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Culture
Miart, Sarah Lucas ridicolizza i tabù sessuali maschili. FOTO
Sarah Lucas - Make Love, 2012 - diptych: two chairs, tights, kapok, linen string, wire 95.5 x 135 x 58 cm - Copyright the artist, courtesy Sadie Coles HQ, London

In occasione di miart 2016, la Fondazione Nicola Trussardi e miart presentano un progetto speciale d’arte contemporanea della celebre artista inglese Sarah Lucas a cura di Massimiliano Gioni e Vincenzo de Bellis pensato per l'eccezionale cornice dell’Albergo Diurno Venezia e realizzato in collaborazione con il FAI – Fondo Ambiente Italiano e il Comune di Milano.
 
Nelle giornate di venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 aprile, durante la ventunesima edizione della fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano, la Fondazione Nicola Trussardi e miart, in collaborazione con il FAI e il Comune di Milano, hanno invitato l’artista Sarah Lucas a dare vita a un progetto concepito appositamente per i suggestivi spazi del Diurno progettato all’inizio degli anni Venti dall’architetto Piero Portaluppi, chiusi al pubblico dal 2006 e recentemente riaperti grazie all’impegno del FAI e della Delegazione FAI di Milano. All’interno di questo tempio dedicato alla bellezza e alla cura del sé, sculture, installazioni, interventi sonori e performativi daranno vita a una tre giorni di eventi espositivi, performance e happening live che avranno come tema principale il corpo, la sua rappresentazione, le sue storie e gli stereotipi di cui ancora si nutre la nostra società. Per l’Albergo Diurno Venezia Sarah Lucas realizzerà un intervento espositivo site-specific, studiato per l’ambiente, al quale si aggiungeranno interventi sonori e video: sabato 9 serata con musica dell’artista e musicista Julian Simmons, mentre nella serata di domenica 10 aprile è prevista la proiezione di “filmini di famiglia” realizzati dall’artista inglese.
 
'Sarah Lucas - INNAMEMORABILIAMUMBUM' - Irriverenti e disarmanti nella loro estrema semplicità, le opere di Sarah Lucas – fotografie, collage, sculture e disegni – danno vita a un teatro dell’ambiguità in cui materiali apparentemente banali si trasformano in oggetti d’affezione che rivelano desideri e pulsioni represse.

Fin dall’inizio della sua carriera, inserita nel contesto degli Young British Artists nella Londra degli anni Novanta, la Lucas mette in ridicolo tabù e atteggiamenti maschilisti con le sue sculture ruvide e arrabbiate. I suoi autoritratti, in cui trasforma la propria immagine in un personaggio che attraversa decine di fotografie, pose e situazioni, mettono in scena miti e stereotipi femminili e maschili, trasformando ruoli e generi sessuali.

“Mi piace giocare con gli stereotipi sessuali e di genere […] sono solo dei costrutti, e sono piuttosto fragili”, riconosce l’artista. Nel mondo di Sarah Lucas nessun soggetto sembra essere troppo fragile e nessun tabù troppo sacro.
 
Come una novella Rose Selavy – l’alter ego femminile di Marcel Duchamp – Sarah Lucas si è dunque sdoppiata in una galleria di personaggi dalla sessualità provocante e ambigua. Allo stesso modo le sue sculture, assemblate con oggetti dozzinali, materiali trovati o scolpite in superfici lucide di bronzo, ricordano gli oggetti magici dei Surrealisti, di cui l’artista raccoglie l’eredità e la capacità di stravolgere il vivere quotidiano. Lucas coniuga la bellezza convulsa dei Surrealisti in una versione più leggera, pop e ironica e al contempo più misteriosa e viscerale, carica di una nuova e più diretta energia.
 
Fortissimo è inoltre il legame tra le opere di Sarah Lucas e l’arte femminista degli anni Sessanta, evidente soprattutto nella sua critica dello sguardo maschile: come le artiste femministe, con le sue opere esplicite e dissacranti anche la Lucas incoraggia le donne ad appropriarsi degli strumenti di rappresentazione del proprio corpo e delle sue immagini, invitandole a prendere confidenza con ogni parte di sé, anche con quelle più intime, e a prendersene cura.
 
Proprio per questa sua ossessione per un corpo rappresentato senza filtri e preconcetti, l’opera di Sarah Lucas da sempre è stata interpretata in chiave freudiana e psicoanalitica, tanto che è stata tra le prime artiste viventi a essere invitata a esporre all’interno della Casa-museo di Sigmund Freud a Londra, nel 2000.
 
