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Culture
Mostre/ A Lugano a confronto Jean Arp e Osvaldo Licini

di Simonetta M. Rodinò

Arp e Licini nacquero a meno di otto di distanza tra loro, frequentarono Parigi tra la fine degli anni  Dieci e i primi Venti del Novecento e pur senza intrattenere rapporti diretti, condivisero nella capitale francese conoscenze e occasioni di confronto. Un dialogo inedito tra due grandi artisti del XX secolo è offerto dalla mostra di grande interesse “Jean Arp–Osvaldo Licini”, ospitata al Museo d’Arte di Lugano. La rassegna seria e ben documentata, curata da Guido Comis e Bettina Della Casa, si snoda nei due piani del museo e attraverso 150 opere indaga la parabola dei due artisti, articolandosi in segmenti: dagli esordi figurativi, alla genesi delle forme, dalle astrazioni geometriche ai caratteri e segni evocativi. Ma non solo. Accanto ai loro lavori sono esposte anche realizzazioni di altri autori, compagni di strada con cui respiravano la stessa aria prima di seguire percorsi individuali. Ecco nella prima sala due autoritratti di Arp e Licini e una scultura di Auguste Rodin, in assonanza con un disegno del primo e due tele del secondo. Nella seconda un “Nudo” di Matisse si contrappone a una scultura di Arp e alla matita e graffite, “Cariatide”, di Modigliani. Comincia poi il percorso verso l’astrattismo geometrico, in seguito abbandonato da Licini. In questa fase il pittore marchigiano è vicino al suprematismo russo: realizza negli oli delle stilizzazioni spezzate e piegate, una sorta di ikebana. Opere che visivamente sembrano non poter stare in piedi, ma è bravissimo a creare stabilità. Il confronto è creato con lavori di Paul Klee, Wassily Kandinsky, Alberto Magnelli. Molti i lavori anche di Arp, che però resta sempre più scultore: non convincono le sue “carte”, soprattutto paragonate a quelle di Licini. Che prosegue il suo iter rompendo l’apparato geometrico e lasciandosi guidare da segni che incidono la tela. Sempre più onirico, partendo da una traccia di surrealismo realizza creature inesistenti: così, gli “Angeli ribelli” e le famose “Amalassunte”. In quest’ultima sezione un dialogo superbo coinvolge Licini con le sculture di Arp e alcuni lavori di Matisse.

Un po’ di biografia: Jean Arp nasce nel settembre 1886 a Strasburgo, cittadino tedesco ma francese per affinità, utilizza per tutta la vita, accanto al nome ufficiale “Hans”, anche la versione francese “Jean”. Osvaldo Licini nasce nel marzo del 1894 a Monte Vidon Corrado (Marche). Il primo sarà tra i fondatori, a Zurigo, del Cabaret Voltaire e del movimento Dada e in seguito a Montmartre frequenta le riunioni dei surrealisti insieme con Giorgio de Chirico, Max Ernst, Paul Klee, Man Ray, André Masson, Joan Miró e Pablo Picasso.

Il secondo, nel 1917, s’immerge nella vita artistico-culturale di Montmartre: conosce Pablo Picasso, Jean Cocteau, Blaise Cendrars, Manuel Ortiz de Zárate, Moïse Kisling, il mercante polacco Leopold Zborowski e stringe amicizia con Amedeo Modigliani. Lì svolge in seguito un’intensa attività espositiva. La sua definitiva consacrazione avverrà nel 1958, vincendo il Gran Premio Internazionale di pittura alla XXIX Biennale di Venezia.

 

“Jean Arp–Osvaldo Licini”

Fino al 20 luglio

Museo d’Arte - Villa Malpensata - Riva Caccia 5 – Lugano - Svizzera

Orari: martedì-domenica: 10-18; venerdì: 10-21; chiuso il lunedì, tranne 21 aprile, 9 giugno

Ingressi: Intero Fr. 12 Ridotto Fr. 8

Entrata libera < 16 anni; Entrata gratuita la prima domenica del mese

Infoline: 0041 (0)58 866 72 14

Catalogo: Skira

www.mda.lugano.ch

Tags:
jean arposvaldo licini
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