Open Fiber e INRiM sperimentano le reti del futuro: tempo certificato, sicurezza quantistica e fibra intelligente in un progetto di 14 mesi
Open Fiber e l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica avviano una collaborazione di 14 mesi per sperimentare tecnologie avanzate sulle reti in fibra ottica. Il progetto punta a integrare telecomunicazioni e metrologia per rendere le infrastrutture digitali più precise, sicure e resilienti. Le attività riguarderanno tre ambiti principali: la distribuzione del tempo certificato, le comunicazioni quantistiche e il fiber sensing distribuito. Per verificare le soluzioni saranno realizzati testbed, cioè ambienti di prova nei quali le tecnologie potranno essere sperimentate in condizioni operative reali.
L’iniziativa nasce in un contesto nel quale le reti di telecomunicazione sono sempre più centrali per la gestione di dati sensibili, infrastrutture critiche e servizi ad alta affidabilità. L’obiettivo è trasferire i risultati della ricerca scientifica all’ambito industriale, sviluppando applicazioni utilizzabili nei settori della finanza, dell’energia, dei data center e dell’industria. La prima area della collaborazione riguarda la sincronizzazione temporale ad altissima precisione. La corretta distribuzione del tempo rappresenta un elemento essenziale per coordinare sistemi e servizi nei quali anche differenze minime possono generare errori o problemi di sicurezza.
Tra le applicazioni interessate figurano le transazioni finanziarie, le reti energetiche, gli impianti industriali, i data center e le piattaforme digitali complesse. Open Fiber e INRiM lavoreranno all’implementazione e alla validazione di soluzioni basate su protocolli come Precision Time Protocol e White Rabbit. Queste tecnologie permettono di trasferire segnali temporali attraverso le reti di telecomunicazione con livelli di precisione particolarmente elevati. Il progetto dovrà verificare la possibilità di integrare tali sistemi nelle infrastrutture in fibra, trasformando la rete anche in uno strumento per la diffusione di un riferimento temporale certificato.
La seconda linea di attività sarà dedicata alla sicurezza quantistica. Il progetto comprenderà la progettazione e la sperimentazione di infrastrutture e protocolli basati sulla Quantum Key Distribution, conosciuta anche con la sigla QKD. Questa tecnologia consente di scambiare chiavi crittografiche sfruttando i principi della fisica quantistica. Uno degli aspetti più rilevanti è la possibilità di rilevare eventuali tentativi di intercettazione durante la trasmissione delle informazioni.
La sperimentazione servirà a valutare il funzionamento della QKD in scenari reali di telecomunicazione e il suo possibile contributo alla protezione dei dati nel futuro contesto post-quantum. L’evoluzione dei computer quantistici potrebbe infatti rendere vulnerabili alcuni dei sistemi crittografici oggi utilizzati, rendendo necessario lo sviluppo di nuove soluzioni di sicurezza. Il progetto partirà dall’analisi dei requisiti e proseguirà con la realizzazione degli ambienti di prova. Le architetture sviluppate saranno quindi sottoposte a test e validazione per misurarne affidabilità, prestazioni e possibilità di integrazione nelle reti esistenti.
La terza area della collaborazione riguarda il fiber sensing distribuito. Questa tecnologia consente di utilizzare i cavi in fibra ottica non soltanto per trasmettere dati, ma anche come sensori distribuiti lungo l’infrastruttura. Attraverso l’analisi dei segnali che viaggiano nella fibra è possibile rilevare vibrazioni, anomalie, sollecitazioni e cambiamenti delle condizioni fisiche o ambientali. La rete può quindi diventare uno strumento di monitoraggio in tempo reale, capace di individuare eventi potenzialmente critici.
Le applicazioni possono riguardare il controllo dell’infrastruttura, la prevenzione dei guasti e il rilevamento di fenomeni esterni che potrebbero comprometterne il funzionamento. Il fiber sensing può contribuire così a rafforzare la sicurezza e la resilienza delle reti, riducendo i tempi necessari per identificare anomalie e intervenire.
La collaborazione comprenderà attività di ricerca, progettazione, sperimentazione e divulgazione tecnico-scientifica. L’obiettivo è favorire il trasferimento delle competenze maturate da INRiM verso applicazioni industriali e servizi digitali di nuova generazione. “La fibra non è più soltanto un’infrastruttura di connettività, ma può diventare una piattaforma tecnologica capace di distribuire tempo certificato, proteggere le comunicazioni e rilevare ciò che accade lungo la rete”, ha dichiarato Nicola Grassi, direttore Technology di Open Fiber.
Secondo Grassi, la collaborazione permetterà di portare queste tecnologie dalla ricerca alla sperimentazione sul campo, rendendo l’infrastruttura di Open Fiber più sicura e pronta a sostenere i servizi critici del futuro. INRiM metterà a disposizione le competenze maturate nella misurazione del tempo e nella metrologia quantistica. L’Istituto ha sviluppato in oltre dieci anni un’infrastruttura in fibra ottica lunga più di 1.800 chilometri, distribuita lungo la penisola da Torino a Matera.
“L’obiettivo è trasferire i risultati della ricerca pubblica al tessuto produttivo per sviluppare l’innovazione italiana con soluzioni affidabili, verificabili e trasferibili”, ha spiegato Davide Calonico, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica. La collaborazione punta quindi a creare un’infrastruttura digitale capace di sostenere non soltanto la trasmissione dei dati, ma anche nuove funzioni di sicurezza, precisione e monitoraggio. Un passaggio considerato strategico per rafforzare la competitività tecnologica italiana e preparare le reti alle applicazioni industriali e quantistiche dei prossimi anni.

