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Intesa Sanpaolo e Confindustria lanciano “ZES 2.0”: 60 miliardi di euro per investimenti, infrastrutture e crescita del Mezzogiorno

I dati del “Check-up Mezzogiorno 2026”, elaborato da Confindustria e SRM, evidenziano una crescita del Pil meridionale dell’8,3% tra il 2019 e il 2025, superiore al 6,3% registrato a livello nazionale

Intesa Sanpaolo e Confindustria lanciano “ZES 2.0”: 60 miliardi di euro per investimenti, infrastrutture e crescita del Mezzogiorno
Intesa Sanpaolo, sede

Intesa Sanpaolo e Confindustria presentano “ZES 2.0”: 60 miliardi di euro per nuovi investimenti, infrastrutture, occupazione e sviluppo industriale del Mezzogiorno

Intesa Sanpaolo e Confindustria lanciano “ZES 2.0”, il nuovo piano strategico dedicato allo sviluppo della Zona Economica Speciale e alla crescita del Mezzogiorno. L’iniziativa, presentata a Bari, prevede la disponibilità di 60 miliardi di euro per sostenere investimenti produttivi, opere infrastrutturali ed energetiche e nuovi insediamenti industriali. Il progetto, realizzato in collaborazione con il Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei ministri, punta a consolidare la centralità delle regioni meridionali nella dinamica industriale italiana e nell’area mediterranea. L’obiettivo è anche estendere i benefici del modello ZES all’intero Paese, coinvolgendo imprese del Nord e grandi gruppi internazionali interessati a investire in Italia.

Le risorse saranno messe a disposizione dalla Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. Il piano prevede inoltre un roadshow con tappe in Italia e all’estero, finalizzato ad attrarre capitali e incentivare nuove localizzazioni produttive nel Mezzogiorno. La banca sosterrà anche la presenza internazionale delle piccole e medie imprese attraverso la propria rete di partner e offrirà servizi di consulenza per operazioni di finanza straordinaria, apertura del capitale, fusioni e acquisizioni, crescita dimensionale e passaggi generazionali.

Per le imprese che investiranno all’interno della ZES è stata predisposta anche una linea di finanziamento specifica, caratterizzata da un’agevolazione sul tasso d’interesse e complementare agli incentivi pubblici già disponibili. Il nuovo piano si inserisce nel percorso avviato negli ultimi anni da Intesa Sanpaolo, che dal 2020 ha erogato oltre 28 miliardi di euro alle regioni meridionali. Di questi, circa 12 miliardi sono stati destinati a finanziamenti collegati agli investimenti diretti e indiretti favoriti dalle Zone Economiche Speciali.

Nel corso dell’incontro di Bari, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e il responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese, hanno illustrato le opportunità offerte dalla ZES per attirare investimenti dal Nord Italia e dall’estero. Tra i principali vantaggi figurano la semplificazione delle procedure burocratiche, il credito d’imposta e le agevolazioni previste per l’assunzione di giovani e donne. La combinazione tra industria manifatturiera, infrastrutture logistiche e sistema portuale potrebbe rafforzare la competitività del Sud e trasformarlo in un hub strategico tra Europa, Nord Africa e Oriente.

La ZES Unica sta dimostrando che, quando si riducono la burocrazia e l’incertezza, gli investimenti arrivano e generano valore”, ha dichiarato Orsini. Secondo il presidente di Confindustria, l’impatto complessivo dello strumento potrebbe raggiungere i 59 miliardi di euro, con ricadute occupazionali superiori a 70mila posti di lavoro. Per Barrese, la disponibilità di ulteriori 60 miliardi di euro integra i vantaggi derivanti dalla semplificazione amministrativa e conferma l’efficacia della ZES come leva strategica non solo per il Mezzogiorno, ma anche per le imprese settentrionali interessate a sviluppare investimenti e filiere produttive nel Sud.

I dati del “Check-up Mezzogiorno 2026”, elaborato da Confindustria e SRM, evidenziano una crescita del Pil meridionale dell’8,3% tra il 2019 e il 2025, superiore al 6,3% registrato a livello nazionale. Per il 2026 è previsto un incremento dello 0,6% nel Sud, contro lo 0,5% stimato per l’intero Paese. Anche il mercato del lavoro mostra segnali positivi: gli occupati nel Mezzogiorno hanno superato quota 6,52 milioni, con un aumento tendenziale dello 0,6%, tre volte superiore alla media italiana. Restano tuttavia criticità legate al tasso di occupazione, all’export, al Pil pro capite e alla limitata presenza di imprese a controllo estero.

A metà 2026, le autorizzazioni rilasciate nell’ambito della ZES Unica hanno generato oltre 9 miliardi di euro di investimenti diretti e circa 25mila posti di lavoro. I nuovi insediamenti produttivi rappresentano il 45% delle autorizzazioni, ma concentrano il 65% degli investimenti e il 55% delle ricadute occupazionali. Con “ZES 2.0”, Intesa Sanpaolo e Confindustria puntano quindi a trasformare la semplificazione amministrativa in uno strumento permanente di politica industriale, capace di attrarre capitali, rafforzare le filiere e aumentare la capacità produttiva dell’intero Paese.