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Culture

Era di proprieta' di una coppia italiana, il quadro dipinto da Pablo Picasso nel 1909, dal titolo "Compotier et tasse", sequestrato dalle autorita' statunitensi in una galleria d'arte di New York. In una nota, le Fiamme Gialle spiegano che che le autorita' statunitensi avevano bloccato la vendita all'asta dell'opera, stimata 11,5 milioni di dollari e che il sequestro del quadro rientra nell'ambito dell'attivita' investigativa svolta nei confronti di Gabriella Amati e Angelo Maj (deceduto lo scorso anno), coniugi arrestati nel 2011 con le accuse di bancarotta e peculato.

Secondo l'inchiesta della procura di Milano, i due erano gli amministratori di fatto della Aip, Azienda italiana pubblicita', che aveva ricevuto il compito di riscuotere le tasse per il Comune di Napoli. Tuttavia, la societa' avrebbe sottratto 44 milioni di euro alle casse dell'ente locale e poi la Aip e' stata dichiarata fallita nel 2009 per un buco da 18 milioni di euro. I due pm titolari dell'inchiesta, Luigi Orsi e Sergio Spadaro, avevano effettuato una rogatoria negli Stati Uniti proprio per scongiurare che il prezioso dipinto, frutto di presunti proventi illeciti, venisse venduto. L'esistenza del quadro era emersa nel corso di una perquisizione a carico dei due coniugi. Mentre i magistrati ne seguivano le tracce in un deposito svizzero, la signora Amati riusciva a trasportarlo negli Usa dove, grazie all'aiuto delle autorita' locali, la vendita e' stata bloccata. L'indagine si lega a quella che aveva portato in carcere nel 2012 l'avvocato Mariano Baldini, che gestiva l'Agenzia dei Debiti, e, stando alle indagini, aveva dei contatti anche col clan dei Casalesi. Baldini aveva in gestione una delle societa' fallite di proprieta' della Amati.

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