strade tortuose, certi che qualcosa di meglio fosse proprio lì, dietro la prossima curva”.

Lo consiglio perché: leggere di chi è riuscito a raggiungere la vetta credendo in sé stessa e negli affetti più cari è un incentivo a non smettere di sperare e di lottare per i propri obiettivi. Questo è senza dubbio il racconto imperdibile di una vita leggendaria capace di ispirare qualunque donna.

 

  1. “Le muse nascoste. Protagoniste dimenticate di grandi opere d’arte” di Lauretta Colonnelli (Giunti)

Le muse nascoste[1126]
 

Quante volte ci siamo incantati davanti a un’opera senza sapere chi fosse la donna dipinta dal pittore? Che cosa avesse rappresentato per lui e come fosse stata la sua vita? La risposta è semplice: probabilmente troppe. Il bel libro di Lauretta Colonelli, stimata giornalista e scrittrice con un interesse particolare per l’arte, è una finestra spalancata sul mondo delle donne che hanno posato per i più grandi maestri di sempre, eppure sono cadute nell’oblio, immortali e al contempo dimenticate.

Sono sedici le storie che l’autrice raccoglie in questo volume illustrato edito da Giunti, la cui genesi va ricercata in un collare nero indossato dalla tredicenne Marguerite nel ritratto che le fece Matisse, a riprova di come talvolta siano i dettagli a fare la differenza.

“Quelle donne sono davvero esistite – spiega la Colonelli nell’introduzione al suo libro – hanno un nome, una vita, una storia. Spesso appartenevano alla famiglia del pittore: mogli e figlie, madri e sorelle. Oppure amanti. O soltanto modelle. Molte di loro sono state identificate, si conoscono certi episodi della loro vita, o la vita intera, che il più delle volte si intrecciò con quella dell’artista. E ne determinò il successo”.

Le muse nascoste. Protagoniste dimenticate di grandi opere d’arte ci porta allora a scoprire chi era l’affascinante Simonetta Vespucci, adorata musa del Botticelli, e La Bella di Tiziano, ma anche personaggi meno noti come Josephine Nivison, che oggi ammiriamo nei quadri di Hopper, o ancora Alma Mahler, i cui lineamenti si sfigurano nelle tele di Kokoschka. Senza di loro quelle opere non sarebbero esistite e noi avremmo perso capolavori ineguagliabili.

Lo consiglio perché: ricordare il ruolo chiave di alcune donne nell’arte è fondamentale per completare un racconto che troppo spesso ha visto protagonisti solamente gli uomini, i soli che un tempo avevano accesso alle accademie. In questo modo si riscrive la storia dell’arte restituendo forza e valore al sesso femminile.

  

  1. “Il gioco delle ultime volte” di Margherita Oggero (Einaudi)

Il gioco delle ultime volte[1127]
 

Margherita Oggero è una scrittrice che merita di essere inserita nei nostri consigli di lettura per la Festa della Donna per vari motivi: innanzitutto è molto amata dal pubblico femminile, che decreta il successo di ogni suo libro; in secondo luogo è un’insegnante, categoria oggi quanto mai preziosa per la formazione e l’educazione delle nuove generazioni (dai suoi racconti è stata tratta la serie tv Provaci ancora prof); infine, nel 2016 ha vinto il Premio Bancarella proprio grazie a un romanzo – La ragazza di fronte edito da Mondadori – che aveva tra le protagoniste una donna adulta, indipendente e sola, con il motto di bastare a sé stessa. In pratica, ciò che oggi si cerca di combattere: l’idea, ovvero, che la donna non possa essere al contempo in carriera o impegnata in qualche ambito e madre di famiglia, o moglie appassionata.

In tutte le sue storie la Oggero ha la capacità di far emergere i sentimenti più profondi della psiche umana, portandone alla luce ogni complicata sfaccettatura, comprese quelle che a volte preferiremmo non vedere. Così accade anche nel suo recente, bellissimo romanzo: Il gioco delle ultime volte pubblicato da Einaudi, dove le storie di quattro uomini e quattro donne si incrociano, si sovrappongono e si sfiorano correndo sulla stessa linea temporale.

Libro breve ma intenso, piacevole da leggere grazie alla scrittura fluida e diretta – specchio del pensiero interiore dei personaggi – Il gioco delle ultime volte è di fatto quello a cui tutti noi almeno una volta nella vita ci siamo ritrovati a giocare: qual è stata l’ultima volta che hai fatto una certa cosa? E, aggiunge tra le righe l’autrice, magari non sapevi che sarebbe stata l’ultima?

Per Ale, che ha solamente diciassette anni, è il pomeriggio in cui è andata in palestra a Torino – città della Oggero – prima di venire investita da un tram e finire in ospedale tra la vita e la morte. È la sua storia toccante ad aprire il romanzo, gettandoci subito in uno stato di adrenalina e suspense, su cui la Oggero si è dimostrata tante volte maestra.

Ad assistere per primo la ragazza probabilmente suicida è Nicola, da una parte troppo impegnato a portare sulle spalle il proprio dolore per riuscire a concentrarsi davvero sul dramma di altre persone, dall’altro scosso nella sua quotidianità da ciò a cui ha appena assistito. Fatti, eventi, incontri che ci impediscono di restare aggrappati a quella patina di apparente normalità, di cui anche le anime più cupe si circondano per poter sopravvivere, si susseguono creando un turbine di emozioni diverse e contrastanti. Eppure, a volte basta un niente per far incrinare il vetro e allora sarà responsabilità di ognuno scegliere se richiudere gli occhi e far finta che nulla sia successo, oppure affrontare i propri demoni e dare una svolta alla propria esistenza.  

