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Economia
Fmi: “Crisi senza fine, un terzo del mondo in recessione il prossimo anno”

Fmi: “Crisi senza fine, un terzo del mondo in recessione il prossimo anno”

Non sono buone notizie. Anzi, sono proprio drammatiche: il Fondo Monetario Internazionale, per bocca della sua direttrice generale Kristalina Georgieva. La quale, dalla Georgetown University, ha dichiarato che “ci sarà un altro taglio delle stime di crescita per il prossimo anno”. Si tratterebbe del terzo taglio alle previsioni di sviluppo dell’economia mondiale che ora vedono un +3,2% per il 2022 e +2,9% per il 2023. L’economista ha spiegato le cause di questa emergenza: “Stiamo vivendo un cambiamento fondamentale nell'economia globale: da un mondo di relativa prevedibilità, con cooperazione economica internazionale, bassi tassi di interesse e bassa inflazione, a un mondo più fragile con maggiore incertezza, maggiore volatilità economica, con scontri geopolitici e disastri climatici più frequenti e devastanti, un mondo in cui qualsiasi paese può essere portato fuori rotta più facilmente e più spesso”.

Di più: ci troviamo in uno scenario a tinte talmente fosche che il Fmi lancia un ulteriore allarme. Si stima, infatti, che i Paesi che rappresentano circa un terzo dell’economia mondiale subiranno almeno due trimestri consecutivi di contrazione nel 2022 o nel 2023. Anche perché l’inflazione così forte contrarrà il potere d’acquisto dei redditi reali facendo sembrare una recessione anche una crescita positiva del Pil.  Per la Georgieva inoltre anche "i rischi per la stabilità finanziaria stanno crescendo: il rapido e disordinato riprezzamento degli asset potrebbe essere amplificato da vulnerabilità preesistenti, tra cui un debito sovrano elevato e preoccupazioni sulla liquidità in segmenti chiave del mercato finanziario".

Per stabilizzare uno scenario economico difficile come quello che stiamo vivendo i rresponsabili politici "in primo luogo, devono mantienere dritta la barra verso la riduzione l'inflazione". Lo sottolinea la direttrice generale dell'Fmi Kristalina Georgieva in un intervento alla Georgetown University, appoggiando le politiche monetarie di continuo rialzo dei tassi dal momento che "un inasprimento insufficiente causerebbe il disancoraggio e il radicamento dell'inflazione". Questo a sua volta "richiederebbe tassi di interesse futuri molto più elevati e sostenuti, causando enormi danni alla crescita e pesanti conseguenze per le persone".

Ma la Georgieva invita anche i governi "a mettere in atto politiche fiscali responsabili, che protegga i più vulnerabili, senza aggiungere carburante all'inflazione". Insomma, conclude, "non si dovrebbe schiacciare l'acceleratore" sulle scelte di bilancio "in un momento in cui la politica monetaria sta frenando".

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