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L’economia degli oceani da tutelare, genera 2,5mila mld di dollari ogni anno

L’economia degli oceani da tutelare, genera 2,5mila mld di dollari ogni anno

Si è svolta venerdì 7 giugno, presso APE Parma Museo la terza edizione del convegno Be Blue – The Sea Conference 2024, il convegno ideato e promosso da Delicius, azienda parmigiana leader delle conserve ittiche di specialità in Italia con 50 anni di storia: un'importante occasione di confronto tra imprese del Largo Consumo, mondo accademico, associazioni e istituti di ricerca impegnati nella salvaguardia dell’ecosistema marino, per fare il punto economico e ambientale sul mare e il suo sistema tra pesca, produzione ittica, filiera e comunicazione.

A partire dall’analisi delle condizioni di difficoltà in cui versa attualmente l’ecosistema marino, le cui principali ragioni sono pesca illegale, inquinamento da sostanze chimiche e cambiamenti climatici - come dichiarato dall’AEA (Agenzia Europea sull’Ambiente), il dibattito si è concentrato sulla centralità che oggi rappresenta per il consumatore il tema della sicurezza alimentare. Una profonda disamina delle intenzioni di acquisto e delle contraddizioni del consumatore, insieme alle possibili attività che industria e distribuzione possono attuare per sensibilizzare la comunità sui temi di interesse comune, ha portato a una riflessione conclusiva sul ruolo dell’impresa come motore del cambiamento.

Ad aprire e moderare il convegno Nicola Saldutti, giornalista del Corriere della Sera, che racconta il contesto in cui nasce l’edizione 2024 di Be Blue, ossia la collaborazione tra mondi apparentemente distanti per il raggiungimento degli obiettivi comuni di sostenibilità, tema strettamente connesso al Goal 17 dell’Agenda 2030 ONU - Partnership per gli Obiettivi. Sottolinea inoltre come la protesta sia necessaria per accendere i riflettori sul tema, ma deve essere necessariamente seguita dalla collaborazione tra i diversi attori coinvolti, partendo dal presupposto che «prendersi cura del mare parte da ciò che possiamo fare insieme. A questo proposito, dove inizia la nostra responsabilità?» chiosa Saldutti.

Il Mediterraneo, una potenza economica minacciata dalle attività antropiche

Interviene quindi WWF Italia, organizzazione che da sempre si occupa della conservazione della biodiversità, per dare un quadro generale della situazione attuale del mediterraneo. Alessia Bacchi, esperta di pesca, evidenzia l’incredibile biodiversità marina del Mar Mediterraneo, attualmente in declino a causa di numerose minacce di origine antropica che ne compromettono l’integrità: urbanizzazione costiera e sfruttamento industriale delle risorse, pesca eccessiva e illegale, traffico marittimo intenso, inquinamento acustico e chimico, cambiamento climatico sono i principali responsabili della drammatica diminuzione delle popolazioni marine e costiere. Ma un’inversione di tendenza è possibile, grazie alla capacità del mare di riprendersi, anche in tempi brevi come testimoniato dalle aree protette, laddove esista una sorveglianza efficace e l’area sia sufficientemente grande e dotata di una zona di protezione integrale sufficientemente ampia. I progetti su cui lavora il WWF insieme ad enti di ricerca, altre ONG, pescatori, amministrazioni e istituzioni, sono proprio volti alla riduzione degli impatti antropici sugli ecosistemi marini e al raggiungimento dell’obiettivo per cui, entro il 2030, il 30% del Mediterraneo sia protetto in maniera efficace e il restante 70% sia gestito in modo sostenibile.

«Ogni attore della filiera, dalle istituzioni ai privati e aziende, ha un ruolo essenziale per raggiungere gli obiettivi di una pesca sostenibile e ben gestita, che non solo preservi la salute dei nostri mari, ma garantisca anche la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza per milioni di persone nel mondo. Come WWF Italia, ci impegniamo ogni giorno a preservare il nostro Mediterraneo, anche collaborando con il settore della pesca, per affrontare le sfide future» dichiara Alessia Bacchi, Esperta Pesca WWF Italia.

