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Economia
Moda, rallenta il menswear. Bene l'export, ma in Italia è crisi nera
Sfilata Y-3 a Parigi - Moda Uomo Autunno Inverno 2014/2015

La moda maschile italiana archivia il 2013 con una dinamica di lieve calo, pari al -0,6%, assestandosi sugli 8,5 miliardi di euro. Al risultato della contribuiscono positivamente le vendite estere, in crescita del +4,3%, mentre il mercato domestico resta in territorio negativo, evidenziando un nuovo gravoso peggioramento (-9,3%).

E' quanto emerge da uno studio di Sistema moda Italia (Smi), reso noto alla vigilia dell'apertura di Pitti Immagine uomo, da domani alla Fortezza da Basso di Firenze.

Con riferimento ai comparti lo studio rileva una tenuta del fatturato per la maglieria maschile (+0,1%), mentre sia la camiceria maschile sia il vestiario uomo flettono del -1%.

Cresce, invece, l'abbigliamento in pelle (+5,1%), mentre le cravatte continuano a perdere terreno, cedendo il -6%. Il valore della produzione conferma la dinamica positiva, sperimentata gia' nel biennio 2011-12, registrando un +1%.

Grazie ad una crescita del +4,3%, l'export si porta sui 5,3 miliardi di euro; in tal modo, l'incidenza sul fatturato passa al 61,8%, guadagnando quasi tre punti percentuali in soli dodici mesi. Per il secondo anno consecutivo l'import accusa, invece, un decremento, nella misura del -4,4%.

Dalla ricerca emerge l'ottima performance dei mercati extra-UE, che nel 2013 hanno palesato un incremento pari al +7,4%; anche il mercato intracomunitario torna comunque interessato da una dinamica di aumento, nella misura del +1,4%. Il mercato UE si conferma, tuttavia, il maggior acquirente, con una quota del 52,1% sull'export totale di settore.

Gli Usa, terzo mercato di sbocco del menswear italiano, presentano un incremento del +2%, la Russia del +1,2%, mentre il Giappone non va oltre un +0,7%. Il maggior dinamismo si registra per l'export diretto in Corea del Sud, Cina e Hong Kong, in crescita rispettivamente del +35%, del +29,5% e del +18%. Invece per il mercato interno, per il quinto anno consecutivo le rilevazioni indicano una diminuzione del sell-out per la moda maschile pari al -9,3% con riferimento all'anno solare 2013. Nell'arco dei dodici mesi del 2013, tutte le merceologie hanno sperimentato contrazioni della spesa delle famiglie italiane.

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