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Culture
Abbazia di Mirasole: in mostra le opere d'arte dei detenuti

Chiara Mantovani è la curatrice della mostra Scintille Prigioniere "Dentro e Fuori"
Una mostra delle opere realizzate dai detenuti del carcere di Opera con il corso di disegno tenuto dalla stessa Mantovani.

L'iniziativa è stata realizzata all'abazzia di Mirasole, sita nel parco Agricolo Sud Milano  
e durerà fino al 10 gennaio. 

 

La presidente del Parco Sud Milano Michela Palestra ha seguito il progetto e ha commentato "L'Abbazia di Mirasole è un capolavoro nascosto all'interno del Parco che, sempre più, viene aprrezzato dai visitatori. Questa mostra è emozionante e apre il cuore a riflessioni profonde sulla condizione umana. Mi auguro che iniziative come questa valorizzino il luogo religioso e contribuiscano a rendere la "Strada delle Abazzie" un percorso irrinunciabile di scoperta, visita e raccoglimento".  

Di seguito il racconto di Chiara Mantovani e del frate Dominique-Marie Dauzet

“Questa è la storia di una avventura alla riscoperta di sé stessi e della condivisione di obiettivi comuni.

Tutto è iniziato poco più di un anno fa quando al Corso di Disegno e Acquerello che conduco da qualche anno all'Università della Terza Età, una iscritta mi chiede se sono disponibile a insegnare ai detenuti del Carcere di Opera: un pomeriggio alla settimana per cinque/sei partecipanti. Considero la proposta molto stimolante e, tra i detenuti, l'offerta di un corso di disegno suscita un certo interesse, con il risultato che l'unico incontro settimanale  si moltiplica, diventando due, e gli iscritti sono ormai una ventina divisi in due gruppi ben distinti.
Del primo gruppo fanno parte i detenuti per reati così detti 'minori' mentre, nel secondo, l'entità della colpa è tanto grave che gli anni da scontare si misurano in decine.
Soprattutto con questi ultimi è iniziato un cammino di conoscenza, di partecipazione, di sapersi rapportare e di impegno originato dalla curiosità del fare. Nessuno di loro si era mai cimentato nel disegno. Il loro rapporto con la matita si era limitato allo scrivere o al 'far di conto'. Si sono messi alla prova con caparbietà, a volte per scommessa, e, così facendo, hanno raggiunto risultati lodevoli.

mirasole 6
 

Ma il traguardo notevole è stato quello di riscoprirsi capaci di riprovare sensazioni da tempo volutamente sopite, di ritrovare la propria socialità, il senso di partecipazione serena al successo dell'altro, lo scambiarsi fruttuoso di pareri e consigli tecnici... una rinascita interiore positiva e concreta.

Di questa esperienza lunga un anno riporto alcune loro riflessioni:

-" Il disegno è arte, per me significa esprimere tutte le mie emozioni nascoste che prima non riuscivo ad esternare, la conoscenza del disegno è l'evasione in un mondo dove è possibile sentirsi libero."

-" Nel disegno ho ritrovato momenti di libertà e di serenità interiore che il mio vivere in carcere mi aveva forzato a dimenticare, la rinascita di un qualcosa che mi ha riportato anche a rialzarmi e a vedere al di là delle sbarre e, oltre al visibile, colori e immagini che il tempo aveva molto sbiadito."

-"Per me, in detenzione da lunghissimi anni, iniziare a conoscere il disegno è stato un rinnovarsi di sensazioni che il carcere mi aveva portato a dimenticare. Mettermi a disegnare mi ha dato quella distrazione e serenità di cui da tempo ero in cerca.
Ho imparato a conoscere forme e colori e una creatività capace di farmi evadere da quello che è il mio quotidiano perché ha riempito di molto le mie giornate, facendomi vedere quel futuro che prima non riuscivo a vedere. Sento in me un desiderio forte di andare avanti in questo percorso 'profondamente colorito' e carico di speranze."

