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Economia
Gazprom in crisi dopo la guerra in Ucraina: 10 anni per recuperare le perdite

Gas, la guerra in Ucraina affossa Gazprom

L'aggressione russa all'Ucraina, seguita dal parziale stop dell'importazione di gas russo in Europa e dalle sanzioni occidentali, ha gravemente colpito il settore energetico russo, che prima della guerra era la principale fonte di entrate per Mosca.

Secondo un rapporto commissionato da Gazprom, citato dal Financial Times, ci vorrà almeno un decennio perché la compagnia recuperi i ricavi persi dalle vendite di gas all'Europa. Il rapporto prevede che le esportazioni di Gazprom verso l'Europa raggiungeranno una media di 50-75 miliardi di metri cubi all'anno entro il 2035, appena un terzo dei livelli prebellici. Sebbene Gazprom speri che un nuovo gasdotto verso la Cina (Power of Siberia 2) possa compensare la perdita delle esportazioni europee, la sua capacità sarà di soli 50 miliardi di metri cubi all'anno e i prezzi di vendita del gas a Pechino sono molto più bassi rispetto a quelli europei. Inoltre, l'infrastruttura deve ancora essere realizzata.

La Cina sta esercitando pressioni su Mosca affinché accetti le sue condizioni di prezzo, in seguito all'isolamento internazionale russo dopo l'invasione dell'Ucraina. Le negoziazioni tra i due Paesi per l'accordo sul gasdotto si sono arenate a causa di divergenze significative sui termini contrattuali. Mosca accusa Pechino di avanzare richieste "irragionevoli" riguardanti sia i livelli di prezzo che le quantità di gas da acquistare. La principale conseguenza delle sanzioni per Gazprom e l'industria energetica è la contrazione dei volumi delle esportazioni, che non torneranno ai livelli del 2020 prima del 2035.

Il rapporto di 151 pagine, commissionato dal management dell'azienda e scritto alla fine dello scorso anno, dimostra come le sanzioni occidentali imposte in risposta alla guerra abbiano danneggiato Gazprom e il settore energetico russo. Da quando il rapporto è stato presentato, la situazione di Gazprom è ulteriormente peggiorata, con il gruppo che ha registrato una perdita di 6,9 miliardi di dollari nel 2023.

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