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Culture
Magistretti, un'artista innovatore e di un'eleganza implacabile

Magistretti alla Triennale di Milano. Stefano Boeri: "Una mostra che è omaggio alla creatività e all’eleganza in nome di quella semplice complessità alla base degli ideali artistici di Magistretti"

La Triennale di Milano rende omaggio all’architetto e designer milanese Vico Magistretti (1920-2006) con una grande esposizione che ne ripercorre l’intero percorso progettuale. Magistretti è infatti uno dei più rappresentativi maestri del design italiano, "un'artista innovatore e di un'eleganza implacabile" afferma il Presidente della Triennale di Milano Stefano Boeri. Su questo fronte inizia la sua carriera nel 1946 esponendo alla mostra della R.I.M.A. (Riunione Italiana per le Mostre diArredamento) al Palazzo dell’Arte.

Partecipa a diverse edizioni della Triennale di Milano, tra cui la VIII, la IX (Medaglia d'oro) elaX (Gran Premio). Dagli anni Sessanta collabora con numerose aziende, tra cui Artemide, Cassina, Oluce, De Padova, Schiffini Mobili Cucine, Flou, Fritz Hansen, Kartell e Campeggi. Alla fine degli anni Settanta è visiting professoral Royal College of Art di Londra, di cui nel 1983 diventamembro onorario. Tra i suoi allievi ci sono Jasper Morrisone Konstantin Grcic. Nel 1986 ricevela medaglia d’oro dal SIAD (Society ofIndustrial Artists and Designers), nel 1994 il Compasso d’Oro alla carriera e nel 2005 il premio speciale “Abitare il tempo”.

Inizialmente prevista nel 2020 per celebrare il centenario della nascita di Magistretti, la mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Vico Magistretti e curata da Gabriele Neri, espone il prezioso patrimonio di disegni, schizzi, modelli, fotografie, prototipi e pezzi originali conservati nell’archivio dell’architetto milanese, insieme a materiali provenienti dagli archivi di aziende, istituzioni e privati. Suddivisa in sezioni tematiche, l’esposizione presenta al pubblico il lavoro di Vico Magistretti per la prima volta in maniera unitaria, in un percorso in cui architettura e design, in tutte le loro molteplici declinazioni, sono intrecciati al fine di restituire l’ampiezza della sua attività, offrendo così un’interpretazione critica aggiornata ed estesa oltre la celebrazione delle sue icone più famose. 

Il fil rouge dell’allestimento è il colore rosso, il suo preferito nelle grandi scelte e nei piccoli vezzi, come ad esempio quello di indossare solo calzini di questo colore. Il rosso che tiene insieme un'inestimabile collezione di oggetti e ricordi, capace di raccontare in maniera sentimentale, ma allo stesso tempo precisa, la personalità dirompente, creativa e carismatica di Magistretti e la sua straordinaria sensibilità artistica. Rosso che si fa emblema e tramite tra modernità (il rosso delle avanguardie) e tradizione (il rosso mattone della vecchia Milano) intimamente caratteristico del suo lavoro.

Così si festeggiano e si ricordano i 100 + 1 anni dalla nascita dell'artista meneghino. Un anniversario imperfetto, rimandato, l'anno sbagliato. Una virgola fuori posto che fa però tornare a guardare il futuro con speranza. Una giustissima imperfezione a cui, credo, Magistretti avrebbe guardato con un dolce sorriso perchè in fondo capitata esattamente al momento giusto.

Magistretti alla Triennale di Milano. L'intervista a Stefano Boeri, Presidente di Triennale ad Affaritaliani.it

La mostra è importantissima perché è un omaggio ad uno dei protagonisti dell’architettura e del design italiano della seconda metà del secolo scorso, è un omaggio alla creatività e all’eleganza" - afferma Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano ai microfoni di Affaritaliani.it - "Quello che caratterizza Magistretti è proprio l’eleganza in qualsiasi oggetto. È stato un protagonista assoluto, come Enzo Mari ed altri personaggi che in questi anni Triennale ha seguito con attenzione. Stiamo facendo un lavoro di grande attenzione nella valorizzazione di un capitale creativo e umano che è  un pezzo della storia d’Italia.

Durante il Covid abbiamo avuto una fase di tensione. Oggi simao contenti perchè quello che Triennale mostra in questi giorni è un’esplosione di idee e creatività; Enzo Mari, Magistretti, Carlo Aymonino, il museo del Design, tutti insieme sono un invito al coraggio: capire che è il momento di prendersi qualche rischio e guardare ad un futuro nuovo.

La semplicità è una delle grandi lezioni di Magistretti, che non significa non complessità. Il semplice e il complesso sono due elementi che miracolosamente vanno insieme in tutto il lavoro di Magistretti. Una ricchezza di idee, materiali e innovazione anche in un oggetto essenziale e semplice.”

"Semplicità, eleganza e genio sono le tre grandi componenti nel DNA progettuale di Vico Magistretti, tra i principali artefici di quella storia straordinaria che, dal secondo dopoguerra, grazie al fecondo dialogo tra progettisti e imprenditori illuminati, ha proiettato il design italiano da Milano nel mondo intero" - continua durante i lavori - "La celebrazione di Magistretti – il cui rapporto con Triennale Milano è di lunga durata – è un atto doveroso per la nostra istituzione, che si colloca in un percorso di mostre e approfondimenti dedicati ad alcuni dei più straordinari esponenti italiani del design e dell'architettura". 

