di Simonetta M. Rodinò
Ha camminato per Parigi solcandola in lungo e in largo per mezzo secolo. Vi amava passeggiare anche durante la notte per immortalare la vita di coloro la cui esistenza era ai margini della società: le istantanee di Robert Doisneau sono vere “fotografie di strada”, anche se l’artista deve alla propria collaborazione, dal 1949 per tre anni, con la rivista “Vogue” l’entrata nei circoli dell’alta società. Quella società che non ebbe mai la sua simpatia. Non è certo passato alla storia come fotografo di moda, ma per il grande talento nella street photography, cui si associano altri grandi nomi come Henry Cartier-Bresson, Robert Frank, Diana Arbus, William Klein, Walter Rosenblum e Gary Winogrand. Allo straordinario autore francese, attento e curioso testimone della Ville Lumière, mancato 82enne nel 1994, è dedicata l’antologica “Robert Doisneau. Paris en liberté“, da domani allo Spazio Oberdan di Milano.
Robert Doisneau, Il Bacio dell’Hotel de Ville, 1950_copyright -® atelier Robert DoisneauGuarda la gallery
La rassegna ospita una selezione di oltre 200 foto in bianco e nero, scattate tra 1934 e il 1991, (scelte dalle sue due figlie tra le circa 450mila immagini degli Archivi) in un suggestivo allestimento: vi sono esposti oltre agli originali anche alcune istallazioni fotografiche risalenti a bozzetti ideati dallo stesso artista. Il percorso della mostra si snoda lungo aree tematiche: la capitale francese diventa un palcoscenico su cui si alternano i differenti personaggi. Per le strade del centro e della periferia, lungo la Senna, nei giardini e nei bistrot, negli atelier di moda e nelle gallerie d’arte si muovono i soggetti delle sue immagini: donne e uomini, bambini e innamorati, gente comune e star del cinema e della letteratura, prostitute, emarginati e saltimbanchi. “In una città in cui tutto è movimento non è semplice contrastare l’istinto gregario. Bisogna avere il coraggio di piazzarsi in un punto e restarci immobili….per un’ora buona, magari anche due. Bisogna trasformarsi in una statua senza piedistallo…”, scrisse Doisneau nel 1984. Tra le foto dei baci, anche uno dei suoi capolavori più famosi, “Il Bacio dell’Hotel de Ville”: immagine controversa, perché, contrariamente agli scatti normalmente “rubati”, per la sua grande capacità di cogliere un istante nell’inquadratura, è il risultato di una posa. Doisneau stava realizzando un servizio per la rivista americana Life e chiese l’aiuto di una studentessa di teatro e del suo ragazzo, per immortalare la spontaneità di due amanti che si baciano dimentichi di tutto e di tutti, mentre intorno a loro la gente cammina distratta. L’esposizione, realizzata per iniziativa della Provincia di Milano, dell’Atelier Doisneau e della Fratelli Alinari, è accompagnata dalla rassegna cinematografica “Paris au cinema”: curata dalla Fondazione Cineteca Italiana, presenta alcuni capolavori ambientati nella capitale francese, tra cui Ninotchka, Zazie dans le metrò, À bout de souffle, Les 400 coups …
“Robert Doisneau. Paris en liberté”
Spazio Oberdan – Viale Vittorio Veneto 2 – Milano
Orari: martedì e giovedì h 10 – 22; mercoledì, venerdì, sabato, domenica h 10 – 19.30; lunedì chiuso
Ingressi: € 9,00 intero – € 7,50 ridotto
Informazioni e prenotazioni: Civita – tel. 02.4335.3522
Provincia di Milano/Spazio Oberdan, tel. 02 7740.6302/6381
Catalogo: edito da Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia
www.provincia.milano.it/cultura
