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A2A, economia circolare e transizione green: “costruiamo il futuro, adesso”

Renato Mazzoncini, CEO di A2A è intervenuto nella prima edizione di “Costruiamo il futuro, adesso”. Al centro l’esempio di transizione green dell’azienda.

Si è tenuta oggi la prima edizione di “Costruiamo il futuro, adesso” il forum che ha analizzato i temi chiave del 2021: infrastrutture, economia circolare e transizione energetica.

Protagonisti sono stati Alex Araujo, gestore di M&G (Lux) Global Listed Infrastructure e Manuel Pozzi, Investment Director del Team Italia di M&G, con un ospite d’eccezione, Renato Mazzoncini, CEO di A2A per raccontare l’esempio virtuoso di transizione green che sta vivendo un’importante azienda italiana.

Economia circolare e transizione energetica sono al centro del piano decennale di A2A presentato a Gennaio, e sono al centro del Green Deal europeo e del piano di ripartenza economica nazionale presentato dal Governo in questi giorni, si parla di 31 miliardi di euro in infrastrutture e trasporti e 70 miliardi di euro in transizione energetica.

L'intervento di Mazzoncini (A2A): "Nella transizione energetica siamo a buon punto: sappiamo cosa fare. Quello su cui ci sarà molto da investire è l’economia circolare."

Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A, ha affermato nel suo intervento: “È molto importante, dato che la pandemia ha disorientato tutti che il Green Deal europeo è partito nel 2019, la Next generation EU è un agreement partito prima della pandemia.

Ho partecipato con un gruppo di esperti alla Cop25 che si è tenuta nell’ottobre del 2019 a Madrid, in cui abbiamo presentato una road map al 2050 in cui lavorando sulle infrastrutture dei 4 settori chiave: industry, building, mobility e energy production spiegavamo come era possibile arrivare al 2050 a zero emissioni di CO2. Per potersi occupare davvero della transizione ecologica, dell’economia circolare e della transizione energetica occorrono infrastrutture, quindi è molto importante dire che aziende come A2A sono aziende che investono in infrastrutture per la transizione ecologica. Quando si investe in infrastrutture, il vero tema è che sono per natura investimenti di lungo periodo ed è vitale che siano investimenti che abbiano una visione chiara dal punto di vista strategico. A gennaio di quest’anno abbiamo lanciato un piano industriale che prevede 16 miliardi di euro di investimenti in questa decade chiave, in cui si metteranno a terra i principali pilastri di questa transizione, che prevede il raddoppio dell’EBITDA e gli investimenti che passano da una media di 650 milioni di euro all’anno a 1,6 miliardi. Siamo in questo straordinario mainstream – continua l’ingegner Mazzoncini – che è la transizione energetica e l’economia circolare. Tutta Europa e tutto il mondo passerà tramite investimenti in questi campi, la corrente è a favore e bisogna saperla navigare bene. I nostri 16 miliardi che sono investimenti che facciamo con il nostro flusso di cassa si possono sommare agli investimenti che arriveranno dal Recovery perché abbiamo ben 8 miliardi di investimento in settori chiave del Recovery (economia circolare, delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica, del riscaldamento, mobilità elettrica) è come se abbiamo predisposto un framework dove i nostri investimenti possono accogliere come capacità di messa a terra gli investimenti provenienti dal Recovery.

Siamo in contatto settimanalmente con il Ministro Cingolani che sta definendo quali sono i settori in cui verranno collocate le risorse, questo verrà fatto tramite bandi a cui parteciperanno le aziende che saranno in grado di mettere a terra gli investimenti entro il 2026, A2A è il primo player in tutto il mondo dell’ambiente in Italia e il secondo player dell’energia, quindi ha la struttura tecnica per realizzare gli investimenti. Siamo ottimisti, dico sempre che oggi c’è un’accelerazione sugli impianti solari, eolici, batterie, idrogeno perché abbiamo trovato la soluzione dal punto di vista tecnico, sappiamo cosa fare. C’è solo da realizzarli, è come se la mia testa si sposta al 2050 e il problema energetico è già risolto. Si pensi solo al fatto che in un’ora arriva sulla terra tutta l’energia che consuma l’umanità in un anno, i miei figli e i miei nipoti non avranno più il problema dell’energia, nel senso che avremmo messo sul pianeta le attrezzature che ci serviranno.

Quello su cui ci sarà molto da investire – spiega l’AD di A2A – è l’economia circolare. Quest’anno l’Earth Overshoot Day (giorno dell’esaurimento delle risorse sul pianeta) è stato il 22 di Agosto e l’anno scorso il 19 di Luglio, se non facciamo niente diventerà entro il 2030 il 2 di Maggio, vuol dire che entro aprile abbiamo finito le risorse sul pianeta e ci servirebbero 3 pianeti per sopravvivere; parlo dell’acqua, parlo delle materie prime e delle risorse naturali. Questo è un problema gigantesco che non abbiamo ancora risolto perché ci vogliono solidi investimenti sull’industria che realizza prodotti per ottimizzare lo smaltimento e il riciclo, non possiamo mandare in discarica tutti i prodotti, dobbiamo recuperare il 65% a materia, riciclare e recuperare il resto in energia; su questo servono impianti e c’è tanto da lavorare. La stragrande maggioranza dell’acqua sul pianeta che viene utilizzata non viene depurata, torna in natura inquinata e non può rientrare nel riciclo. Nella prossima decade ci saranno degli investimenti enormi perché è la vera emergenza del pianeta, il focus tra 2021 e 2025 sarà ancora sull’energia rinnovabile perché è diventata un aria di confrot, nel senso che si sa che investendo in quel settore c’è una redditività, ma immediatamente dopo gli investimenti dovranno per forza spostarsi nelle infrastrutture per l’economia circolare perché quella è la vera emergenza.

Sugli investimenti, la redditività e gli utili Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A spiega che: “Quest’anno, in un momento critico per tutto il pianeta, abbiamo avuto un EBITDA ordinario identico al 2019 e abbiamo avuto 18% in più di investimenti realizzati e un incremento del dividendo del 3%. Quello che abbiamo previsto è una crescita di almeno il 3% all’anno. Devo dire che siccome l’utile netto è atteso crescere fino a 650 milioni di euro è evidente che ci sarà spazio per una crescita del dividendo maggiore.

Stiamo parlando di un settore che ha altri aspetti estremamente positivi, per esempio la nostra azienda si occupa di rete elettrica e di rete dell’acqua sono grandi settori regolati con delle autorità che hanno fissato livelli di remunerazione molto interessanti e c’è una necessità di incremento degli investimenti enormi. Tornando alla mobility nel 2030 si attende che il 50% delle automobili vendute saranno elettriche si capisce che non è necessario avere solamente delle pale eoliche o dei pannelli solari per produrre energia green, ma è necessario avere delle reti di distribuzione sia a livello nazionale che urbano che siano in grado di supportare la potenza e la crescita di potenza. A2A che gestisce la rete elettrica di Milano, dopo Enel è la seconda azienda per la dimensione della rete elettrica in Italia, ha previsto un piano di investimenti con il 70% degli investimenti sulla rete elettrica in sviluppo per aumentare  la potenza e raddoppiare la potenza di picco della rete elettrica passando da 1.7 giga a 3.2 giga. Praticamente vuol dire che Milano tra il 1975 e oggi ha visto un incremento di una sola cabina elettrica primaria (che sono quelle che collegano la città con la rete di Terna) passando da 8 a 9 cabine, invece in questi 10 anni ne faremo altre 7. Raddoppieremo la capacità di Milano di collegarsi alla rete elettrica.”

 

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