Bollettino scientifico: un nuovo documento di informazione che nasce dall’autodisciplinare Delicius

Prende la parola la Prof.ssa Sara Panseri del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano, ripercorrendo gli studi e le ricerche condotte negli anni da Delicius insieme all’Università, che hanno portato alla nascita del primo Bollettino Scientifico, strumento pensato per sensibilizzare il contesto industriale sulle potenziali fonti dell’inquinamento marino che viene presentato proprio in occasione di Be Blue. Un nuovo documento tecnico di informazione, alimentato dalla collaborazione con il Mondo Accademico e Istituti di Ricerca, allo scopo di creare un confronto scientifico e un lavoro sinergico tra i reparti Qualità delle Aziende produttive e della Grande Distribuzione. Generare questi incontri permette di continuare a produrre prodotti buoni, sicuri e sostenibili per l’ambiente, traguardando i Sustainable Development Goals 3 Salute e Benessere, 14 Vita sott’acqua e 17 Partnership per gli Obiettivi, dell’Agenda ONU 2030. Il bollettino è una vera e propria fotografia dell’impegno di Delicius per portare un prodotto sempre più sicuro, che coniuga la ricerca con l’analisi costante del prodotto con livello di contaminanti il più basso possibile – con limiti inferiori a quelli proposti dalla legge. Spazio dunque a un approfondimento sui cosiddetti Green Claims e sulla nuova proposta di normativa della Commissione Europea per fare chiarezza all’interno delle dichiarazioni etiche di sostenibilità oggi utilizzate dai brand, in modo da permettere al consumatore di acquistare in modo consapevole e informato.

I brand: protagonisti dello sviluppo sostenibile a livello globale

Stefano Galli, Global Business Partner di NielsenIQ Italia e Chairman Linkontro analizza lo scenario del mercato globale. Dopo un’introduzione sulla diversa percezione del concetto di sostenibilità nei diversi paesi del mondo, si analizza il tema del gap tra intenzioni e azioni nei comportamenti di consumo. Focus sulla sostenibilità vista come motore della crescita economica in quanto uno dei fattori di scelta durante la spesa. Infine, una riflessione su chi dovranno essere, secondo i consumatori, i responsabili del cambiamento e quali sono ancora le difficoltà in questo passaggio.

Da qui prende spunto l’intervento di Silvia Bellini, Professoressa di Marketing presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma, che illustra i risultati della prima edizione dell’Osservatorio "Conscious Shopping” promosso dall’UNIPR, insieme a NielsenIQ e Retail Institute. La ricerca ha coinvolto aziende della GDO e dell’industria - tra cui Delicius - con lo scopo di analizzare quali sono i driver degli acquisti consapevoli e come passare da acquisti a comportamenti consapevoli. Alla base dello studio il concetto di “Shopper Marketing for Conscious Shopping”, che racchiude l'insieme delle azioni promosse nei luoghi di acquisto da Industria e Distribuzione volte a stimolare "Ethical Sales” ovvero a spingere gentilmente (nudging) gli individui ad assumere comportamenti responsabili. Solo guardando alla sostenibilità come un terreno di azione condivisa che mette al centro lo shopper, Industria e Distribuzione possono svolgere un ruolo decisivo per ridurre il gap tra intenzioni e comportamenti e guidare insieme il cambiamento verso un futuro più sostenibile.

