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Economia
Generali, occhi del mercato sul piano. Crescono gli azionisti esteri

di Andrea Deugeni

Occhi degli azionisti Generali tutti puntati sull'Investor Day di Londra in calendario per il 27 maggio, data in cui l'amministratore delegato Mario Greco illustrerà alla comunità finanziaria le prossime strategie (e la politica dei dividendi) della compagnia assicurativa. In un'assemblea chiamata ad approvare il bilancio 2014 (ok con il 99,4%) che si è chiuso con un utile netto di 1,67 miliardi di euro in calo rispetto agli 11 miliardi del 2013 per una serie di oneri straordinari, l'attesa dei soci per il prossimo piano industriale delle Generali è stato un po' il leit motive dell'appuntamento triestino (mentre il tema del voto plurimo è rimasto sullo sfondo).

Di fronte a una platea in cui è cresciuta ancora la presenza degli azionisti istituzionali esteri (20,97% contro il 15,28% del 2014 e il 12,2% di due anni fa, ancora leggermente minore però rispetto al nocciolo duro del 21,12% degli azionisti italiani capitanati da Mediobanca), Greco ha voluto anticipare alcune linee delle prossime strategie, (che è "impaziente di presentare" e che è stato il "frutto del lavoro di 50 persone, tutte risorse interne delle Generali, affiancate da 10 prime linee e durato 6 mesi") spiegando che "si muoveranno nel solco delle stesse logiche che hanno caratterizzato il precedente piano". Logiche incentrate sulla "disciplina, la semplicità e la focalizzazione".

Il group Ceo del Leone ha fatto sapere che la compagnia "farà leva sul brand Generali e su un'offerta di prodotti e servizi eccellenti per soddisfare, fidelizzare e far crescere ulteriormente la clientela. Continuerà poi a far leva sull'eccellenza, l'efficienza e l'innovazione e proseguirà nella crescita per garantire agli azionisti una remunerazione sostenibile e progressiva". In definitiva, "stop alle cessioni (4 miliardi nell'attuale piano industriale, ndr), niente acquisizioni ma crescita per linee interne e aumento sostenibile della cedola". 

Per il resto del suo intervento, Greco ha ripercorso gli interventi degli ultimi due anni e mezzo (vedi slides sopra) e rivendicato con orgoglio i risultati raggiunti a fine 2014. Risultati che hanno centrato i target con un anno di anticipo e in un "contesto di mercato molto difficile", specialmente nel "ramo Vita alle prese on tassi  di mercato bassissimi" e nel Danni (Rc), "dove a causa della crisi si è ridotto notevolmente il parco auto".

"Il 2014 - ha aggiunto poi il manager - è stato un anno molto importante che ha chiuso una lunga fase difficile di trasformazione della compagnia, le cui premesse sono state gettate con il piano industriale del 2013 e in cui il gruppo ha registrato il target dell'aumento del 13% della redditività e ricostituito il capitale, uno dei punti critici nel 2012, prima della fine del piano".

Greco ha poi mostrato come il risultato operativo sia progressivamente cresciuto passando dai 3,479 miliardi di fine 2011 ai 4,508 dell'ultimo esercizio, grazie a due leve come "la riduzione dei costi e un costante miglioramento dell'eccellenza tecnica". Miglioramento che però, ha dovuto ammettere Greco nel rispondere a una domanda di un azionista, non si è tramutato in un corrispondente apprezzamento del titolo rispetto al confronto con i competitor Allianz e Axa.  "L'andamento delle azioni - ha specificato Greco sul tema - dipende da quello dei profitti e del dividendo (che aumenterà in maniera sostenibile nei prossimi esercizi). Nel nostro caso, rispetto ai concorrenti, c'è stato un miglioramento del risultato operativo", ma "una crescita inferiore dell'utile netto".

L'amministratore delegato infine ha passato in rassegna l'andamento dei principali mercati delle Generali come Italia, Germania, Francia (dove il Ceo di Generali France Eric Lombard "ha avviato una profonda trasformazione dal basso, riorganizzando le attività per segmento di clientela", da cui Greco si attende molto) e area Central East Europe.  Un passaggio, su richiesta di un socio, sull'uscita di uno storico manager del Leone come Sergio Balbinot, ex amministratore delegato insieme a Giovanni Perissinotto e chef insurance officer nell'attuale gestione, ora passato ad Allianz. "Sergio era il mio deputy e la sua scelta non è stata per noi gradevole". Bene il titolo in Borsa (+2,58% a 17,52 euro a metà seduta in un listino negativo).

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