-" Se oggi è permesso questo evento ( la mostra dei disegni del gruppo 'Scintille Prigioniere' all'Abbazia di Mirasole), i ringraziamenti vanno al Dottor Giacinto Siciliano Direttore del Carcere di Opera che ha permesso di presentare fuori da quest'isola chiamata 'carcere' i nostri lavori, facendo constatare alle persone civili che, pur stando rinchiusi, in noi c'è un cuore che batte, vive! Ognuno di noi da anni fa i conti con un'astrazione che è più forte del dolore, dell'indifferenza, dei tanti limiti imposti. Da questa realtà siamo partiti dapprima per fare chiarezza, esprimendo con il disegno capacità che prima non conoscevamo, erano nascoste in noi. Il risultato in questo percorso è la riscoperta della propria autostima che ci ha spinto a far riemergere quanto avevamo affossato.
A ciò va un grazie di cuore alla nostra professoressa per la sua professionalità ma, soprattutto, la cosa più grande: la sua umanità!

-"L'esperienza è la somma degli errori di una vita" e forse, con umiltà e in punta di piedi, anche all'interno di una cella può nascere una ipotesi di lavoro su cui impegnarci."

Vorrei anche aggiungere che la mostra non ha presentato solamente i bellissimi disegni dei detenuti ma anche altri lavori: ci sono modellini di navi antiche, le tre caravelle di Cristoforo Colombo e lavori di estrema precisione, pazienza e qualità realizzati da questo gruppo di artisti che ci ha permesso di aprire una finestra su un mondo per noi quasi sconosciuto e tuttavia così vicino: un mondo di esseri umani che vivono, sbagliano, crescono, come tutti. E vorrei concludere con il lavoro di un artista presente alla mostra che, un po’ intimidito se ne stava in disparte, mentre ci complimentavamo con il detenuto pasticcere, gustandoci i suoi dolci, e che solo in un secondo tempo, ad inaugurazione già avvenuta, ci ha inviato questa sua lettera di Natale, che dedichiamo a tutti i bambini:

I miei occhi sono stanchi dalla notte insonne,
timida una luce
si affaccia nell'ancor buio della notte
e un vento indulgente e magico
mi accarezza il viso

In lontananza qualcosa di lontano
attrae il mio sguardo,
lucente, si muove veloce
tra il tremolio delle stelle.

Improvviso capisco,
i Re Magi sono in cammino 
e quella più lucente
guida il loro andar per Betlemme
a portare regali e saluto
al Cristo neonato.

O sapienti che andate dal Re dei Cieli,
vi prego, portate a Lui in dono i saluti di tutti i bambini
e dei molti che soffrono nel mondo,
perché Lui nato
porti pace e gioia nei loro cuori.

O sapienti, portate al Cristo neonato anche il saluto
di chi come me, ultimo peccatore e carcerato,
chiede a lui perdono.

C'è sempre più luce
e il buio della notte
si apre al celeste del mattino
d'un tratto un gridare lontano
spegne la magia del momento.

Oggi è un giorno di festa per chi innocente e bambino
la Befana porterà regali e sorriso,
è festa per i grandi che avranno in dono
il sorriso del proprio bimbo.

E' festa per me carcerato
perché la gioia dei bimbi
scalda anche i cuori più freddi.

E' ormai mattino
timide gocce bagnano la mia mano,
guardo al cielo è sereno,
arrivano altre gocce ma è dal mio viso
che scendono.

Sono stanco e confuso, ho capito,
devo chiudere la finestra a quell'inizio del giorno.
Gioite bambini
perché Cristo neonato è in voi.


                               un detenuto
                            Marcello D'Agata


Buon Natale a tutti
F.Dominique-Marie Dauzet

Tags:
mirasole-abbazia-detenuti-opere-arte-mostra-parcosud
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