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Economia
HuffPost Italia nelle mire di Gedi. Ma BuzzFeed non mollerà la presa

Pare che alla notizia del deal fra BuzzFeed e HuffPost, che nel nostro Paese controlla con il 51% in joint venture con Gedi HuffPost Italia, nel gruppo editoriale di John Elkann si siano fregati le mani. Secondo quanto rivelano infatti alcune fonti interne ad Affaritaliani.it, il top management della parte web di Gedi vede con favore l’acquisto da parte del giovanile e aggressivo sito fondato da Jonah Peretti del più blasonato giornale, sempre digitale, HuffPost.

Il motivo? A detta della prima linea di Gedi, l’operazione al di là dell'Atlantico potrebbe favorire a valle un passaggio di consegne del controllo nel capitale dell'edizione italiana, con John Elkann che potrebbe mettere le mani anche sul restante 51% della joint venture. Operazione da sempre accarezzata anche nella precedente gestione quando alla tolda di comando di HuffPost Italia c'era Lucia Annunziata

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Il presidente di Gedi John Elkann

Difficile capire se negli accordi del 2012 siglati allora fra il gruppo Espresso dei De Benedetti e Huffington Post Mediagroup (controllata da Aolprima del passaggio a Verizon), ci siano anche delle opzioni contrattuali di acquisto in caso di cambio di proprietà (ora BuzzFeed), opzioni che corroborino questo scenario.

Certo è che, anche se nell’annunciare il deal BuzzFeed e HuffPost hanno fatto sapere che le divisioni notizie continueranno ad avere missioni separate e collaborazione e scambio di contenuti avverranno tenendo divise tutte le galassie delle rispettive piattaforme, è difficile credere che proprio Peretti, che nel 2005 diede vita negli States con Arianna Huffington a quello che in breve tempo è diventato uno dei siti più seguiti al mondo, lasci molto facilmente preziosi avamposti dell’informazione online nel Vecchio Continente: informazione sul web significa lettori che, anche se è un mercato dominato dagli Over-The-Top Google e Facebook, consentono di raccogliere la pubblicità e di fatturare. 

"Ho ricordi vividi della crescita di HuffPost in un importante canale di notizie nei suoi primi anni, ma BuzzFeed sta effettuando questa acquisizione perché crediamo nel futuro di HuffPost e nel potenziale (ora un po' offuscato negli Usa, ndr) che ha per continuare a definire il panorama dei media per gli anni a venire", ha spiegato infatti Peretti in una nota.

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Il direttore di Repubblica Maurizio Molinari

L’espansione internazionale del The Huffington Post, diventato poi nel 2016 semplicemente HuffPost, avviata nel 2011 è avvenuta con un format societario simile in tutti i Paesi fuori dai confini a stelle e strisce. E cioè attraverso tante joint venture siglate con i principali gruppi editoriali nazionali, in cui il blasonato giornale online fondato dalla Huffington forniva la tecnologia, appoggiandosi poi agli attori locali per la costruzione del prodotto: i focus editoriali erano diversi a seconda dei principali argomenti d’interesse nazionali.

Ecco, ora che il più americanocentrico BuzzFeed, noto per i suoi quiz ma con il pallino per le notizie e gli insight giornalisticia caccia di lettori e ricavi per superare le difficoltà dell’editoria dopo l’avvento dei giganti mangia-pubblicità della Silicon Valley, ha messo le mani su un altro colosso dei media digitali maggiormente articolato all’estero, è difficile che molli la presa sulle edizioni europee (in Francia la jv è stata realizzata con Le Monde e in Spagna con El Pais) di HuffPost.

Quindi, fanno notare gli addetti ai lavori, è molto probabile che dopo il closing definitivo nel 2021 fra BuzzFeed e Verizon (big player Usa delle connessioni wireless che i contenuti non li produce in casa) nel medio periodo gli interessi di Gedi e quelli di Peretti arrivino a cozzare. E' solo questione di tempo. 

Dunque nel consolidamento editoriale per HuffPost Italia, come diceva nel lontano '97 Piero Chiambretti a Sanremo, “comunque vada sarà un successo”? Non proprio. A parte il male minore della revisione della linea editoriale che si prospetterà quando il Ceo di BuzzFeed deciderà di prendere effettivamente in mano le redini delle nuove piattaforme, gli addetti ai lavori spiegano che i giornalisti dell’edizione italiana devono paradossalmente sperare che le leve del comando restino agli americani. 

Proprio così. Si vocifera infatti che la vision di lungo periodo di John Elkann per il proprio impero editoriale sia quella della semplificazione dell’informazione online di gruppo per arrivare alla creazione del primo grande giornale italiano liberal e conservatore. HuffPost Italia, come Stampa.it, verrebbe cannibalizzato da Repubblica.it, testata dominante agenda-setter da non offuscare e su cui concentrare gli sforzi industriali per arrivare al "New York Times" italiano. Scenario che giocoforza porterebbe in dote anche razionalizzazioni nei corpi redazionali. Fanta-editoria? Niente affatto, chi segue da vicino le sorti di Gedi spiega che l'orizzonte è questo. 

@andreadeugeni

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