Antibiotici vietati in Ue e pesticidi, Prandini (Coldiretti) lancia l'allarme: "Mercosur? Dalla carne al riso: così importeremo prodotti che utilizzano agrofarmaci"  - Affaritaliani.it

Economia

Ultimo aggiornamento: 17:23

Antibiotici vietati in Ue e pesticidi, Prandini (Coldiretti) lancia l'allarme: "Mercosur? Dalla carne al riso: così importeremo prodotti che utilizzano agrofarmaci" 

Il presidente Ettore Prandini lancia l’allarme sui rischi che l’accordo Mercosur avrà sull’agricoltura italiana ed europea

di Chiara Feleppa

Mercosur, Prandini (Coldiretti): "L'Europa è ipocrita, predica sui diritti ma importa da Paesi dove si sfrutta la manodopera minorile"

Mentre l’Europa predica sostenibilità, diritti del lavoro e sicurezza alimentare, rischia di aprire le proprie frontiere a prodotti che quelle stesse regole non le rispettano. È questo il nodo dell’accordo tra Unione Europea e Mercosur, un’intesa commerciale che si avvia - dopo l'ok di questa mattina arrivato  nel corso della riunione del Coreper - a ridisegnare il futuro dell’agroalimentare europeo. Ne è certo Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti, che ad Affaritaliani evidenzia come l'accordo, agognato e rincorso da molti e ostacolato e affossato da altri per ben venticinque anni, sia in realtà un pozzo di interrogativi sui temi della concorrenza, della tutela dei lavoratori e degli standard ambientali. 

Sul tavolo non solo dazi e percentuali, ma il modello di sviluppo che l’Europa intende difendere: da una parte filiere agricole vincolate da norme sempre più stringenti, dall’altra mercati extraeuropei accusati di sfruttamento della manodopera minorile e uso di agrofarmaci vietati. "Non si può ignorare il tema del rispetto del lavoro. Nei Paesi del Mercosur si sfrutta la manodopera minorile e si utilizzano agrofarmaci: è la quotidianità. È paradossale che in Europa e in Italia ci siano leggi contro il caporalato, e poi si stipulino accordi con paesi che sfruttano la manodopera minorile, tra l'altro senza garanzie sulla salute. È un atteggiamento ipocrita: vuol dire essere duri e rigidi internamente, per poi girarsi e non vedere ciò che si pretende essere un elemento di tutela", sottolinea Prandini. 

La palla nelle mani di von der Leyen

Da Coldiretti resta un'amara insoddisfazione per l'esito dell'accordo, pur riconoscendo lo "sforzo enorme" fatto dal governo italiano. Secondo Prandini, il lavoro svolto nelle ultime ore dal ministro Lollobrigida, con l’appoggio del Presidente del Consiglio, ha permesso di innalzare i livelli di garanzie richiesti: “Le nostre richieste sono state inserite nero su bianco per l’80%, ma ci sono ancora alcune lacune sui temi della reciprocità, inseriti nei testi solo in parte. Sarà la Commissione Europea, con Ursula von der Leyen, a definire il testo finale e ci auguriamo che recepisca le indicazioni arrivate dai vari governi”, ha detto Prandini.

Un tema, quello della reciprocità, che potrà essere anche applicato per singoli comparti: "Se un settore industriale non la ritiene utile, è una loro scelta, ma per l’agricoltura i rischi rimangono alti, perché molti mercati esteri non rispettano le nostre regole”, ha ribadito il Presidente di Coldiretti. Bene, a questo proposito, l'abbassamento dall’8% al 5% della soglia per l’avvio di indagini sui prodotti agricoli sensibili, in caso di possibili turbamenti del mercato, come richiesto dall’Italia per garantire una maggiore tutela agli agricoltori, ma le preoccupazioni rimangono, a partire dal fatto che "l’accordo con il Mercosur farà da precedente per i futuri accordi di libero scambio".

Secondo Prandini, in questa fase di particolare attenzione politica, "riuscire a inserire alcune garanzie è fondamentale, perché renderà più semplice ottenerle anche in futuro. In caso contrario, sarà molto più difficile introdurle nei prossimi negoziati, a partire da quelli con India e Vietnam". 

Le filiere a rischio

Per Coldiretti, le filiere maggiormente esposte sono quelle agricole, in particolare i settori delle carni bianche e delle carni rosse. Preoccupazioni emergono anche per il comparto dello zucchero, del riso e per il settore cerealicolo, dove permangono ancora diverse criticità. Dal Mercosur, sostiene Coldiretti, arriveranno 300 milioni di Kg di carne di manzo e di pollo dalle allevamenti dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di kg di riso coltivato con l'uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di kg di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori.

"È paradossale poter importare prodotti che utilizzano agrofarmaci, anche se si parla di una percentuale prevista come limite. Noi non vogliamo percentuali, né tanto meno risorse a compensazione, perchè quando si parla di compensazione si parte dal presupposto che ci sarà un danno. Noi abbiamo regole rigidissime, eppure favoriamo l’importazione di prodotti che non le rispettano", prosegue. Poi la stoccata a Confindustria, elogiata in conferenza stampa da Meloni nel corso della mattinata di oggi. "Bene la collaborazione", ha detto il Presidente del Consiglio, che ha riscontrato "grande solidarietà nel nostro sistema economico".

Una posizione, quella degli industriali, che sembra discostarsi da quella del comparto agricolo. "In assenza di regole comuni, diventa più semplice delocalizzare le attività produttive: chi opera in Paesi dove i costi sono più bassi, a parità di facilitazioni, avrà convenienza a spostare la produzione. Un’opzione che l’agricoltura non può permettersi e che non intende perseguire", rimarca Prandini. "Proprio per questo preoccupa il rischio che l’agroalimentare venga sacrificato come merce di scambio per favorire altri comparti produttivi".

Se, insomma, Confindustria potrà dirsi soddisfatta dell’accordo, lo stesso non varrà per il mondo agricolo: "Se von der Leyen non inserirà il tema della reciprocità, la nostra battaglia continuerà. Saremo il 20, a Strasburgo, per manifestare e farci sentire", conclude. 

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