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Conte prepara il jolly in Cdm. Documento per l’Ue con nuovi dati

Lettera e Assestamento di bilancio in Cdm stasera per certificare i migliori dati sul deficit. La trattativa con Bruxelles per evitare la procedura

Conte prepara il jolly in Cdm. Documento per l’Ue con nuovi dati
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Un documento del Cdm, un atto del governo che quindi si ponga in successione al Def di aprile in modo da supportare con stime ufficiali l’andamento tendenziale del deficit/Pil lontano dal 2,5% previsto per quest’anno dalla Commissione europea e che ci spingerebbe, in assenza di misure correttive (questa è l’intenzione del governo Conte), verso l’apertura di una procedura per deficit eccessivo a causa dell’alto debito. Una prima assoluta nella storia dell’Unione europea.

 

“Abbiamo in animo con il ministro Tria di portare questa sera in Consiglio dei ministri un altro documento, una bozza di aggiornamento, di aggiustamento per certificare il quadro positivo dei conti pubblici e avere un ulteriore documento ufficiale deliberato dal Consiglio dei ministri, da portare nelle sedi opportune per l’interlocuzione con la Commissione e poter dimostrare che sono le nostre stime a prendere il sopravvento, non quelle fatte da altri che al momento non corrispondono ai reali flussi di cassa”, ha rivelato infatti nel pomeriggio il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso delle comunicazioni all’Aula del Senato sul Consiglio Ue di domani, con riferimento al Ddl assestamento. 

Il Ddl di Assestamento annunciato da Conte (da presentare in Parlamento entro il 20 giugno), che non figurava tuttavia nella convocazione ufficiale del Cdm, fissato alle ore 20, mira a registrare i trend sulle entrate tributarie i cui dati arriveranno prossimamente e i risparmi in corso d’anno su Quota 100 e reddito di cittadinanza (circa tre miliardi secondo quanto fatto sapere dall’Inps). Tendenziali che avvicinano il deficit/Pil più all’obiettivo del 2% concordato con l’Europa a dicembre e compensano il mancato rispetto degli impegni del 2018. 



Per Giuseppe Conte, in partenza domani per Bruxelles dove parteciperà al Consiglio Ue dove non è in agenda il caso Italia, non ci sono scorciatoie. L’apertura di una procedura prevede una serie di atti formali e una tempistica che la Commissione europea e lo Stato membro a rischio devono rispettare.

L’ultimo Ecofin utile per rimandare il giudizio da parte dei ministri finanziari dei 28 Paesi Ue è il 9 luglio. Per questo Bruxelles ha dato una settimana di tempo al nostro Paese per inviare la lettera con le proprie giustificazioni. Una lettera che sarà anche sul tavolo stasera del Cdm.

Oltre a convincere con misure concrete la Commissione Ue, c’è anche l’aspetto politico: l’Italia deve riuscire a creare un consenso tra gli Stati membri per ottenere più tempo. Principio che ispirerà Conte domani nelle chiacchiere informali dei lavori a Bruxelles con i capi di Stato e di governo dei Paesi membri dell’Ue.