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Culture
Francesco Hayez, un libro per scoprire la sua pittura
Il bacio - Francesco Hayez

di Raffaello Carabini

Volete un bacio? Non un apostrofo rosa tra le parole t’amo, ma un bacio “vero”, infinito, senza età, che rimane per sempre, che segna. “Il bacio”. Nessun problema: incominciate a mettere via i soldi, lo potrete comprare all’asta: così è successo a due versioni del capolavoro di Francesco Hayez, icona per eccellenza dell’amore contrastato e romantico, nonché del Risorgimento italiano.

La prima, quella del 1861 con la fanciulla in abito bianco, fu venduta da Sotheby’s a Londra per poco più di un milione di euro nel 2008. La seconda, dopo essere stata ritirata nel 1998 (nessuno aveva offerto i richiesti 400mila dollari), è stata battuta pochi giorni fa da Christie a New York per circa un milione e 700mila euro, partendo da una base di 700mila dollari. La terza rimarrà, speriamo, per sempre alla Pinacoteca di Brera, che conserva anche più di mille disegni appena restaurati.

Chi però immagina di non poter riunire quei “quattro soldi” per la prossima asta, e magari non avesse neppure visto la recente mostra dedicata da Milano al maestro, dove oltre 180mila visitatori hanno ammirato la reunion delle tre versioni, potrebbe affidarsi al volume La tavolozza di Francesco Hayez. Storia, conservazione e scienza, curato da Elena Lissoni e Laura Rampazzi (Scalpendi editore, euro 15), che ripercorre le tappe della lunga ed emozionante carriera del caposcuola della pittura romantica in Italia.

hayez tavolozza
 

Indagine approfondita e ricca, con riflettografie e analisi spettroscopiche nell’infrarosso, su 16 capolavori del pittore veneziano, ma milanese di adozione, dimostra come la sua tecnica prodigiosa fosse da un lato legata alle tradizionali pratiche di bottega e dall’altro attentissima alle innovazioni dell’industria chimica dell’Ottocento, in particolare alla diffusione dei nuovi pigmenti di sintesi.

Sempre in parallelo e a contatto con gli ambienti artistici più avanzati dell’epoca, Hayez (come mostra questa preziosa ricerca focalizzata su tutta la sua lunghissima parabola espressiva e svolta con il supporto dell’Università dell’Insubria) sviluppava sempre scelte tecniche accuratissime, dal disegno preparatorio ai pigmenti, ai leganti. Anche per questo divenne, in ognuno degli ambiti tematici in cui operò, ritrattistica, pittura di storia, temi sacri, il pittore più apprezzato d’Italia, conosciutissimo in tutta Europa: “Il Bacio” del 1867 fu acquistato nello stesso anno a Parigi, durante l’Esposizione Universale del 1867, di cui fu la seconda meraviglia dopo la Tour Eiffel, dal granduca Vladimir di Russia ed è rimasto agli eredi della famiglia imperiale fino alla recente asta newyorchese.

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