I medici di famiglia potranno lavorare nelle Case di comunità fino a 6 ore a settimana per 48 settimane l’anno. Il compenso previsto è di 38,72 euro l’ora, oltre oneri. L’accordo è stato firmato da Sisac con Fimmg e Fmt. Smi e Snami non hanno sottoscritto il testo. L’intesa dovrà completare l’iter entro il 30 giugno 2026, scadenza legata al Pnrr.
Case di comunità, cosa prevede l’accordo per i medici di famiglia
Il contratto introduce l’obbligo per i medici di medicina generale di prestare attività nelle Case di comunità fino a un massimo di 6 ore settimanali. Le ore saranno distribuite su 48 settimane l’anno, nella fascia tra le 8 e le 20.
I turni dovranno durare almeno 3 ore continuative. La tariffa è nazionale. Per ogni ora di attività nelle strutture territoriali il medico riceverà 38,72 euro, oltre agli oneri previsti.
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La singola Azienda sanitaria dovrà definire il fabbisogno orario della struttura. Prima saranno impiegati i professionisti già assegnati ad attività orarie. Le ore residue saranno poi distribuite tra i medici del territorio collegato alla Casa di comunità, sentito il referente dell’AFT dove presente.
Accordo medici di famiglia e Case di comunità: chi ha firmato e chi ha detto no
L’ipotesi di accordo è stata firmata da Sisac, in rappresentanza delle Regioni, e dai sindacati Fimmg e Fmt. Non hanno invece sottoscritto l’accordo Smi e Snami. Il testo arriva dopo l’intesa politica tra ministero della Salute e Regioni e serve a rendere operative le Case di comunità entro le scadenze previste.
La scelta del contratto sostituisce la strada della riforma per decreto, che aveva incontrato ostacoli politici. Il risultato è una soluzione negoziata con una cornice oraria definita e una tariffa unica nazionale.
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Per i cittadini, la novità riguarda l’accesso ai servizi territoriali. Le Case di comunità dovrebbero concentrare assistenza primaria, infermieristica, specialistica di base e presa in carico dei pazienti cronici. La presenza dei medici di famiglia è uno dei passaggi necessari per far funzionare le strutture oltre l’inaugurazione formale.
Medici di famiglia e Case di comunità: cosa cambia per pazienti e ambulatori
Le 6 ore settimanali non cancellano l’attività nello studio del medico di famiglia. Si aggiungono alla normale organizzazione dell’assistenza, secondo i fabbisogni indicati dalle aziende sanitarie. Il coordinamento locale sarà decisivo per evitare sovrapposizioni tra ambulatori, turni e Case di comunità.
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Il calendario resta stretto. L’accordo deve completare i passaggi amministrativi entro il 30 giugno 2026. Solo dopo l’entrata in vigore sarà possibile misurare quante ore verranno effettivamente attivate e in quali territori.