Magistretti alla Triennale di Milano. L'intervista a Lorenza Baroncelli, Direttore artistico Triennale ad Affaritaliani.it

Lorenza Baroncelli, Direttore artistico Triennale ha dichiarato ad Affaritaliani.it: “Dalla mostra emerge il legame che c’è tra la produzione architettonica e gli oggetti di design di Magistretti. C’è  costante dialogo tra vita intima, design e architettura nella sua produzione artistica.

È una grande ricchezza poter riaprire la Triennale di Milano con una figura come questa. Cerchiamo di farlo con un costante dialogo tra passato e presente; non a caso abbiamo scelto due giovani figure emergenti per la curatela e per l’allestimento che sono Gabriele Neri e Lorenzo Bini di Binocle. Questa è la linea comune che abbiamo cercato di portare avanti nel nostro lavoro sotto la presidenza di Stefano Boeri: la celebrazione del passato con un occhio moderno per guardare con freschezza al passato. 

Arte e cultura sono fondamentali e la Triennale ha sempre giocato un ruolo importante nel comprendere come ripartire.  Perchè la cultura e i luoghi come la Triennale di Milano sono luoghi fondamentali con la loro capacità di leggere quello che sta accadendo e proporre delle soluzioni per il futuro.

Vogliamo supportare il comune nell’immaginare come sarà la ripartenza e come cambierà il modo di vivere nelle città come ad esempio il lavoro che stiamo facendo nel carcere di S. Vittore. Sono strumenti per supportare la città e il Paese ad immaginare il futuro.”

Magistretti alla Triennale di Milano. L'intervista a Gabriele Neri, Curatore della mostra ad Affaritaliani.it

“Magistretti è un personaggio di casa per la Triennale, qui infatti ha pensato i suoi primi progetti. E' un punto di riferimento fondamentale per tutta la cultura progettuale milanese e internazionale del secondo 900" - queste le parole di Gabriele Neri, Curatore della mostra ai microfoni di Affaritaliani.it- "È stato tra i protagonisti sia sul fronte dell’architettura sia per quello del design. Quello che contraddistingue le sue creazioni artistiche è il loro essere senza tempo, concetto che ritroviamo nel colore rosso che costituisce il fil rouge della mostra. Rosso che è il colore delle avanguardie, della modernità, un rosso che guarda al futuro e insieme rimanda al rosso della tradizione milanese che ritroviamo, per esempio, nel colore mattone del Castello Sforzesco. Colore che crea una polarità tra modernità e tradizione. La semplicità è complessa come diceva Magistretti. Credo che per giungere alla semplicità bisogna essere capaci di dialogare e di lottare con la complessità del mondo che ci circonda. E questo Magistretti lo faceva in maniera magistrale”.

Magistretti alla Triennale di Milano. L'intervista a Rosanna Pavoni, Direttore scientifico Fondazione Vico Magistretti  ad Affaritaliani.it

Rosanna Pavoni, Direttore scientifico Fondazione Vico Magistretti ad Affaritaliani.it“Ricordare Magistretti ci dà l’idea di vitalità, la vitalità di un grande architetto e designer e del suo modo di lavorare. E' stato importante per la Fondazione essere riusciti all’inizio dell’anno del centenario, che coincideva con l’inizio purgtroppo della pandemia, a mettere online l’archivio digitalizzato di Magistretti. Questo è stato quel filo di speranza, proprio perché aperto a tutti, nel cercare di far conoscere il valore di questa persona e quindi essere oggi qui ad inaugurare la mostra in Triennale che non è altro che l’esito di questo archivio curato per quasi un decennio dalla formazione. 

Sono convinta che arte e cultura abbiano sempre giocato un ruolo importante e fondamentale. La ripartenza deve ripartire da questo, dalla consapevolezza e la certezza che si possa andare avanti, trovando nuovi stimoli, nuove startegie e nuove visioni. Partiamo da quello che c’è, che ci dà la possibilità di sentirci liberi”.

Magistretti alla Triennale di Milano. L'intervista a Luca Fuso, Amministratore Delegato di Cassina ad Affaritaliani.it

Luca Fuso, Amministratore Delegato di Cassina ad Affaritaliani.it: “Magistretti è da sempre una delle firme più importante di Cassina, il rapporto è stato strettissimo per tantissimi anni. Oggi abbiamo voluto  rendergli omaggio diventando partner della mostra.

Siamo partiti già due anni fa con un progetto, Cassina Lab, messo in piedi con il Politecnico di Milano, con cui abbiamo deciso di concentrarci sul tema della sostenibilità per quanto riguarda i materiali che vengono utilizzati nei nostri prodotti. Già nel 2020 abbiamo presentato dei materiali sostenibili e vogliamo andare avanti su questa strada, continuando a sperimentare e fare ricerca, prorpio per questo la partnership con il Politecnico è molto utile. Cassina ospita il Salone del Mobile nel suo showroom. Non partecipiamo attivamente ma se il Salone del Mobile dovesse chiederci una partecipazione in questa edizione così speciale, sicuramente la prenderemo in considerazione.”

 

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