La Carta del docente potrebbe cambiare completamente funzione nel 2027, trasformandosi progressivamente in una più ampia Carta dei servizi o Carta Welfare dedicata al personale scolastico. La trasformazione emerge dalle anticipazioni sulla Manovra (qui tutte le nuove misure), ma non è ancora stata formalizzata in un testo definitivo del Ministero. E soprattutto non è corretto parlare oggi di un bonus garantito da 500 euro: quella è la cifra originaria della Carta, mentre l’importo effettivamente riconosciuto negli ultimi anni è già diminuito e quello per il 2026/2027 deve ancora essere stabilito.
Perché la Carta del docente cambia
La Carta nasce nel 2015 come strumento per finanziare la formazione professionale degli insegnanti. Il valore originario era di 500 euro l’anno, utilizzabili per libri, corsi, master, software, computer e altre spese collegate all’aggiornamento. Negli ultimi anni il sistema è però cambiato.
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L’allargamento della platea ai docenti con supplenza annuale e la presenza di un fondo complessivo fisso hanno ridotto l’importo individuale. Nell’anno scolastico 2025/2026 sono stati riconosciuti 383 euro, mentre per il 2026/2027 la cifra deve ancora essere fissata. L’indirizzo del Ministero è ora separare maggiormente le spese strettamente formative da quelle di welfare.
Cosa si potrebbe pagare con la nuova Carta dei servizi
L’idea è integrare la Carta nella piattaforma di welfare già sviluppata dal Ministero. Oltre alla formazione potrebbero entrare abbonamenti ai trasporti pubblici, coperture sanitarie, assicurazioni e altre agevolazioni legate alla vita lavorativa.
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Per computer, tablet e parte del materiale didattico, il Ministero punta invece a utilizzare maggiormente fondi destinati direttamente alle scuole, che potrebbero acquistare i dispositivi e concederli ai docenti. In questo modo una parte delle risorse oggi assorbite dall’hardware potrebbe essere utilizzata per ampliare i servizi personali. L’assicurazione sanitaria integrativa per il personale scolastico rappresenta già un primo tassello di questa strategia.
La Carta Walfare sarà estesa agli Ata?
La possibilità di estendere la Carta dei servizi anche al personale Ata non ancora una norma. La Carta del docente è nata per gli insegnanti.
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Il progetto di welfare, invece, riguarda una platea più ampia e il Ministero ha indicato tra gli obiettivi futuri quello di includere anche personale Ata, educatori e altri lavoratori della scuola. Un eventuale allargamento pone però il problema delle risorse. Se il fondo complessivo non aumentasse, distribuire il beneficio a più persone potrebbe ridurre ulteriormente l’importo individuale.
Carta dei servizi: quanto varrà nel 2027
Per ora non c’è un numero ufficiale in termini di valore. La normativa stabilisce che l’importo nominale venga determinato annualmente con un decreto interministeriale da adottare entro il 30 gennaio. Le stime di settore indicano una cifra che potrebbe aggirarsi intorno ai 370 euro, ma non è un dato ufficiale.
Neppure la trasformazione in Carta dei servizi è stata illustrata nella conferenza stampa del governo sulla Manovra del 28 ottobre. Alcune fonti di settore precisano quindi che si tratta ancora di un’anticipazione da verificare sull’articolato. Il 2027 potrebbe segnare quindi il passaggio da bonus per la sola formazione a strumento di welfare più ampio, ma importo, beneficiari e spese ammesse devono ancora essere definiti.
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