 

Shopper marketing for conscious shopping

La Prof.ssa Bellini apre la prima Tavola Rotonda con Alessandra Corsi, Direttrice Marketing Conad, Joséphine Ducatteau, Responsabile CSR Merci Carrefour Italia, Alessandro Camattari, Direttore Commerciale e Marketing Dit - Distribuzione Italiana e Andrea Maggioni, Direttore Generale Commerciale e Marketing Delicius. Tra i temi trattati, le iniziative attuate per educare il consumatore al consumo consapevole e orientarlo verso l’acquisto di prodotti sostenibili, le difficoltà maggiormente incontrate e le soluzioni che potrebbero facilitare il coinvolgimento del consumatore sulla sostenibilità e favorire la partnership di filiera, gli ingredienti di successo per favorire la sostenibilità.

 

Alessandra Corsi, Direttrice Marketing Conad afferma che la sostenibilità è ormai da tempo ai vertici della piramide strategica di Conad, perseguita attraverso tre leve che agiscono in sinergia: offerta di prodotto, marca commerciale e comunicazione. «La nostra offerta privilegia la presenza di prodotti sostenibili nei nostri punti vendita, e ci fa scegliere aziende virtuose insieme alle quali rendiamo disponibili prodotti esclusivi e realizziamo comunicazione congiunta. Attraverso la nostra marca del distributore da anni ci impegniamo per essere sostenibili nei tre ambiti ambientale sociale ed economico, tramite azioni quali il passaggio al packaging sostenibile e la ricerca di fornitori italiani virtuosi, con i quali costruiamo relazioni a lungo termine. Collaborazione di filiera, partnership con i produttori e strategia che mette al centro i bisogni dei consumatori sono gli ingredienti fondamentali su cui puntare. La principale difficoltà nell’implementare pratiche di sostenibilità riguarda gli investimenti significativi che tutti gli attori della filiera sono chiamati a realizzare, investimenti che, se trasferiti sui prezzi al pubblico, rendono i prodotti meno appetibili poiché i consumatori non vogliono pagare di più, delegando questa responsabilità a istituzioni, aziende e GDO. Pertanto, è essenziale creare una forte partnership di filiera, basata su etica e trasparenza, attraverso una strategia centrata sul cliente e i suoi bisogni» racconta Corsi.

Joséphine Ducatteau, Responsabile CSR Merci di Carrefour Italia, dichiara: «La sostenibilità è per noi di Carrefour un tema rilevante in cui crediamo fortemente. Lo testimonia l’ambizione di Gruppo di essere leader della transizione alimentare per tutti, per contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici, tutelando il nostro pianeta e favorendo un consumo più responsabile. La GDO ha un ruolo centrale per la promozione di questo cambiamento e per questo vogliamo essere Joséphine Ducatteau, Responsabile CSR Merci di Carrefour Italia, dichiara: «La sostenibilità è per noi di Carrefour un tema rilevante in cui crediamo fortemente. Lo testimonia l’ambizione di Gruppo di essere leader della transizione alimentare per tutti, per contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici, tutelando il nostro pianeta e favorendo un consumo più responsabile. La GDO ha un ruolo centrale per la promozione di questo cambiamento e per questo vogliamo essere un punto di riferimento per l’intera filiera, dai produttori ai consumatori. Se parliamo dei gap tra intenzioni e comportamenti di consumo riteniamo fondamentale agire su due differenti livelli: continuare lavorare per colmare il divario tra aspettative dei clienti e impegno delle aziende che compongono la filiera e agire con azioni di sensibilizzazione per fare in modo che la crescente sensibilità dei consumatori verso tematiche di questo tipo si trasformi anche in azioni concrete».

Alessandro Camattari, Direttore Commerciale e Marketing Dit - Distribuzione Italiana, rileva già l’esistenza di una domanda e di una offerta molto sviluppata di prodotti con valenza “etica”, osservando che la sfida attuale è la creazione di un sistema coerente tra comunicazione puntuale dei contenuti di prodotto ed elementi valoriali dell’insegna, introducendo il tema strategico della credibilità e della reputazione. Allo stesso tempo evidenzia come l’efficacia delle azioni di sostenibilità passi inevitabilmente dal coinvolgimento di quante più persone possibili in un cambiamento profondo delle dinamiche di consumo, e dunque dalla necessità di rimuovere il più possibile le barriere economiche alla base.

