Immobiliare, i prezzi della case usate salgono dello 0,6% nel secondo trimestre del 2026. Su base annua la crescita è del 4,1%
I prezzi delle abitazioni usate in Italia continuano a salire. Nel secondo trimestre del 2026, secondo l’ultimo report di idealista, i valori
sono cresciuti dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, portando la media nazionale a 1.903 euro al metro quadro. Su base mensile i prezzi si mantengono stabili, mentre su base annua la crescita si attesta al 4,1%. Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio Studi di idealista, commenta: “Il secondo trimestre 2026 conferma la crescita dei prezzi delle case usate in Italia, in un mercato sostenuto da una domanda che resta solida e da uno stock in costante e progressiva contrazione. I principali mercati riflettono questa tendenza, con un aumento generalizzato dei valori. Fa eccezione Milano, dove i segnali di raffreddamento iniziano a riflettersi sui prezzi — una dinamica che, complice anche il recente rialzo dei tassi deciso dalla BCE, nei prossimi mesi potrebbe estendersi ad altre piazze”.
Capoluoghi
Nel trimestre primaverile, il 64% dei capoluoghi monitorati ha registrato un aumento dei prezzi delle abitazioni usate. Le performance migliori si registrano a Nuoro (6,9%), Crotone (5,3%), Lodi (4,6%) e Verona (3,9%). Tra i grandi centri urbani crescono Torino (3,7%), Palermo (2,3%), Roma (1,8%), Bari (1,6%), Genova (1,5%), Venezia (1,2%) e Napoli (1,1%). Più contenuti gli incrementi di Firenze (0,5%) e Catania (0,2%). In calo Milano (-0,5%) e Cagliari (-1,1%). Stabile Oristano; mentre i ribassi più consistenti si registrano a Barletta (-4,1%), Campobasso (-4%) e Ascoli Piceno (-3,5%).
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Milano resta il capoluogo più costoso con un prezzo medio di 5.165 euro/m², seguita da Venezia (4.958 euro/m²), Bolzano (4.793 euro/m²) e Firenze (4.623 euro/m²). Roma si colloca al sesto posto con 3.429 euro/m², dopo Bologna (3.720 euro/m²). Le città più economiche sono Caltanissetta (655 euro/m²), Ragusa (735 euro/m²) e Biella (772 euro/m²).
Province
Anche a livello provinciale prevalgono i rialzi, con il 58% delle aree in crescita. Guidano Verona (7%), Vercelli (4,3%) e Oristano (3,9%). In aumento sia la provincia di Roma (1,6%) che l’hinterland di Milano (1,2%). Stabili nel trimestre Bergamo, Rovigo, La Spezia, Nuoro, Savona,
Pavia e Foggia.
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Le flessioni più marcate si registrano a Belluno (-8,9%), Sondrio (-5%) e Aosta (-4,3%). A giugno 2026, la provincia più cara è Bolzano (4.610 euro/m²), seguita da Milano (3.797 euro/m²), Lucca (3.302 euro/m²) e Firenze (3.230 euro/m²). Le più accessibili sono Biella (614
euro/m²), Caltanissetta (622 euro/m²) e Isernia (653 euro/m²).
Regioni
I rincari hanno interessato 14 regioni su 20. In testa Friuli-Venezia Giulia (2,9%), Veneto (1,6%) e Lombardia (1,5%). Incrementi superiori alla media nazionale anche per Emilia-Romagna (1,2%), Lazio (1%), Liguria (0,8%), Piemonte e Marche (entrambe +0,7%). Campania e Umbria si attestano allo 0,6%, in linea con la media italiana. Stabile la Toscana. Cinque le regioni in calo, con il ribasso più significativo in Valle d’Aosta (-4,3%), seguita da Molise (-1,2%). Marginali i cali di Sardegna, Basilicata (-0,3%) e Abruzzo (-0,1%).
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Sul fronte dei valori, il Trentino-Alto Adige si conferma la regione più cara con 3.281 euro/m², seguita da Liguria (2.549 euro/m²), Toscana (2.464 euro/m²) e Valle d’Aosta (2.420 euro/m²). Sopra la media nazionale di 1.903 euro/m² anche Lombardia (2.414 euro/m²), Lazio (2.224 euro/m²), Emilia-Romagna (1.957 euro/m²) e Veneto (1.918 euro/m²). Le regioni più accessibili restano Molise (900 euro/m²) e Calabria (922 euro/m²), le uniche sotto la soglia dei 1.000 euro/m².
L’indice dei valori immobiliari di idealista aggiornato
A partire dal rapporto relativo al secondo trimestre del 2022, abbiamo aggiornato la metodologia di calcolo per la determinazione del prezzo delle abitazioni rimuovendo gli annunci di aste dal campione storico di idealista (da gennaio 2012 ad oggi). Tale approccio permette di minimizzare le distorsioni statistiche derivanti dai prezzi di questi annunci, che non rispecchiano l’effettiva richiesta del proprietario, ma ilprezzo di base d’asta (prezzo inferiore al suo valore), e garantisce la massima accuratezza del nostro report. Dal 2021 abbiamo osservato una presenza crescente di annunci di aste sul portale, soprattutto nelle aree urbane, da qui la scelta di intervenire per rimuovere gli annunci prima di procedere al calcolo per minimizzare le distorsioni del campione e far sì che le serie di prezzi generate siano più stabili e rappresentino al meglio i prezzi di offerta.
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Nel 2019 idealista aveva introdotto una nuova metodologia di calcolo tesa a rendere la nostra analisi dell’evoluzione dei prezzi, specialmente in aree di piccole dimensioni, ancora più robusta che in passato. Per evitare salti nella nostra serie, i dati dal 2007 erano stati ricalcolati con la nuova metodologia. Su raccomandazione del team statistico di idealista/data, divisione specializzata nella gestione di grandi volumi di informazioni e nel data modeling, avevamo aggiornato la formula per indicare il prezzo medio con maggiore certezza: oltre a eliminare gli annunci atipici e con i prezzi fuori mercato, si calcola il valore mediano invece del valore medio. Con questo cambiamento, oltre ad affinare ulteriormente il nostro indice rendendolo più rispondente alla realtà del mercato, omologhiamo la nostra metodologia a quelle applicate in altri Paesi per ottenere dati immobiliari. Tra le tipologie immobiliari che compongono il campione da analizzare, vengono incluse le case unifamiliari (viletta o chalet), mentre sono esclusi gli immobili, di qualsiasi tipo, che sono rimaste nel nostro database senza ottenere interazioni utente per molto tempo. Inoltre, a partire da questo mese sono state scartate anche le aste. Il rapporto è sempre basato sui prezzi di offerta pubblicati dagli inserzionisti di idealista.

