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Culture
Locarno, numeri positivi per il "festival democratico". Parla Timbal
 

Il maltempo non ferma il festival  di Locarno, anzi. "Anche se siamo a metà, le indicazioni per ora sono positive: l'affluenza del pubblico è leggermente più alta dello scorso anno, nonostante il tempo incerto". Mario Timbal, responsabile operativo del Festival Locarno, traccia un primo bilancio di questa 67esima edizione in una lunga videointervista al direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino.

I numeri? "Per ora abbiamo un 5% in più in Piazza Grande e siamo stabili per quanto riguarda le sale. Poi la sera di apertura con il film Lucy di Luc Besson abbiamo registrato un'affluenza record di 8mila 400 persone", commenta soddisfatto Timbal.

Che sa bene come Locarno sia un festival diverso degli altri. E lo spiega: "E' da sempre il festival dove si punta molto sulla scoperta di nuovi autori e di nuove cinematografie. E poi l'altra caratteristica principale è quella dell'incontro: Locarno è aperto al pubblico e il pubblico ha un ruolo centrale".

Ma chi  rende possibile un festival aperto a tutti, fatto di passione, senza un dress code? "Un mix tra l'economia privata, un forte sostegno pubblico, sia a livello locale sia nazionale, e delle entrate di biglietteria. Tutto questo ci permette di avere un budget di circa 10 milioni di euro". Che per l'economia locale si traducono in un giro d'affari di "circa 25 milioni".

Quindici giorni di festival che presuppongono il lavoro di un anno intero e che impegnano due parti indipendenti  ma che operano insieme: "La direzione artistica e la direzione operativa. Insieme impegnano tutto l'anno 18 persone, che poi diventano 70 in primavera e che nei giorni del festival arrivano a 750", racconta Timbal. Che con il suo staff tiene ancora una maxi agenda manuale fatta di post-it e griglie metalliche alle pareti per organizzare le proiezioni, gli ospiti le sale. "E' l'unico sistema che ci garantisce un colpo d'occhio immediato e generale sull'organizzazione", sorride.

Ma ci tiene a sottolineare che la cosa di cui va più orgoglioso è che Locarno sia il festival del pubblico "un festival democratico", assicura.

La chicca di quest'anno secondo Timbal? "Sils Maria, con il cast al completo nella penultima serata". Una cosa che cosa ruberebbe a Venezia? "Forse qualche grande film". E a Cannes? "Il mercato".

Quanto al cinema italiano Timbal spiega che c'è una "difficoltà di posizionamento: siamo a pochi giorni da Venezia e in un periodo di ferie per gli italiani". Ma quest'anno, assicura, "con la retrospettiva sulla Titanus l'Italia è ben presente".

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