Dopo che Wall Street (il Dow Jones) ha chiuso ieri il miglior gennaio degli ultimi 30 anni sulla scia dei forti progressi fatti nelle trattative fra Usa e Cina per risolvere la guerra commerciale fra le due superpotenze economiche, anche le Borse europee scommettono sull’accordo entro il primo marzo e rimbalzano al suono della campanella archiviando la seduta debole di ieri. Piazza Affari in linea con i principali listini del Vecchio Continente porta a casa oltre lo 0,2%. Sul mercato secondario, avvio di seduta piatto: ai primi scambi i rendimenti dei Btp a 10 anni risultano fermi al 2,60%, con il differenziale rispetto ai tassi dei Bund equivalenti della Germania a 245 punti base.
Il presidente degli Stati Uniti parla di “incredibili” progressi. Una nota della delegazione cinese rilanciata dai media di Pechino, come primo commento ufficiale sull’esito dette trattative riferisce che l’ultimo round di colloqui tra Cina e Stati Uniti sul commercio, appena chiusosi a Washington, ha prodotto “importanti progressi” per la fase attuale e le due parti hanno avuto discussioni “schiette, specifiche e produttive”.
Insomma, dopo l’intesa raggiunta a novembre a Buenos Aires al G20 fra Xi Jinping e Donald Trump di darsi tre mesi di tempo per raggiungere un accordo finale sulla questione dazi, la saga delle tensioni commerciali pare essere arrivata al capolinea. Un epilogo che scongiura i rischi di un’escalation che ha già prodotto effetti sul rallentamento della crescita economica mondiale e che galvanizza anche Wall Street: ieri il Dow Jones ha archiviato il migliore gennaio da 30 anni.
Incontrando il vice premier cinese Liu He alla Casa Bianca, Trump ha anche riferito il contenuto di una lettera che gli ha inviato Xi, auspicando di arrivare ad un accordo prima della scadenza del prossimo primo marzo quando scatterebbero altrimenti nuovi pesanti Dazi Usa.
La due giorni di colloqui a Washington, iniziata mercoledi’ mattina, e’ stata guidata per la Cina dal vicepremier Liu He e per gli Usa dal rappresentante sul Commercio Robert Lighthizer, con la presenza di dozzine di funzionari di entrambi i governi. Sul tavolo i temi dello squilibrio commerciale, del trasferimento di tecnologia, della protezione della proprieta’ intellettuale, delle barriere non tariffarie, dei servizi, dell’agricoltura, cosi’ come di altre questioni di particolare preoccupazione della parte cinese.
Liu e Lighthizer hanno avuto uno scambio di vedute schietto, specifico e costruttivo su molti temi, ha riportato l’agenzia Nuova Cina. Importanti progressi sono stati fatti per l’attuale scenario e le due parti hanno anche determinato “tempistica e tabella di marcia per il prossimo passo delle consultazioni”.
Grande importanza e’ stata data “a protezione della proprieta’ intellettuale e a trasferimento di tecnologia concordando di rafforzare la cooperazione a tal proposito“. Per la parte cinese, creare un ambiente di mercato basato su una competizione equa e’ in linea con la generale direzione delle riforme di Pechino di apertura verso l’esterno, pertanto i timori Usa “saranno attivamente affrontati”.
Le parti hanno concordato di adottare misure effettive per promuovere un piu’ bilanciato sviluppo del commercio bilaterale, che vedra’ la parte cinese “fare sforzi attivi per espandere l’import dagli Usa nei settori dell’agricoltura, dell’energia, della manifattura e dei servizi” al servizio dello sviluppo di alta qualita’ della Cina e della domanda di una qualita’ migliore di vita della sua popolazione. Rimarcata l’importanza di “un meccanismo in doppia direzione per assicurare che tutte le misure definite siano poi attuate”: sul punto, c’e’ consenso di principio sullo schema quadro e sugli elementi di base, mentre altri dettagli sono da definire.
A breve il segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin, e Lighthizer, andranno in Cina per ulteriori discussioni dopo i due giorni di negoziati che ci sono chiusi ieri.
