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Economia
Elon Musk, l'inquilino moroso: ecco i debiti di Twitter con Re Carlo III
Elon Musk e King Charles III

Il patrimonio di re Carlo III

La Royal family inglese suscita da sempre un fascino senza tempo, ben oltre i confini del Regno Unito. Le vicissitudini, spesso burrascose, sulle dinamiche, i segreti e gli “scandali” che hanno coinvolto la Corona negli anni hanno contribuito ad infiammare le cronache e appassionare le persone in ogni dove. Ora saltano fuori tutti i dettagli sul patrimonio del futuro re, Carlo III, che soddisferà la curiosità di molti sulla ricchezza della famiglia più “spiata” del globo.

Secondo quanto fa sapere Il Sole 24 Ore, il patrimonio della Corona ammonta a ben 20,6 miliardi di euro. Per avere un termine di paragone, corrisponde quasi al Pil dell’Honduras. Questa ingente ricchezza - esentasse, ha prodotto 408 milioni di utili nel 2022 - proviene da: prorietà terriere, immobiliari e societarie raggruppate in tre holding sui generis, così regolamentate per legge: le Proprietà della Corona (Crown Estate), il Ducato di Lancaster e il Ducato di Cornovaglia. Nello specifico, al futuro sovrano spettano gli utili delle prime due holding (si parla del il 25% dei profitti dell’immobiliare, pari a 356 milioni di euro). Al suo erede, il principe William, invece “restano” circa 27 milioni, cioè l’utile del Ducato di Cornovaglia.

Il debitore che non ti aspetti: Elon Musk

Elon Musk è a a tutti gli effetti tra gli uomini più ricchi (e potenti) del pianeta, eppure anche lui vanta dei debiti, ovviamente verso creditori di lusso, quali sono i reali del Regno Unito. La Crown Estate (proprietà della Corona) gli ha fatto causa lo scorso gennaio; o meglio, l’ha aperta contro Twitter, di cui Musk è Ceo, per aver maturato delle morosità nel pagare gli affitti degli uffici a Piccadilly Circus, ex sede del noto social network. I debiti si pagano, non c’è dubbio. D'altro canto, la Corona di certo non dovrà “tirare la cinghia” dato che che vanta 242 immobili solo sul suolo londinese e su scala nazionale, l’1% di tutto il territorio del Regno Unito. Una doverosa precisazione: questi beni non sono proprietà privata di Carlo III, che è tenuto a cedere le entrate al Tesoro britannico per vedersi restituita una sovvenzione, concepita però affinchè resti sempre stabile. Secondo le stime infatti, è come se ogni abitante del Regno Unito versasse poco meno di 1,50 euro per il mantenimento del futuro re.

Ora i riflettori sono tutti puntati sull’Abbazia di Westminster, a Londra, dove venerdì 6 maggio sarà incoronato il figlio di Elisabetta II - la regina più longeva della storia inglese, scomparsa da pochi mesi - in qualità di "nuovo re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e degli altri quattordici reami del Commonwealth", come recita l’etichetta.

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