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Economia

Trenta giorni, non uno di più: lo Stato sarà fuorilegge se non pagherà i crediti alle Pmi. L'Ue aveva infatti fissato al 16 marzo 2013 la data entro cui i Paesi membri avrebbero dovuto recepire la normativa che obbliga le autorità pubbliche a pagare beni e servizi entro un mese o, in circostanze particolari, entro 60 giorni. Un provvedimento fondamentale per non far morire di credito decine di aziende.

Un'opportunità per le imprese ma un peso per lo Stato, obbligato a ripagare oltre 70 miliardi di euro. E a farlo in fretta: secondo la normativa Ue, le aziende creditrici "hanno automaticamente diritto a chiedere gli interessi per i ritardi di pagamento" a un tasso superiore all'8%. Una somma che lo Stato, già gravato da oltre 2 mila miliardi di debito pubblico, non potrebbe certo restituire su due piedi. Ecco allora la soluzione studiata da Bruxelles. La Pa ripagherà i propri debiti con titoli pubblici speciali che rimarrebbbero fuori dai vincoli su deficit e debito pubblico. Sarebbe la prima concretizzazione di quell'allentamento sul rigore di bilancio chiesto da Monti e assecondato da Angela Merkel nell'ultimo vertice europeo. Il premier uscente si è detto "soddisfatto" per la rapidita con cui la Ue ha agito.

La commissione ha confermato di essere "pronta a cooperare con le autorità italiane per aiutare l'attuazione tecnica del piano di liquidazione del debito commerciale pregresso". Una manovra che permetterebbe, secondo il vice presidente della Commissione, Antonio Tajani, di smaltire i debiti della Pa italiana in due anni.

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