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Culture
Saturnia Film festival, Santanelli: “Ho portato il cinema nella mia terra”

di Oriana Maerini

Occhi magnetici da donna di Maremma come le protagoniste delle storie che ha raccontato nei suoi film. Antonella Santarelli è un architetto con la passione del cinema che esprime attraverso la realizzazione di opere filmiche e la creazione di eventi culturali. Direttrice della commissione artistica del Montecatini International Short Film Festival, uno dei più antichi festival di cortometraggi nel mondo, è oggi anche il Presidente del Saturnia Film Festival. L’ho incontrata nella splendida cornice delle Terme di Saturnia Spa & Golf Resort dove si è svolta la cerimonia di premiazione della kermesse cinematografica.

Si definirebbe in architetto prestato al cinema?

Ho sempre avuto la passione per il cinema unita all’amore per l’architettura; credo che le due discipline artistiche possano andare di pari passo: creare degli spazi è come creare dei piccoli mondi come sono i film.

Perché un festival del cortometraggio in Maremma?

Mi piace molto il cortometraggio perché è un mondo particolare, libero e indipendente dalle produzioni e, occupandomi di eventi cinematografici, ho pensato che sarebbe stata una bella cosa portare il cinema nella mia terra. Sono nata e vivo a pochi a Poggio Murella, a pochi chilometri da qui. Un territorio bellissimo dal quale non riesco ad emigrare dove manca un aggregante culturale. Nel comune di Manciano non ci sono sale cinematografiche e quindi il cinema lo porto io!

Qual è lo scopo di questa manifestazione?

E’ duplice: creare un contatto tra il cinema e territorio offrendo al pubblico un evento di profondo interesse culturale e artistico, e realizzare un appuntamento imperdibile per i professionisti del settore, un luogo dove registi, produttori e distributori possano incontrarsi per realizzare progetti. Quest’anno, nella prima edizione del festival, abbiamo realizzato, attraverso una tavola rotonda un “ponte” fra i registi selezionati ed i professionisti del mondo della produzione e distribuzione cinematografica come Paolo Orlando di Medusa Film o Alessandro Amato della Dispàrte produzioni.

Perché un festival itinerante?

Abbiamo voluto portare il cinema all’aperto in più piazze per accontentare il pubblico di diversi paesi. Questa edizione le località sono state Manciano, Montemerano e Terme di Saturnia. Il pubblico è accorso numerosi alle proiezioni per vedere i corti e conoscere attori e registi.

Quali sono i problemi del cortometraggio?

Il grande problema del cortometraggio è la mancanza della distribuzione è quindi della fruibilità che vada oltre la partecipazione ai festival. In Italia non ci sono i fondi per la cultura e non si investe per una rete commerciale. Bisogna, quindi, lavorare per creare canali alternativi, magari televisivi e tematici. Ci vuole una bella idea e la troveremo.

Molte di queste iniziative culturali sono create e portate avanti dalle donne….

Si, fra i miei collaboratori ci sono molte donne perché mi trovo molto bene con loro. Quando si tratta di lavorare sodo e rimboccarsi le maniche le donne non si tirano mai indietro e sono molto brave. Quest’anno abbiamo selezionato le opere registe molto interessanti: “Gaze” dell’iraniana Farnoosh Samadi, “Denise” di Rossella Inglese e “Odio il rosa” di Margherita Ferri che ha vinto il premio come miglior documentario.

Ha portato alla ribalta le donne che hanno segnato la storia della Maremma…

Si, dal 2010 mi sono occupata di promozione territorio realizzando opere filmiche incentrate sulle figure femminili, a volte misconosciute dai libri di storia, che hanno dominato la Maremma. La prima è stata la regina etrusca Antilia: su di lei ho fatto una fiction ed un documentario. Per Margherita Aldobrandeschi figura importantissima ho realizzato un film in costume: “Una donna di maremma” girato con attori locali che è stato molto apprezzato all’estero.

Prossimi progetti come regista?

Girerò “Smartphone” sull’ossessione odierna per i cellulari, un’opera autobiografica che racconta di quando persi il cellulare nella stazione di Orbetello. E’ una commedia divertente con retrogusto amaro perché si intreccia con fatti di cronaca irrisolti come la strage di Bologna del 1980. Bianca Nappi sarà l’attrice protagonista. Inoltre ho in mente un’altra bella storia vera che riguarda il mio territorio ma non voglio svelare la trama.

Sta già pensando alla prossima edizione del Saturnio film festival?

Si, dopo il successo della prima edizione l’obiettivo è di aumentare le serate del festival e cambiare le date per contrapporci al festival di Venezia.

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