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The Donald e il “cashback elettorale”: 5mila dollari a 270 milioni di votanti per conquistare l’urna

Trump promette 5.000 dollari a ogni adulto se il Grand Old Party vincerà le midterm. Una sorta di cashback elettorale dal costo potenziale di 1.350 miliardi: ottimo per la campagna, decisamente più impegnativo per le casse federali.

The Donald e il “cashback elettorale”: 5mila dollari a 270 milioni di votanti per conquistare l’urna

Cinquemila dollari a ogni adulto americano se i repubblicani manterranno il controllo di Camera e Senato. Donald Trump rilancia la campagna per le midterm con una formula che assomiglia molto a un cashback elettorale: votate bene, e poi arriva il rimborso. Solo che il conto finale rischia di essere da capogiro.

Il presidente ha battezzato l’idea “Trump dividend”: 5.000 dollari per ogni adulto, con una condizione, spenderli negli Stati Uniti. Applicata a circa 270 milioni di maggiorenni, la proposta vale 1.350 miliardi di dollari. Una cifra pari a circa tre quarti dell’attuale deficit federale annuo. Altro che bonus: è una finanziaria travestita da premio fedeltà.

La potenza delle promesse

Il meccanismo comunicativo è irresistibilmente semplice: sostieni il partito giusto e, se tutto va come promesso, ti torna qualcosa in tasca. Una specie di cashback elettorale, con l’urna al posto della carta di credito. Una formula potente perché trasforma una scelta politica in qualcosa di immediatamente misurabile: non più soltanto tasse, sicurezza o immigrazione, ma cinquemila dollari belli tondi.

Trump, del resto, alle promesse ad alto volume è affezionato. Nel 2016 c’era il “grande e bellissimo muro” al confine, che avrebbe dovuto pagare il Messico. Poi il “repeal and replace” dell’Obamacare, annunciato più volte come imminente, il dividendo DOGE ricavato dai tagli alla spesa e l’idea di restituire 2.000 dollari agli americani grazie ai dazi. Schema collaudato: cifra facile da ricordare, slogan robusto e la calcolatrice rimandata a dopo.

Quando arriva il conto, però, cambia la musica

Per distribuire assegni di queste dimensioni non basta una dichiarazione dalla Casa Bianca: servirebbe il via libera del Congresso. E gli Stati Uniti viaggiano già con un debito pubblico vicino ai 40 mila miliardi di dollari. Il cashback elettorale, insomma, funziona magnificamente sul palco. Trump sembra scommettere sull’idea che l’elettorato americano sia una platea da conquistare con il luccichio di una moneta, confidando che, abbagliata dal riflesso, dimentichi di chiedere chi pagherà il conto.