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Economia
Crediti d'imposta pagati con i Btp: così si risolve la grana superbonus

Crediti d'imposta pagati con i Btp: ecco come si risolve la grana Superbonus

A quanto si legge c'è il problema che il credito d'imposta è diventato, per le aziende che fanno lo sconto in fattura, un vero dramma. Da una parte troviamo i proprietari degli immobili che cercano, per quanto possibile, di adeguarsi in materia di risparmio energetico (debitamente sovvenzionati dalle leggi dello Stato) e non solo, dall'altra abbiamo la necessità di tramutare i crediti d'imposta in cash per le aziende. Ultimamente il Governo ha pensato che sarebbe opportuno trasformare questi crediti d'imposta in BTP (Buoni Poliennali del Tesoro) dando quindi l'opportunità di vendere i suddetti titoli in borsa, mah e c'è sempre un mah … trasformare il credito d'imposta in titoli di Stato diventa oneroso due volte: una per gli interessi da pagare, la seconda perché così aumentiamo il Debito Pubblico, che attualmente è del 147,3% a far data 31 dicembre 2022. E' un po' come il gatto che si morde la coda. Allora la domanda è: ci sono alternative? Probabilmente si! 

E come? Leggendo i vari articoli risulta che le banche hanno i loro plafond che ormai hanno raggiunto la capienza massima, ma a mio avviso è possibile superare questo impasse con una manovra semplice e di facile comprensione. Come noi tutti sappiamo le banche producono utili ergo dovono pagare le tasse, quindi come le pagano le tasse? Con il cash! Bene, sapendo che i nostri “gnomi” quantificano fin dal 1° gennaio dell'anno in corso quanto guadagneranno, allora sarebbe importante che le tasse che dovrebbero pagare fossero accantonate in crediti d'imposta in modo da erogare contante alle aziende. E' uno strumento semplice quanto efficace e soprattutto non incide nelle casse dello Stato perché il riconoscimento del credito d'imposta è precipuo alla ragioneria interna. Ricordo ancora che il credito d'imposta non è Debito Pubblico è semplicemente deficit. Ora noi abbiamo a disposizione la Ragioneria dello Stato, la Corte dei Conti e l'ISTAT, dotati di computer e programmi che possono simulare, in via preventiva, le entrate, attraverso gli stipendi dei dipendenti, tassazione del lavoro, IVA, accise sui carburanti, sugli utili aziendali ecc.; senza dimenticare che più sono i dipendenti assunti, più aziende e professionisti coinvolti nel lavoro, il tutto produce circolazione monetaria. La circolazione di questo denaro avviene in quanto i proprietari spendono al dettaglio … (Saggio sulla natura del commercio in generale, pag. 77 di Richard Cantillon – 1680 -1734). Ciò produce altro lavoro. Per concludere e con la dovuta modestia direi che il nostro Governo ed i nostri Parlamentari potrebbero valutare una simile proposta. Mutatis mutandis

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