Poco più di 10.600 distributori sui circa 21.750 presenti in Italia applicano un tetto o un calmiere sui carburanti. Eni è la rete con l’adesione più estesa, mentre tra gli impianti convenzionati l’applicazione risulta molto più irregolare.
Carburanti, quanti distributori applicano davvero lo sconto
A poco più di una settimana dall’introduzione dei primi tetti ai prezzi, il bilancio mostra una copertura lontana dalla totalità della rete. Secondo i dati di Staffetta Quotidiana riportati dal Corriere della Sera, domenica 4 ottobre erano 10.601 le stazioni con un tetto o un calmiere sulla benzina e 10.712 quelle che lo applicavano al gasolio. La rete italiana conta complessivamente circa 21.750 impianti.
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Per la benzina risultavano coinvolti 3.796 distributori Eni su 3.847, 2.297 Q8 su circa 2.900, 1.481 IP su 4.575 e 901 Tamoil su circa 1.600. Si aggiungevano 453 impianti Esso e 1.673 pompe bianche. Sul gasolio i numeri erano simili: 3.800 Eni, 2.304 Q8, 1.456 IP, 873 Tamoil, 431 Esso e 1.848 indipendenti.
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IP ha fornito al Corriere un dato differente, indicando circa 3mila stazioni calmierate al 2 ottobre, contro le circa 1.400 risultanti dai dati Mimit utilizzati da Staffetta.
Carburanti, perché non tutti applicano il tetto
La differenza dipende anche dalla struttura delle reti. Gli impianti di proprietà delle compagnie riescono ad applicare più facilmente le politiche decise dal gruppo. I gestori convenzionati acquistano invece il carburante all’ingrosso e, in alcuni casi, il prezzo di approvvigionamento può essere molto vicino al tetto indicato al pubblico. Le compagnie hanno previsto forme di compensazione, ma secondo la ricostruzione del Corriere non sempre coprono completamente la differenza per il gestore.
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C’è inoltre una differenza tra le iniziative annunciate. Eni aveva indicato un vero price cap di 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio. IP, Q8 e Tamoil hanno parlato invece di calmieri senza fissare tutti lo stesso prezzo massimo nazionale. Il 4 ottobre, negli impianti aderenti analizzati da Staffetta, Eni risultava mediamente a 1,991 euro sulla benzina e 2,191 sul diesel, Q8 a 1,996 e 2,196. IP era rispettivamente a 2,031 e 2,233 euro.
Carburanti, quanto sono scesi benzina e gasolio
Il calo dei prezzi medi è comunque visibile. Tra domenica 27 settembre, prima dell’avvio del tetto Eni, e il 5 ottobre, la benzina self è diminuita di circa 11,1 centesimi al litro, mentre il gasolio ha perso 13,5 centesimi. Una parte della riduzione deriva però anche dal mercato internazionale. Nello stesso periodo le quotazioni dei prodotti raffinati sono diminuite di circa 6 centesimi per la benzina e 12 per il gasolio, secondo Staffetta.
Dal 6 ottobre il diesel deve fare i conti anche con la fine dello sconto fiscale sulle accise. Il ritorno dell’accisa ordinaria ha aggiunto circa 6 centesimi al litro, Iva compresa, al prezzo Eni del gasolio e ha spinto il valore oltre il precedente tetto di 2,19 euro. Il prezzo medio nazionale self rilevato il 6 ottobre era di 2,043 euro per la benzina e 2,244 euro per il gasolio. Il calmiere ha quindi ridotto i listini rispetto ai livelli di fine settembre, ma la sua applicazione resta diversa da rete a rete e la nuova tassazione sul diesel può ridurne l’effetto nelle prossime giornate.


