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“Fed, taglio dei tassi? Altro che minacce di Trump, Powell dà priorità ai mercati. Bitcoin risale, ma attenzione a investire”

Il taglio da 25 punti base della Fed è una mossa prudente: ecco che cosa significa per mercati, imprese e Bitcoin, e quanto pesa l’ombra di Trump su Powell. L’intervista ad Antonio Tognoli (CFO SIM)

“Fed, taglio dei tassi? Altro che minacce di Trump, Powell dà priorità ai mercati. Bitcoin risale, ma attenzione a investire”
Donald Trump e Jerome Powell

La Fed dà il primo taglio dei tassi del 2025: il costo del denaro scende di 0,25 punti percentuali, portando il range target al 4%-4,25%. Una mossa che segna il ritorno dei tagli dopo mesi di attenzione al caro-prezzi. L’unico a storcere il naso è stato Stephen Miran, neo membro del FOMC e stretto alleato di Donald Trump, che avrebbe voluto un taglio più corposo: 0,5 punti.

“Fed, taglio dei tassi: Powell ignora Trump e punta su dati e mercati. Bitcoin in rialzo, ma occhio al rischio”

La Fed dà il primo taglio dei tassi del 2025: il costo del denaro scende di 0,25 punti percentuali, portando il range target al 4%-4,25%. Una mossa che segna il ritorno dei tagli dopo mesi di attenzione al caro-prezzi. L’unico a storcere il naso è stato Stephen Miran, neo membro del FOMC e stretto alleato di Donald Trump, che avrebbe voluto un taglio più corposo: 0,5 punti.

Secondo Jerome Powell, la scelta riflette un cambio di priorità: se prima la Fed guardava soprattutto alla stabilità dei prezzi, ora i rischi sul fronte dell’occupazione hanno spostato l’ago della bilancia, giustificando la discesa dei tassi.

Una scelta che convince anche Antonio Tognoli, responsabile Macro Analisi e Comunicazione di CFO SIM, intervistato da Affaritaliani: “La Fed si è mossa bene. Powell, o meglio il FOMC, ha deciso guardando esclusivamente ai dati attuali e a quelli che potrebbe avere davanti”.

I dati parlano chiaro: occupazione ancora alta ma in frenata. “Si è visto un mercato del lavoro molto debole – spiega Tognoli – che non segnala ancora recessione, con la disoccupazione ferma al 4,3% contro l’obiettivo del 4,5%. Ma sappiamo tutti, e la Fed lo sa benissimo, che i dati occupazionali arrivano in ritardo rispetto al ciclo economico. Se cominciano a deteriorarsi, vuol dire che il trend sotto è già negativo”.

Da qui la scelta di dare priorità alla piena occupazione, senza però tradire il mandato sulla stabilità dei prezzi. “Un taglio di 50 punti avrebbe significato ignorare l’inflazione – dice l’analista – invece i 25 punti erano la mossa giusta. E aprono la porta a uno o due ulteriori tagli, non tre come qualcuno ipotizzava. Più di così, con i dati in arrivo e con le tariffe passate dal 3 al 18%, sarebbe stato eccessivo“.

Inoltre, secondo Tognoli, il messaggio di Powell va oltre la singola decision e dà anche una spinta al mercato azionario, “perchè sta dicendo che lo sostiene, perché la ricchezza finanziaria è cruciale”, osserva Tognoli. E aggiunge, “dall’altro lato, dà ossigeno alle imprese: con sgravi fiscali sugli investimenti e con prospettive di tassi più bassi anche sulla parte lunga della curva, attenua l’erosione dei margini dovuta ai costi più alti. Non è solo un taglio, è un gioco sulle aspettative”.

Insomma, prudenza sì, ma con una strategia chiara. “L’incertezza sulle tariffe era enorme. Powell ha fatto bene a non muoversi prima: se avesse tagliato troppo presto avrebbe rischiato di dover tornare a rialzare. Ha mantenuto una politica moderatamente restrittiva e ora lascia intendere che nel 2025 e nel 2026 i tassi scenderanno ancora. Ovviamente, sempre con un punto interrogativo: può succedere di tutto”. E chi spera in un taglio da 50 punti base resterà deluso. “Si andrà avanti con una sforbiciata di 25 p.b– dice Tognoli – a meno che non ci sia uno shock”.

C’è poi il nodo sul rapporto Trump-Powell. Il presidente Usa non ha mai nascosto di voler silurare il capo della Banca centrale americana, ma riuscirà la Fed a restare comunque indipendente? “Trump è tutto fuorché stupido – osserva Tognoli – non avrebbe senso licenziare un membro del FOMC creando un caos (e nemmeno potrebbe ndr.).  Piuttosto, lascerà scadere i mandati e sostituirà gradualmente con uomini vicini a lui”.

Ultimo capitolo: Bitcoin. Che effetto avranno i tagli sul prezzo? “Le crypto crescono per vari motivi”, spiega l’analista. “Nel caso del Bitcoin, l’offerta è fissa: quando la rischiosità dei mercati cala, il suo valore tende a salire. E il taglio dei tassi in teoria lo favorisce. Però il comportamento dei mercati non è mai del tutto razionale: se aumenta la percezione di rischio – e basta pensare a tensioni geopolitiche come i droni russi in Polonia – il quadro cambia. Per questo il Bitcoin non può essere considerato un bene rifugio come l’oro”.

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