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Economia
Ex Ilva, Patuanelli boccia il piano Mittal: "Inadeguato, ok a impegno Stato"

Ex Ilva, Patuanelli e Gualtieri: "Il piano di ArcelorMittal inadeguato"

"Il piano" di ArcelorMittal "e' inadeguato". Lo hanno detto, secondo quanto si apprende, i ministri dell'Economia, Roberto Gualtieri e quello dello Sviluppo Stefano Patuanelli nel corso del tavolo con i sindacati. L'incontro si è tenuto in videoconferenza e ha partecipato anche la titolare del Lavoro, Nunzia Catalfo. Presenti inoltre i sindacati e i commissari straordinari dell'Ilva. 

ArcelorMittal: Gualtieri, piano inaccettabile, c'e' contratto

Il piano di ArcelorMittal "non e' accettabile. L'azienda si deve assumere le sue responsabilita' perche' c'e' un contratto". Lo ha affermato, secondo quanto si apprende, il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. "Per noi - ha aggiunto - bisogna partire dal piano di marzo. Siamo consapevoli che e' necessario introdurre l'impatto Covid in questa traiettoria e siamo pronti a lavorarci e mettere sul tavolo una nostra idea ma e' molto distate da quella dell'azienda", ha osservato il ministro dell'Economia.

Ex Ilva, Patuanelli: "Confermiamo il coinvestimento dello Stato"

"L'idea che ci fosse una necessita' di investire avveniva gia' prima dell'epoca Covid e il preaccordo del 4 marzo che ha superato le criticita' giudiziarie, e' un accordo di coinvestimento da parte dello Stato che vogliamo portare avanti e che tiene al centro alcune considerazioni", avrebbe detto, secondo quanto si apprende, il ministro dello Sviluppo economico nella call con i sindacati su ArcelorMittal.

Il ministro ha fatto tre considerazioni di fondo. "La prima - ha detto Patuanelli -, la strategicita' del mercato dell'acciaio per il nostro Paese, per le filiere che all'acciaio sono connesse, dalla cantieristica navale all'automotive, e quindi riteniamo che sia un asset strategico per il nostro Paese". "Il secondo elemento - ha detto il responsabile del Mise - e' la tutela occupazionale, il lavoro che e' indotto dal mercato dell'acciaio, in particolare l'acciaio a ciclo integrale. Anche questo e' un elemento bel presente nel Governo con la necessita' di tutelare l'occupazione". "Il terzo elemento - ha sottolineato Patuanelli - e' un difetto ambientale storico per Taranto per quell'area e in generale per tutti gli stabilimenti dove si produce oggettivamente inquinando. Se non si investe per il rifacimento impiantistico, per le manutenzioni, per quanto occorre per garantire il rispetto dell'ambiente, si inquina, e questo lo Stato, il Governo, non se lo possono permettere - ha evidenziato il ministro Patuanelli -. La volonta' nostra anche su questo fronte e' quello di investire insieme ad un partner industriale per un periodo di grande riconversione impiantistica, di riconversione di impianti, e di produzione di acciaio non solo con l'uso del carbone ma con impianti che dal preridotto - ha rilevato Patuanelli - portano poi, in prospettiva, l'uso di altri tipi di combustibile".  

Ex Ilva, tensione tra operai al presidio a Taranto

Ma in mattinata ci sono stati momenti di tensione a Taranto davanti alla direzione del siderurgico ArcelorMittal durante lo sciopero indetto sia da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm, che dall’Usb. Strappate da parte di alcuni lavoratori delle bandiere sindacali messe al presidio in corso davanti alla fabbrica. Si è acceso uno scontro verbale tra operai. Cioè tra chi è da novembre 2018 in cassa integrazione con Ilva in amministrazione straordinaria, perché non assunto da ArcelorMittal e adesso, col nuovo piano industriale, non ha più alcuna prospettiva di rientrare al lavoro, e chi, invece, dipendente ArcelorMittal, è finito di in cassa integrazione da marzo.

Ex Ilva, sciopero contro i 5mila esuberi

Lo sciopero è iniziato alle 7 di questa mattina nel siderurgico di Taranto e in tutto il gruppo ArcelorMittal uno sciopero di 24 ore indetto dalle sigle Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm per protestare contro il nuovo piano industriale 2020-2025 che la società venerdì scorso ha presentato al Governo. Sempre da questa mattina alle 7, è in corso un altro sciopero, sempre con la stessa motivazione indetto dal sindacato Usb che però durerà 48 ore. Alle 10 di oggi, invece, il Governo incontrerà in video conferenza i sindacati confederali, metalmeccanici, l’Usb, l’Ugl e i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria (proprietaria degli impianti siderurgici) per una discussione sul piano. Alla convocazione di oggi non è invitata ArcelorMittal.

Fim, Fiom e Uilm questa mattina stanno anche effettuando un presidio di protesta davanti alla direzione dello stabilimento di Taranto. Fim, Fiom e Uilm dicono che “l’unica cosa certa contenuta all’interno del piano industriale sono gli esuberi del personale”. Complessivamente, si spiega, sono 5mila, tra Ilva in amministrazione straordinaria, 1800, perché non più riassunti e ricollocati da ArcelorMittal, e 3200 solo in quest’ultima società, che vuole ridurre a 7500 gli occupati nel gruppo. I sindacati parlano di “pesantissime ricadute sul piano occupazionale nel bacino degli appalti”.

La protesta in corso vuole essere per i sindacati anche un segnale al Governo, vista la concomitanza con l’incontro di stamattina, perché Fim, Fiom e Uilm “ritengono inaccettabile l’atteggiamento del governo che continua a trattare con ArcelorMittal, una controparte che ha dato dimostrazione di essere un soggetto inaffidabile e che non rispetta gli impegni sottoscritti continuando a rinviare gli investimenti sulle innovazioni tecnologiche e non garantendo la manutenzione degli impianti”. Per il sindacato Usb, invece, “la gestione ArcelorMittal è diventata insopportabile oltre ad essere pericolosa per i lavoratori”. “Il susseguirsi di piani industriali per il rilancio e l’ambientalizzazione di questa fabbrica vengono continuamente disattesi, producendo licenziamenti, cassa integrazione e mancati pagamenti per gli appalti ormai ridotti al collasso”, sostiene l’Usb.

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