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Il futuro delle infrastrutture. Brunini: “Più connettività intercontinentale”
Foto di Jared Murray

Il futuro delle infrastrutture per un’Europa più vicina, presentato il Rapporto OTI dell’Osservatorio Territoriale delle Infrastrutture 2020

Connettere il Nord con il resto dell’Italia e con l’Europa. Questa la priorità del Paese per l’immediato futuro, annosa questione tutta italiana che ancora, nel 2021, vede gravi ritardi e rallentamenti nella costruzione e nell’ammodernamento di infrastrutture cruciali. Se ne è parlato nel corso dell’evento “Il futuro delle infrastrutture per un’Europa più vicina”, durante il quale è stato presentato il Rapporto OTI dell’Osservatorio Territoriale delle Infrastrutture 2020.

Si è così avuto modo di riflettere e discutere sulle evidenze emerse dal monitoraggio della costruzione delle opere, rallentato dalla pandemia, e dello stato conservativo dei principali assi sul territorio. Si è discusso sulla necessità di realizzare in maniera tempestiva nuovi interventi e si è sottolineato il ruolo strategico del trasporto delle merci e della logistica, veri driver per la crescita delle imprese e l'attrattività dei territori.

Nel corso della mattina si sono ascoltati gli interventi di Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Alessandro Spada, presidente di Assolombarda, Umberto Lebruto,  amministratore delegato di FS Sistemi Urbani, Armando Brunini, amministratore delegato di SEA Aeroporti di Milano, Matteo Gasparato, il Presidente UIR-Unione degli Interporti Riuniti, Mario Virano, direttore denerale TELT, Marco Bucci, commissario straordinario per la Ricostruzione e Sindaco di Genova, Guido Ottolenghi, Presidente Comitato Tecnico Logistica e Trasporti di Confindustria, Giorgio Marsiaj, presidente dell'Unione Industriali di Torino, Enrico Carraro, presidente di Confidustria Veneto, Vittorio Biondi, direttore Politiche Industriali e Competitività del Territorio Assolombarda e Giovanni Mondini, presidente di Confidustria Genova. A moderare l'incontro Stefano Cingolani, Editorialista de Il Foglio

Connettività intercontinentale e intermodalità: le scelte strategiche per la competitività del Nord

Superato il vero ostacolo della connettività fra il Nord e il resto del territorio italiano, il secondo punto da affrontare non è la connessione del Paese con l’Europa, bensì con il mondo. Durante la prima tavola rotonda della mattina, infatti, è emersa la necessità non semplicemente di più intermodalità, ma anche e soprattutto di maggiore connettività intercontinentale.

“Questo rapporto è un lavoro estremamente utile, che tiene sotto controllo l’avanzamento di sessantotto opere cruciali per collegamenti del Nord Italia, che è un ottimo pungolo annuale e costante”, ha commentato Amando Brunini, amministratore delegato di SEA Aeroporti di Milano, in riferimento al Rapporto OTI da Vittorio Biondi, direttore Politiche Industriali e Competitività del Territorio Assolombarda.

“Dato il tremendo scenario della pandemia, è indubbio che la nostra industria stia sul triste podio dei settori più colpiti. Solo in questo ultimo periodo stiamo registrando dei dati in positivo e oggi ci troviamo al -80% rispetto al 2019”, spiega Brunini. “È da un anno e mezzo quindi che lavoriamo al 15% della nostra capacità. Il ritorno alla normalità sarà molto lento, è difficile fare previsioni precise ma i nostri scenari ci dicono che torneremo ai volumi pre-Covid probabilmente non prima del 2024-2025, e troveremo sicuramente un mercato diverso. Avremo un traffico diverso di passeggeri, meno passeggeri business, considerato il quasi sicuro mantenimento dello smart working, che avrà un impatto notevole. Ci aspettiamo invece un rialzo dei viaggi per vacanza in giro per il mondo”.

“La sfida ambientale era e rimane in cima alla nostra agenda”, continua. “La pandemia ha accelerato la sensibilità, l’attenzione e la conoscenza della collettività. Sfida che tutti dobbiamo cogliere, non solo la filiera del trasporto aereo. Dobbiamo investire in sostenibilità. Pre-pandemia il nostro piano di investimenti prevedeva un aumento del 40%, di cui il 25% per la sostenibilità ambientale. Oggi noi bruciamo cassa, perché non abbiamo avuto un supporto da parte del PNRR”.

“Se oggi parliamo di maggiore connettività con l’Europa, io suggerisco di parlare di maggiore connettività con il mondo. È evidente che per essere competitivi e attrattivi, questo territorio deve essere collegato sì con l’Italia, sì con l’Europa, vicina e più lontana, ma soprattutto con il mondo. La nostra vocazione deve essere sempre quella della connettività internazionale e intercontinentale, perché al momento il Nord non ha un vettore di riferimento per i collegamenti di lungo raggio. Abbiamo bisogno di un mercato di cieli liberi, per potere attrarre sempre più compagnie aeree internazionali che ci connettano agli altri paesi”.

“Dobbiamo sviluppare maggiore intermodalità, sulla quale c’è un ritardo”, conclude Brunini, tornando sul tema cruciale del passaggio da gomma a ferro, dalle auto ai treni e quindi dell’alleanza fra ferrovie e aeroporti. “Adesso abbiamo una nuova scadenza, quella delle olimpiadi invernali. In Italia le deadline aiutano, perché ci spingono a chiudere nei tempi, e noi speriamo che il Sistema Italia garantisca il completamento di una serie di opere fondamentali per l’intermodalità e l’accessibilità dei nostri aeroporti, in particolare quelle ferroviarie. Se vogliamo ottenere uno shift modale, e quindi avere un impatto positivo non solo sulla competitività degli aeroporti ma anche sull’ambiente, è importante trasferire da gomma a ferro buona parte dei trasferimenti”.

“L’obiettivo è rafforzare il cuore della produzione del Nord del paese, anche dopo un lungo percorso di quasi vent’anni”, ha dichiarato Alessandro Spada, presidente di Assolombarda. “È un passo sicuramente importante per rafforzare soprattutto il rettangolo Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto, che è davvero il centro della manifattura europea, a maggior ragione se guardiamo ai numeri. Si tratta di quasi il 50% del PIL, il 74% dei brevetti, il 65% delle esportazioni del nostro Paese. Un perimetro che è all’interno del tema primario infrastrutture e progresso del Paese. Anche per le opere di accesso, fondamentali per la nostra competitività. Oggi con la logica del 4.0 possiamo e dobbiamo programmare le manutenzioni di queste grandi opere per evitare le disgrazie recenti e i disagi dovuti a gravi mancanze”.

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