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TIM, presentata la Relazione Annuale OdV - 2021

TIM, con l’OdV si configura un nuovo modello di “vigilanza partecipativa”. Digitalizzazione, innovazione e competitività per uscire dalla crisi portata dal Covid

L’Organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete di TIM (OdV) ha presentato oggi i principali risultati conseguiti nel 2020 nell’ambito della tutela del principio di non discriminazione e parità di trattamento. Ai lavori hanno preso parte Anna Ascani, Sottosegretario Ministero dello Sviluppo Economico, Luigi Gubitosi, Amministratore Delegato di TIM, Francesco Sclafani Consigliere OdV sulla Parità di accesso alla rete di TIM e Giacomo Lasorella - Presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

L’Italia deve acquisire un ruolo strategico nello sviluppo tecnologico ed incentivare investimenti sulle tecnologie emergenti quali l’intelligenza artificiale" - queste le parole di Anna Ascani, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico all'apertura dei lavori - "Il digitale è infatti il futuro dello sviluppo economico e le comunicazioni elettroniche ne sono la spina dorsale. Serve digitalizzazione, innovazione e competitività”.

Luigi Gubitosi, Amministratore Delegato di TIM è intervenuto così: “Siamo alla XII relazione annuale. Relazione che ha il doppio fine di vigilanza interna di Tim e di luogo di analisi e di indagine. Serve uno sforzo complessivo da parte degli operatori e da parte dello stato insieme ad una domanda adeguata da parte delle famiglie per arrivare infine alla concretizzazione di una società device”.

Si tratta della quarta relazione del Consiglio insediatosi nel 2017, presieduto da Gianni Orlandi e composto da Giovanni Amendola, Fabio Di Marco, Maurizio Mensi e Francesco Sclafani. Composto da 5 membri indipendenti di cui 3 designati da Agcom, l’Organo di vigilanza è deputato al controllo del rispetto di impegni di non discriminazione e parità di trattamento assunti volontariamente da TIM, approvati e resi vincolanti dall’Autorità nel 2008, con il via libera della Commissione europea, successivamente trasformati in obblighi regolamentari.

Con l’OdV si configura un nuovo modello di “vigilanza partecipativa” basato su un organismo indipendente, anche se interno a TIM, che fornisce supporto tecnico ad Agcom nelle attività di monitoraggio e verifica del rispetto degli obblighi di non discriminazione. Inoltre, di propria iniziativa o su segnalazione di terzi, l’OdV verifica la corretta esecuzione da parte di TIM degli impegni e delle misure volontarie di equivalence e la rispondenza delle rilevazioni dei KPI di non discriminazione ai principi di parità di trattamento, potendo a tal fine acquisire le informazioni e i dati necessari allo svolgimento delle attività di verifica presso le strutture della Società. Qualora sia accertata una violazione, l’OdV comunica gli esiti delle sue verifiche all’Amministratore Delegato di TIM e, nel caso in cui non venga posto rimedio alla suddetta violazione entro un termine stabilito, ad Agcom e al CdA della stessa TIM.

A partire dal 2016 l’OdV ha assunto anche un ruolo di ausilio tecnico-operativo nei confronti di Agcom, che si realizza attraverso maggiori compiti di analisi e supporto metodologico definiti da un piano di lavoro annuale.

In particolare, nel corso del 2020, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha richiesto il supporto tecnico dell’Organo di vigilanza per la gestione di alcune attività emergenziali, quali quelle relative al monitoraggio delle prestazioni offerte da TIM agli operatori nei processi di provisioning ed assurance, oltre che nel verificare il rispetto dei tempi di fornitura da parte TIM dei dispositivi utili all’aumento di banda degli operatori e nel monitoraggio dell’attivazione dei cabinet FTTC nelle aree bianche nel rispetto della parità di trattamento.

Il 2020 è stato caratterizzato da due elementi di novità: l’avvio del processo che dovrebbe condurre progressivamente alla creazione di una società unica della rete di accesso e l’emergenza epidemiologica dovuta alla diffusione del coronavirus SARS-CoV-2.

Il primo elemento consiste in un percorso iniziato da TIM per mezzo di una separazione societaria che ha portato alla creazione di FiberCop cui la stessa TIM ha conferito la propria infrastruttura secondaria di rete, lasciando aperta la possibilità ad investitori pubblici e privati di partecipare al coinvestimento; il secondo elemento ha suscitato profondi sconvolgimenti economici, sociali e sanitari, in un evento globale senza precedenti che ha posto in evidenza il ruolo essenziale e l’importanza strategica delle reti di comunicazione elettronica.Come dimostrato dalla forza degli avvenimenti che hanno caratterizzato il 2020 e che purtroppo fanno ancora parte del presente, la funzionalità di un’infrastruttura di comunicazione a banda ultra larga efficiente per la salute, la formazione educativa e il mondo del lavoro è un fattore indispensabile per il futuro del Paese, ed il suo potenziamento costituisce un obiettivo non più procrastinabile.

La drammaticità della pandemia ha reso ancor più evidente rispetto al passato la necessità di predisporre rapidamente, in linea con i paesi più avanzati, tutte le iniziative idonee per lo sviluppo di una rete di accesso innovativa.In Italia la connettività a banda ultra-larga è assai più limitata che in altri paesi e presenta significative differenze tra le diverse aree geografiche sia in termini di penetrazione che di qualità. È quindi giunto il momento di un intervento sistematico per ridurre il divario digitale e rendere il Paese totalmente e universalmente connesso, permettendo l’ampia diffusione tra aziende e privati delle tecnologie innovative.

L’intera nazione sta vivendo uno dei momenti più difficili dalla fine della seconda guerra mondiale e la rapida digitalizzazione del Paese rappresenta una scelta fondamentale per uscire presto e bene da questa gravissima crisi.

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