L’intera opera di Sarah Lucas è dunque una riflessione sul corpo, sulla sua rappresentazione e i suoi desideri e sulla necessità di conferire alle donne il diritto di rappresentare se stesse, giocando con e contro gli stereotipi della femminilità in cui la loro rappresentazione è troppo spesso costretta. E la cura del corpo, l'esperienza dell’anatomia come bellezza e come trauma sono quindi temi che tornano con costanza nella poetica dell’artista britannica: l’Albergo Diurno Venezia – questo mondo sotterraneo, affascinante ma anche oscuro – è dunque il teatro perfetto per un suo progetto site-specific, in un gioco di specchi tra opere, interventi, architettura e storia di uno dei più suggestivi luoghi che hanno segnato la vita quotidiana della Milano del secolo scorso.
 
Con "Sarah Lucas – INNAMEMORABILIAMUMBUM" la Fondazione Nicola Trussardi e miart proseguono la collaborazione iniziata nel 2013 con il progetto speciale Liberi tutti – che ha animato le serate della diciottesima edizione della fiera d'arte, presentando performance, concerti, intermezzi e pièce d'arte al Teatro Arsenale di via Cesare Correnti – e nel 2014 con Cine Dreams – il festival dell'arte che ha portato al Civico Planetario Ulrico Hoepli installazioni, proiezioni multimediali, interventi sonori e video pensati appositamente per il planetario e che in sole tre serate ha richiamato più di 4.000 persone.
 
In collaborazione con miart, e grazie alla fondamentale sinergia con il FAI e il Comune di Milano, la Fondazione Nicola Trussardi prosegue con "Sarah Lucas – INNAMEMORABILIAMUMBUM" nella sua azione di supporto e valorizzazione delle espressioni più originali dell'arte e della cultura contemporanea, portando i linguaggi più sperimentali del nostro tempo negli spazi dell’Albergo Diurno Venezia, edificato tra il 1923 e il 1925 su progetto attribuito a Piero Portaluppi e ufficialmente inaugurato il 18 gennaio 1926. Oltre ai bagni pubblici e ai servizi per la cura del corpo (barbiere, parrucchiere, manicure, pedicure), l’Albergo comprendeva anche casellario postale, ufficio cambio, telefono, deposito bagagli e valori, agenzia di viaggio, sportello bancario, servizio di dattilografia, lavanderia e stireria per abiti, vendita di abbigliamento e noleggio di oggetti per uso personale. Era inoltre dotato di un avanguardistico impianto di radiodiffusione, previsto nell’intera area del salone. Dopo un progressivo abbandono degli spazi da parte degli esercizi commerciali, l’Albergo Diurno Venezia chiude definitivamente al pubblico nel 2006. A seguito di diverse manifestazioni di interesse per lo spazio, nel maggio 2015 il FAI ha firmato una convenzione con il Comune di Milano impegnandosi a elaborare e sostenere un progetto di restauro e valorizzazione in vista di una futura riapertura al pubblico della struttura.
Per la prima volta in assoluto nei suoi novant'anni di storia l’Albergo Diurno ospita un progetto site-specific di arte contemporanea.
 
Sarah Lucas – INNAMEMORABILIAMUMBUM è un progetto ideato e prodotto dalla Fondazione Nicola Trussardi e miart, in collaborazione con il FAI e il Comune di Milano, nell’ambito della ventunesima edizione della fiera.
Programma delle giornate e orari           
Venerdì 8 aprile
Sarah Lucas – INNAMEMORABILIAMUMBUM
preview stampa dalle 11.00 – 13.00 | solo su invito RSVP obbligatorio
apertura al pubblico dalle 13.00 alle 19.00 | prenotazione obbligatoria
opening dalle 19.00 alle 22.00 | prenotazione obbligatoria

Sabato 9 aprile
apertura al pubblico dalle 12.00 alle 20.00 | prenotazione obbligatoria
Musica di Julian Simmos dalle 20.00 alle 23.00 | prenotazione obbligatoria

Domenica 10 aprile
apertura al pubblico dalle 12.00 alle 20.00 | prenotazione obbligatoria
“Filmini di famiglia” dalle 20.00 alle 23.00 | prenotazione obbligatoria

Ingressi e prenotazioni:    
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria, inviando una mail a  rsvp@fondazionenicolatrussardi.com
Negli orari di apertura ingressi a scaglioni di 30 minuti (alle 00 e alle 30 di ogni ora). Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.
Si accetteranno soltanto prenotazioni complete di giorno, orario e dei nomi completi di tutte le persone per cui si intende prenotare.
Si consiglia di presentarsi all’ingresso una decina di minuti prima del proprio turno.

Tags:
miart 2016festival arte miart milano 2016sarah lucas miart fondazione trussardi
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