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Economia
Crisi Benetton, ecco che cosa non torna: Luciano, ennesimo "scarica barile"

Crisi Benetton, ecco che cosa non torna

Ad alimentare il giallo sulla crisi finanziaria del suo gruppo è lo stesso Luciano Benetton. “Saremo intorno ai 100 milioni di euro”, rispondeva il fondatore del brand d’abbigliamento nell’intervista rilasciata al Corriere dove è emerso il “buco” di bilancio. Cifra, poi, in realtà più che raddoppiata a 230 milioni di euro.

Poi, anche le dure accuse all’amministratore delegato (ormai ex, sostituito da Claudio Sforza) Massimo Renon, additato come causa principale della forte perdita netta del gruppo. Ma, come ricorda Franco Bechis su Open, non è la prima volta che Luciano Benetton si accorge dei guai e dei responsabili solo a cose già fatte.

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Nel 2017, infatti, precisamente il 30 novembre, il capostipite della famiglia spiegava su Repubblica il suo ritorno al comando della azienda in questo modo: “La gestione è stata malavitosa, ma non in senso criminale. Il bilancio è in rosso e gli errori sono incomprensibili. Come se chi governava l’azienda l’avesse fatto apposta”.

“Mentre gli altri ci imitavano”, diceva Luciano Benetton, “la United Colors spegneva i suoi colori. Ci siamo sconfitti da soli. I negozi, che erano pozzi di luce, sono diventati bui e tristi come quelli della Polonia comunista. E parlo di Milano, Roma, Parigi… Abbiamo chiuso in Sudamerica e negli Usa”.

Come ricorda ancora Open, lo stesso comportamento lo ebbe anche nel 2019, per segnare un confine fra l’irresponsabilità della famiglia e quella del management allora guidato da Giovanni Castellucci, un anno dopo la terribile tragedia del ponte Morandi.

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In entrambi i casi un pizzico di scetticismo ha accompagnato le rivelazioni di Luciano Benetton. Scetticismo, questo, riapparso in questi giorni con i conti malandati di Benetton group.

Come scrive Open, alla presidenza di questa società non c’era appunto Luciano, contrariamente a quanto scritto, ma sedeva comunque un suo manager di fiducia: Christian Coco, che dal 2015 è il direttore degli investimenti della holding di famiglia, Edizione, e siede pure nei cda di molte società del gruppo fra cui Mundys, Telepass, Benetton srl e Cellnex Telecom.

In quest’ultimo caso, quindi, il deficit nei conti dovrebbe essere stato occultato non solo al proprietario, ovvero Luciano Benetton, ma anche al presidente della società, e dunque Coco, che gode della massima fiducia. Infatti, verrà riconfermato anche dopo la conclusione del rapporto con l’ex Ad di Renon.






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