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Culture

di Fausto Lupetti

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Non è una buona notizia per l'immagine dei pubblicitari che il tycoon miliardario pubblicitario Charles Saatchi abbia fatto quello che si vede nella foto alla moglie Nigella Lawson in un ristorante londinese. C'è da precisare che i colleghi hanno scelto la visione più spettacolare delle definizioni trascurando i fatti perché  Charles Saatchi non faceva più il pubblicitario da almeno una trentina d'anni ed è diventato il maggior mercante e gallerista d'arte moderna al mondo. Il che preoccupa ancora di più perché si dimostra che la cultura e la più raffinata frequentazione forma del sublime dell'arte non rende immuni dalla violenza sulle donne, che di solito si ritiene alberghi nel degrado e ignoranza. Limitiamoci a qualche particolare  sull'ormai settantenne  Charles con l'aiuto di Pia Elliott che ne ha scritto nel  libro "Just doing it" (Storia dell'advertising attraverso i suoi protagonisti) perché Charles Saatchi era un Tories di ferro e ciò consola coloro che ci tengono ancora a dare una risposta alla domanda se picchiare le donne è di destra o di sinistra. Alla faccia della morte delle ideologie, che è chiaramente una ideologia.

fausto lupetti



 

Entrambi i fratelli Saatchi erano dei tipi abbastanza particolari, iracheni di origine, di famiglia benestante, si suppone integrati nell'ambiente londinese, eppure diversi e alternativi, soprattutto Charles, il maggiore, a ogni tipo di sistema vigente. Outsider per natura e per partito preso, i fratelli Saatchi si fanno strada negli anni d'oro della pubblicita` inglese a colpi di talento e di testa. Charles si butta nel business senza pensarci su due volte, coinvolge il fratello che, frequentando la London School of Economics, era avviato a tutt'altra carriera: in breve, i due Saatchi si trovano immersi fino al collo nell'avventura di gestire un'agenzia senza sapere come. L'esperienza di Charles era infatti limitata al reparto creativo della CDP; quella di Maurice al lavoro fatto in una casa editrice, ma i due fratelli avevano in comune un'ambizione smisurata e un obiettivo preciso: diventare una grande, anzi la piu` grande agenzia di pubblicita`, senza essere per questo meno creativi. E` il 1978 quando l'agenzia viene interpellata dal partito Conservatore e si butta in una nuova avventura avendo intuito , come gia` in passato, che si tratta di una grande imperdibile occasione di comunicazione.

Le cose infatti vanno male in Inghilterra, il governo laburista traballa e ci si avvia a nuove elezioni. E` la prima volta che un'agenzia di pubblicita` applica alla politica le tecniche della comunicazione commerciale, ed e` anche la prima volta che la politica parla cosi` chiaro come nel manifesto preparato dalla Saatchi, che mostra una lunga fila di disoccupati in coda all'ufficio di collocamento e la scritta "Labour isn't working". L'impatto dei manifesti e` fortissimo e la risonanza della campagna su tutti i media ne moltiplica l'effetto. Nella primavera del 1979 i Tories con Margaret Thatcher vincono le elezionie per la Saatchi incomincia un periodo di grandi successi in cui i clienti si moltiplicano, insieme alla voracita` dei fratelli Saatchi, diventati ormai figure abituali dell'establishment londinese.

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