Andrea Maggioni, Direttore Generale Commerciale e Marketing Delicius, sottolinea come i consumatori stiano adottando sempre più comportamenti sostenibili, particolarmente in termini di riduzione dello spreco, riduzione della plastica con attenzione al packaging e innovazione sostenibile, e punta l’attenzione sull’importanza della partnership tra industria e distribuzione, che idealmente si dovrebbe concretizzare in tre tipi di progetti: educativi, commerciali e di Category Management. «Siamo particolarmente felici – prosegue Maggioni – che Delicius riesca a conquistare i target delle famiglie più attente alla sostenibilità, che ne riconoscono i valori e l’impegno nel percorso di sostenibilità intrapreso a favore del benessere dell’individuo, della società e dell’ambiente, con iniziative concrete e misurabili».

Sale nuovamente sul palco Nicola Saldutti che apre la seconda Tavola Rotonda con Domenico Messina, Direttore di Banco Alimentare della Sicilia, e Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo, dopo aver lanciato il video di Banco Alimentare e Intesa Sanpaolo sul progetto “RI-pescato, dal mercato illegale al mercato solidale”. Proprio su questa iniziativa, nata nel 2019 per garantire il recupero, la lavorazione, la conservazione del pescato di frodo confiscato e la sua distribuzione agli enti caritativi, verte il dibattito: dalla nascita della partnership alla filosofia e agli obiettivi comuni che stanno alla base, dal funzionamento del progetto ai risultati ottenuti fino a oggi, fino all’impatto sulla comunità e alla risposta del territorio.

«Ri-pescato è un progetto di comunità dall'alto valore sociale, poiché riesce a mettere in rete più soggetti capaci di trasformare una criticità in opportunità per il territorio. In pochi anni abbiamo registrato un notevole sviluppo, anche grazie al sostegno pluriennale di Intesa Sanpaolo che ha creduto da subito nella bontà dell'iniziativa: in 5 anni la quantità di prodotto ittico a disposizione di Banco Alimentare è passata da 8.293 kg recuperati nel 2019 ai 37.765kg del 2023. L’impatto sociale del progetto è davvero significativo: il recupero di pesce fresco altrimenti distrutto permette alle strutture caritative nostre partner di offrire alle persone in difficoltà un prodotto dall’elevato valore nutrizionale che, anche per ragioni economiche, risulta difficilmente accessibile nell'alimentazione quotidiana» commenta Domenico Messina, Direttore del Banco Alimentare della Sicilia.

«Fondazione Banco Alimentare è uno dei partner principali nell’impegno che il Gruppo ha preso ormai da molti anni nei confronti della comunità. Nell’ambito di questa collaborazione si inserisce il progetto RI-pescato, un’iniziativa dalla portata altamente innovativa e un’operazione consolidata di economia circolare solidale, in cui la lotta alla illegalità si coniuga con il contrasto alla povertà alimentare, attivando un processo di scambio virtuoso fra istituzioni pubbliche, realtà profit e organizzazioni non profit» dichiara Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer Intesa Sanpaolo.

A conclusione, interviene Irene Rizzoli, AD di Delicius, per una chiacchierata finale insieme a Nicola Saldutti su quanto emerso in questa terza edizione di Be Blue. «Momenti di confronto come questi possono dare concretezza al nostro modo di fare impresa, che non può prescindere da curiosità, attenzione ad intercettare le esigenze della società e innovazione – vera chiave della sostenibilità. Ma l’innovazione è strettamente connessa al cambiamento, contro cui l’uomo ha per natura una resistenza: per combatterla occorrono buon senso, buona volontà, coerenza e ambizione, con un pizzico di coraggio» dichiara Irene Rizzoli.  






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