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Economia
Auto elettriche, passo indietro della Cina. Ma l'Italia continua il pressing

Chery-Spagna, firma ufficiale dell'accordo su impianto e posti di lavoro

L'Italia continua a corteggiare le case automobilistiche cinesi per un impianto, ma intanto da Pechino arrivano segnali di ralletamento. Intato, ieri il premier spagnolo Pedro Sanchez ha tenuto a battesimo la firma dell'accordo fra Ebro-Ev Motors e il gruppo cinese Chery Automobile per la produzione di auto nel vecchio stabilimento della Nissan nella Zona Franca di Barcellona.

Il gruppo automobilistico cinese Chery e la società spagnola Ebro-EV Motors hanno in programma di produrre 50.000 veicoli nel 2027 e 150.000 nel 2029 e di creare circa 1.250 posti di lavoro, con un investimento pubblico-privato di 400 milioni di euro. I dettagli del progetto industriale che riattiverà lo storico stabilimento catalano sono stati svelati in occasione della cerimonia di firma formale degli accordi raggiunti da Chery ed Ebro per concretizzare lo sbarco del colosso asiatico a Barcellona. Chery diventa cosi' la prima azienda cinese con una fabbrica di auto in Spagna e in Europa.

LEGGI ANCHE: Chery auto, nuova partnership in Europa con marchio premium

Sanchez, ha anticipato la cifra dell'investimento globale nel discorso tenuto dopo la firma delle due joint venture tra i due partner, una per la produzione di veicoli e l'altra per la commercializzazione del rinato marchio Ebro. Fonti di Ebro-EV Motors hanno chiarito a Efe che questa cifra comprende sia l'investimento dei due partner nelle due joint venture (con una maggioranza di capitale spagnolo in entrambe) sia l'aiuto del governo spagnolo e della Generalitat.

Dongfeng frena, ma l'Italia insiste

Nel frattempo anche Dongfeng ha smentito la volontà di aprire un impianto in Italia, dopo le notizie dei giorni scorsi. Secondo il Sole 24 Ore, i colloqui con i colossi cinesi proseguono in via riservata. "Ieri, secondo quanto si è potuto ricostruire, al Mimit si sono svolti due incontri tecnici, con una delegazione del costruttore cinese Dongfeng e con un gruppo di rappresentanti della connazionale Chery. Non solo, si sarebbe anche svolto un incontro tra il ministro Adolfo Urso e il presidente di Chery, Yin Tongyue, in Italia anche per approfondire sviluppi relativi alla distribuzione commerciale".

Come spiega il Sole, "Il canale con Chery, nonostante quest’ultima abbia appena annunciato una joint venture in Spagna, resterebbe aperto ma non è ancora chiaro che tipo di coinvolgimento potrebbe esserci nel nostro Paese". E su Dongfeng, si legge ancora, "si sarebbe riscontrata una certa distanza tra gli obiettivi reali e le richieste dei potenziali investitori e le ambizioni e gli strumenti messe sul piatto dal governo". Ancora gelo invece con gli altri attori cinesi come BYD e Geely. 






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