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Culture
Triennale Design Museum: design e infanzia

di Simonetta M. Rodinò

Rimettere al centro i bambini e indagare il rapporto tra i piccoli e tutto ciò che li circonda è l’obiettivo del tema affrontato dalla nuova edizione del Triennale Design Museum.

Con il titolo “Giro Giro Tondo. Design for Children” si apre domani al Palazzo della Triennale di Milano la decima edizione che intreccia la storia del design italiano con la storia dell’infanzia.

Una tematica interessante, complessa e contradditoria. Sì, perché il mercato dei prodotti per bambini è articolato, ma è caraterizzato da una contraddizione: l’utente è il bimbo, ma l’acquirente è l’adulto.

Il museo si apre con il volto gigante di Quadratino, il personaggio figlio di Geometria e nipote di Matematica, nato nel 1910 dalla fantasia dell’illustratore Antonio Rubino, uno dei maestri del fumetto italiano.

Poi il percorso espositivo inizia con un prologo, dedicato al design ludico: nella sala dell’Ouverture, all’interno di un perimetro in film nero specchiante, grandi oggetti fuori scala rappresentativi del design narrativo sono i protagonisti della scena. Tra questi, Rabbit Chair, Attila, Wild Rider, Poltrona di Proust…un percorso onirico e magico.

Da questa stanza un pavimento morbido in gomma antitrauma accompagna il visitatore per le cinque grandi sezioni: arredi, giochi, architetture, segni, animazioni - curata da Maurizio Nichetti - e strumenti.

Approfondimenti specifici e focus sono dedicati a figure di spicco e di rilievo nella storia del design in relazione all’educazione, come Bruno Munari e Riccardo Dalisi, alla pedagogia e ai Maestri, o alla iconicità dell’affabulazione, come Pinocchio.

La sezione degli arredi ripercorre la storia del Novecento attraverso i suoi più importanti interpreti e le tipologie che si sono susseguite.

E’ accertato che i primi mille giorni di vita di un bambino, dal concepimento fino al secondo compleanno circa, influenzino tutta la sua vita futura, così come il giocatolo e il gioco sono beni “primari” in quanto formativi e fonti di relazioni tra noi e i mondi fantastici e reali. Ecco allora la nuvola di peluche realizzata con 300 orsetti Trudy, Magic Bunny reinterpretato con mattoncini lego, il bambolotto Cicciobello del 1962…

Dalle architetture razionaliste di Terragni che s’ispirò per l’asilo di Como nel 1937 alla “Casa dei bambini di Roma”, aperta all’esterno, luminosa e dotata di attrezzature su misura, voluta da Maria Montessori nel 1907, ai libri, manifesti, scatole, applicazioni progettate dai grafici usando un linguaggio basico del segmento Segni. Dagli strumenti didattici, fotografie, documenti scritti, filmati che si riferiscono a figure specifiche di maestri nella scuola italiana al focus dedicato a Munari, il cui lavoro non fu solo nell’ideazione e realizzazione di oggetti e giochi - “Era davvero molto curioso mio padre di quello che facevo.  Gran parte dei suoi lavori sono nati per me”, spiega il figlio Alberto - ma costituisce anche il contenuto del messaggio educativo che i giochi intendono suggerire ai bambini. E ancora…filmati, frammenti di Carosello, cortometraggi animati…

Un’esposizione ricca di colori, allegria e spunti, adatta non solo ai bambini, ma a genitori e nonni.

Triennale Design Museum

Viale Alemagna, 6 - Milano

“Giro Giro Tondo. Design for Children”

1 aprile - 18 febbraio 2018

Orari: martedì – domenica 10.30 - 20.30

Ingressi: intero 8 Euro - ridotto 6,50 / 5,50 Euro

www.triennale.org

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