Lo consiglio perché: è un’opera che fa riflettere e ci porta a guardare dentro di noi, ponendoci contemporaneamente in relazione con gli altri; firmata da una donna che dimostra di avere tutta la sensibilità e il tatto tipici del gentil sesso.

 

  1. “Il palazzo delle donne” di Laetitia Colombani (Editrice Nord)

Il Palazzo delle Donne[1128]
 

Non poteva di certo mancare in una selezione letteraria per la Festa della Donna questo splendido romanzo appena uscito in libreria per Editrice Nord. Il palazzo delle donne prende spunto da una storia vera e vede come protagoniste due donne che hanno differenti obiettivi e personalità non proprio simili, ma condividono il coraggio, il desiderio di verità, la necessità di trasformare il pensiero in azione, dimodoché le loro gesta possano realmente generare un cambiamento, o anche solo un aiuto concreto.

Blanche vive a Parigi e, a sette anni dalla fine della Grande Guerra, si rende conto che la città verte ancora in una situazione pietosa. Non ce la fa più a restare a guardare ed è disposta persino a rinunciare agli agi che la sua vita le offre per scendere in campo al fianco dei più deboli. È da questa consapevolezza che nasce, a poco a poco, il Palazzo delle Donne, un luogo sicuro in cui ogni donna in difficoltà può trovare riparo, conforto, comprensione; che siano perseguitate politiche o disperate che hanno perso tutto, persone la cui salute fisica e mentale vacilla o vittime di violenza non fa differenza: Blanche accoglie ognuna di loro con un sorriso e finalmente il bene diventa qualcosa di tangibile.

Solène, un’apparente avvocato di successo, entra in crisi quando un suo assistito trova la morte suicidandosi. Per lei è la goccia che fa traboccare il vaso e fa venire a galla tutta l’insoddisfazione repressa, ma è anche – paradossalmente – la miccia che innesca una ricerca. Di che cosa? In primo luogo della storia e del significato che si celano dietro il Palazzo delle Donne, in secondo luogo di sé stessa, dei suoi più intimi desideri, i quali possono tornare a galla solo grazie alla forza della condivisione femminile.

È, questo, un bellissimo romanzo che parla di donne, della loro incredibile capacità di resilienza e di quanto siano in grado di dare. “Laetitia Colombani tesse l’elogio della sorellanza” scrive di lei RTS Culture: è facile capire quanto possa risultare attuale un libro del genere.  

Lo consiglio perché: le storie che mescolano la fiction alla realtà storica hanno sempre una forza particolare nel trasmettere pensiero, emozioni, concetti. Partire da un fatto realmente accaduto per poi romanzarlo e dare sfogo all’immaginazione è una delle vie migliori per dare vita a bellissimi libri che non sono solo un intrattenimento, ma sanno anche insegnare.

 

  1. “Mia cugina Rachele” di Daphne Du Maurier (Beat Edizioni)

Mia cugina Rachele[1129]
 

Prima ancora di essere una scrittrice, Daphne Du Maurier è una Donna con la D maiuscola che è stata presa a modello da molti movimenti presenti e passati, nonché da singole persone che hanno visto in lei un’enorme forza d’animo, oltre che un indiscutibile talento. Nel 1969 è stata insignita del titolo di Dame Commander in the Order of the British Empire, tra le onorificenze più importanti del Regno Unito. In lei hanno convissuto magicamente la donna impegnata sul fronte culturale e indipendentista, essendo riuscita a raggiungere la fama come scrittrice, drammaturga e poetessa in un’epoca in cui per le donne era difficile persino accedere agli studi, e moglie devota, che non ha mai titubato neppure un istante quando si è trattato di lasciare la sua terra d’origine e trasferirsi lontano per seguire il marito.

Così, il ruolo di maggiore dell’esercito del coniuge sir Frederick Arthur Montague Browning l’ha portata a conoscere la Cornovaglia, Alessandria d’Egitto, Menabilly e molti altri luoghi. Nel frattempo la sua mano dava vita a romanzi che furono letti in tutto il mondo e che ancora oggi apprezziamo, grazie anche ai film da essi tratti. Ne sono un esempio Rebecca, la prima moglie e il celeberrimo Gli uccelli, da cui Alfred Hitchcock ha tratto l’omonimo film passato alla storia.

Tra le sue opere, tutte meritevoli di essere lette, abbiamo scelto Mia cugina Rachele poiché la casa editrice Neri Pozza ha appena deciso di ristamparlo in una nuova edizione tascabile, all’interno della collana Beatbestseller. Qui l’ambientazione è quella della suggestiva Cornovaglia, mentre le atmosfere malinconiche e oscure si riallacciano alle prime opere dell’autrice.

Rachele, vedova di un nobile italiano ucciso a duello, è una donna bella e affascinante che vede pesare su di sé l’ombra dei pregiudizi e delle maldicenze, comprese quelle del cugino Philip che l’attende ad Ambrose. Ma chi è davvero Rachele? L’assassina a caccia di denaro che tutti dipingono o una creatura candida come l’aspetto che la contraddistingue? Oppure la realtà è sempre più complessa, fatta di sfumature talvolta incomprensibili?

Un romanzo in cui l’inquietudine e il non detto lasciano il lettore costantemente spiazzato e bisognoso di scoprire la verità celata dietro spire di fumo…

Lo consiglio perché: è una delle opere più belle pubblicate da una donna che, in pieno Novecento, anticipò i tempi e fu esempio di coraggio, coerenza e tenacia.   

 

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