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Guerra in Iran e linea “cervellotica” di Trump, così gli Usa (verso la recessione) rischiano di essere scalzati dal petroyuan

La previsione choc degli analisti: erosione del dollaro e inizio di una nuova era

Guerra in Iran e linea “cervellotica” di Trump, così gli Usa (verso la recessione) rischiano di essere scalzati dal petroyuan
Donald Trump e Xi Jinping

La guerra in Iran non solo non è finita ma rischia pure di subire un’ulteriore escalation. Il regime di Teheran è uscito allo scoperto: “Non negoziamo con gli Stati Uniti” e la risposta di Trump è stata quella di mandare militari sul campo. Naturalmente questo prolungato conflitto sta anche provocando una crisi energetica dovuta al blocco delle navi che transitano dallo stretto di Hormuz da parte del regime iraniano. Ma gli analisti mettono in allarme sulle conseguenze di questi continui cambi di rotta da parte degli Stati Uniti, anche perché i mercati sono agitati, il prezzo del petrolio riprende a salire e le Borse mondiali continuano a essere instabili, con lievi rialzi e poi crolli.

Sugli Usa pende adesso anche un rischio recessione, secondo Moody’s Analytics infatti la possibilità che questo avvenga è del 48,6% nei prossimi 12 mesi, mentre per Goldman Sachs è al 30%. Percentuali alte, che indicano il rischio concreto che questo succeda. Secondo Mallika Sachdeva, strategist di Deutsche Bank, la guerra in Iran “potrebbe essere il catalizzatore per l’erosione del dominio del petrodollaro e l’inizio della nascita del petroyuan“. In tempi normali, secondo quanto riportato da Cnbc, il rischio di una recessione in 12 mesi è del 20%. “I rischi sono elevati e in aumento. La minaccia di una recessione è reale“, ha detto Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics.

Ma che cos’è il petroyuan?

Si tratta dello yuan cinese utilizzato per regolare i prezzi internazionali del petrolio. La Cina sta spingendo, soprattutto in questa fase di grande incertezza mondiale, per internazionalizzare la valuta cinese e ridurre la dipendenza globale dal dollaro, specialmente negli scambi energetici di paesi come Russia, Iran e Arabia Saudita. Questa mossa stravolgerebbe tutti gli attuali parametri ma sarebbe soprattutto una mazzata per gli Stati Uniti di Trump. Una recessione degli Usa potrebbe però portare a questa epocale svolta. Difficile prevedere ora però se possa portare vantaggi o addirittura maggiori svantaggi.