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Economia
Die Zeit : "Draghi al Quirinale?". Manovre tedesche per disarmare la Bce

Non è un caso che appena il presidente della Bce Mario Draghi agita contro i mercati la sciabola dell'acquisto dei titoli di Stato come misura di Quantitative Easing all'Europea, in Germania nascono dei mugugni. E anche questa volta, com'è stato più volte nei mesi scorsi, a dar mano forte al solito  ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, l'alfiere del rigore, è arrivata la stampa tedesca che mira a delegittimare il numero uno dell'Eurotower nei confronti dell'opinione pubblica teutonica dove la Bundesbank gode di più popolarità della Cancelleria.

La presunta velina del governo Merkel che non vede di buon occhio un ampliamento del bilancio della Bce con i government bond dei Paesi del Sud Europa, sebbene Draghi vanti la "piena unanimità in consiglio Bce" (anche della Buba, ndr), questa volta è sbattuta in prima con un titolo a tutta pagina da settimanale "Die Zeit" che scrive: "Mario Draghi si trasferisce a Roma?".

Il retroscena parla di un giro di alte poltrone in Europa, un terremoto in arrivo nella primavera del 2015 quando l'Italia, dopo le dimissioni da presidente della Repubblica di Giorgio Napolitano (a pochi mesi dal suo novantesimo compleanno), dovrà nominare il nuovo inquilino del Quirinale. Il terremoto, scrive "Die Zeit", avrebbe per epicentro Francoforte, con un ribaltone, magistralmente orchestrato da Angela Merkel, all'Eurotower che può investire pure l'Italia: Draghi verrebbe spodestato dalla Bce per arrivare al Colle, una figura che costituirebbe una way out dell'ennesima impasse parlamentare: Berlusconi non accetterà un candidato targato Pd e i 5stelle ripeteranno il copione (vedi Rodotà) dell'altra volta, non partecipando ad alcuna trattativa e escludendosi.

A prendere il posto di Draghi nell’Eurotower sarebbe il finlandese Erkki Liikaner, ex commissario europeo, fedelissimo della Ragazza dell'Est, così come veniva chiamata la Cancelliera dal suo mentore Helmut Kohln. Oltre a controllare la Bce neutralizzandone l'impatto politico delle sue politiche monetarie non convenzionali nei confronti dell'opinione pubblica tedesca, lo spostamento delle pedine fra Francoforte e Roma permetterebbe poi ad Angela Merkel di  avere al Colle un prezioso "tutor" di Renzi e per la sua politica economica. Il retroscena raccontato da "Die Zeit" rinvigorisce il partito dell'austerity che in Germania ha numerosi seguaci, peccato che nei trattati comunitaria viga l'assoluta indipendenza della Bce dalla politica e Super Mario è intenzionato a finire tutto il suo mandato. L'ennesimo attacco alla Bce anche questa volta farà un buco nell'acqua, certo è che fra crescita e inflazione, Draghi sta sudando più delle canoniche sette camicie. 

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