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Economia

Stop ai prepensionamenti a partire dal primo gennaio 2016 e un aumento della "tassa di solidarietà" per le persone che guadagnano più di 30.000 euro l’anno e per le società con utili superiori ai 500.000 euro. L’Iva verrebbe lasciata mantenuta alle attuali aliquote del 6,5%, del 13% e del 23 %, ma aumenterebbero alcune imposte sugli alimenti e sugli alberghi. Atene sarebbe anche pronta a mantenere la controversa tassa sugli immobili, l’Enfia, che si era impegnata ad abolire quest’anno. 

Sono alcuni dei punti principali, secondo le indiscrezioni dell'ultima ora, della nuova proposta della Grecia per i creditori. Piano che offre "soluzione definitiva alla crisi e non si limita a rinviare il problema" e che il premier ellenico Alexis Tsipras presenterà lunedì al Brussels Group (ex Troika) al vertice straordinario dei capi di governo dell'Eurozona convocato dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk per sbloccare la trattativa in vista dell'erogazione dell'ultima tranche da 7,2 miliardi di euro del secondo piano di salvataggio di Atene. Aiuti necessari al Paese per pagare una parte dei rimborsi (1.6 miliardi) al Fmi entro il 30 giugno e garantire così l'operatività (pagare stipendi ai dipendenti pubblici e le pensioni) durante l'estate. 

Tsipras, che volerà a Bruxelles già in serata (anche i funzionari dell'ex Troika dovrebbero iniziare a esaminare la nuova proposta già oggi), ha riunito ad Atene tra i membri del governo. Il tempo per Atene è agli sgoccioli: mentre gli occhi dei mercati finanziari saranno puntati sul cuore del Vecchio Continente per capire quale sarà il futuro della Grecia e gli eventuali contraccolpi sull'Unione monetaria in casio di naufragio definitivo delle trattative, lunedì l’Eurogruppo dei ministri delle finanze è stato anticipato alle 12, in preparazione all’Eurosummit delle 19, che è visto come il punto di non ritorno per i negoziati sulla restituzione del prestito greco ai creditori internazionali. Il premier, domenica, ha fatto il punto con i suoi ministri sugli incessanti colloqui telefonici avuti con Angela Merkel, Francois Hollande e Jean-Claude Junker, a cui ha presentato il nuovo piano. 

Al lavoro si metteranno presto anche altri tecnici, i governatori della Bce: secondo Reuters, il board della Banca centrale europea si riunirà nella mattina di lunedì per discutere della liquidità del settore bancario greco (il cosiddetto programma Ela, che sta tenendo in vita il sistema del credito ellenico). Fonti a Francoforte e Bruxelles aggiungono che cresce l'ansia per la situazione delle banche, visto che i pre ordini per il ritiro di depositi per lunedì hanno raggiunto già 1 miliardo di euro. La scorsa settimana, i risparmiatori hanno ritirato oltre 4 miliardi di euro dalle loro banche. L'urgenza della situazione è rappresentata anche dalla decisione della Bce di ritrovarsi dopo aver innalzato oltre 84 miliardi i fondi Ela soltanto venerdì scorso: inizialmente, il programma veniva rivisto con cadenza settimanale ma negli ultimi tempi la frequenza d'intervento è stata elevata dietro la richiesta della Banca centrale greca.

Sempre secondo i rumors, all'interno del proprio piano il governo greco prevedrebbe il taglio automatico della spesa in caso di sforamento della soglia del "deficit zero" e misure fiscali permanenti pari al 2% del Pil, mentre i creditori chiederebbero interventi per il 2,5%. Da qui un'ulteriore manovrina del governo Tsipras per lo 0,5% mancante coperto da altri "provvedimenti amministrativi". L'esecutivo greco, poi, sarebbe pronto a ulteriori misure fiscali se l'accordo con i creditori includerà un taglio del debito.

Le dichiarazioni che stanno arrivando dalle parti lasciano presagire che domani si possa arrivare ad un accordo. Il presidente francese Francois Hollande, dall'Expo di Milano, ha precisato che "la Grecia ha mandato alla Commissione europea e anche alle istituzioni, quindi anche al Fondo monetario internazionale, le sue nuove proposte" e, in conferenza stampa congiunta con il numero uno delll'Elliseo, il premier Matteo Renzi, ha ribadito che "le condizioni per un accordo ci sono". Sull’eventualità della Grexit, infine, Hollande ha precisato: "Se la Grecia lasciasse l’Eurozona non sarebbe positivo né per i Greci né per gli Europei. Non è il momento per creare instabilità e volatilità". 

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