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Culture
"L’ultima cena dopo Leonardo", sei artisti a confronto. L'analisi
Yue Minjum Digitalized Survival, 2019 acrilico

di Simonetta M. Rodinò

 

Sei artisti dalla molteplicità di linguaggi e dalla diversa tradizione culturale rileggono il tema  dell’Ultima Cena di Leonardo in un dialogo tra Oriente e Occidente.

 

La mostra “L’ultima cena dopo Leonardo”, da domani alla Fondazione Stelline di Milano, presenta oltre all’opera di Wang Guangyi, mai esposta prima in Europa, lavori realizzati espressamente da Robert Longo, Nicola Samorì e YueMinjun(岳敏君), un video di Masbedo e un omaggio al lavoro vinciano di Anish Kapoor.

 

Molti artisti nei secoli, dal Rinascimento alla Pop Art, dai fiamminghi a Tiziano fino a Salvador Dalì hanno realizzato rappresentazioni dell’Ultima Cena. Se nella seconda metà del Novecento la tela Il sacramento dell’Ultima cena”, realizzata nel 1955 dal pittore surrealista spagnolo, è un misto di simbolismo e psicoanalisi, è con le tante “Last Supper”, elaborate a partire dal 1986 da Andy Warhol, che il Cenacolo di Leonardo diventa una vera icona della contemporaneità.

 

Il lavoro di Wang Guangyi è un polittico formato da otto tele di grande formato e fa parte del ciclo New Religion. Lo stesso artista ha dichiarato di averlo dipinto come se stesse lavorando a un paesaggio: “Da lontano le sagome delle figure umane evocano quelle delle montagne nel paesaggio tradizionale cinese. Avvicinandosi un po’ si riconosce invece il celebre dipinto murale di Leonardo…”.

 

L’altro artista cinese Yue Minjun per l’interpretazione dell’Ultima Cena prende a modello una delle tante riproduzioni fotografiche che includono sia la cornice baccellata sia la porta attraverso cui i monaci entravano nel refettorio. Ne svuota la scena della presenza umana e sostituisce Gesù e gli apostoli con dei numeri.

 

L’americano Robert Longo si è concentrato sul volto di Cristo, ripreso dall’ultimo restauro e disegnato in una scala maggiore con carboncini di diverse tonalità di nero. Utilizzando una carta da archivio, la cui grana fa percepire l’immagine come una fotografia, ha esasperato il chiaroscuro, mettendo così enfasi sulle crepe che percorrono il volto.

 

Il britannico Anish Kapoor propone un paio di lavori realizzati due anni fa: “Flayed II” dà immagine a un bagno di sangue che impregna come una sindone l’intera tovaglia, di juta, “Untitled” diviene invece una visione angosciante di una ferita.

 

L’olio e zolfo su rame di Nicola Samorì propone un Gesù che offre ai suoi commensali il proprio corpo raschiato dal supporto e adagiato sulla tavola. La pelle pende da una sagoma dalle sembianze umane.

 

Infine il duo Masbedo (Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni) prende a soggetto del video “Madame Pinin”, del 2017, la figura della restauratrice Pinin Brambilla Barcilon, oggi 94enne, che per 22 anni ha instancabilmente lavorato per restituirci le meraviglie scomparse del Cenacolo.

La rassegna è inserita nel palinsesto istituzionale Milano e Leonardo 500.

 

“L’ULTIMA CENA DOPO LEONARDO”
Fondazione Stelline Corso Magenta 61 - Milano

2 aprile –30 giugno 2019

Orario: martedì–domenica, h. 10.00-20.00 (chiuso il lunedì)

Ingresso: € 8 intero; € 6 ridotto

www.stelline.it

 

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